bidoni serie a

Tanti i giocatori che hanno fatto tappa in Italia: Kluivert, Farinos, Beto, De la Peña

Il calciomercato si avvicina e molti Direttori Sportivi, tra confermati e nuovi arrivi, stanno seriamente cercando di anticiparsi un con l’altro per mettere a segno il colpo dell’estete. Già, quell’estate calda che si avvicina e che potrebbe promettere alle big del calcio italiano scintille sotto l’ombrellone. I vari Marotta, Monchi, Giuntoli, Tare, Ausilio (e Sabatini), Fassone e Corvino riusciranno a rinforzare a dovere Juventus, Roma, Napoli, Lazio, Inter, Milan e Fiorentina?

Il calciomercato ha visto durante le sessioni estive succedere di tutto, soprattutto nell’ultimo giorno. Tra stelle nate un po’ all’improvviso (non basta il nome pagato a caro prezzo a volte) e conferme volute da una piazza esigente, non dimentichiamo clamorosi bidoni pagati alti e rivalutati quasi a niente. In questa sezione vogliamo farvi fare un viaggio attraverso quelle storie che hanno rappresentato giocatori famosi e ricchi prima, diventati il nulla dopo un clamoroso flop in Serie A, un campionato che non perdona.

La colonia rossonera. Il dopo Sacchi per il Milan è stato fortunato visto che Berlusconi e Galliani dal cilindro hanno scommesso su uno sconosciuto Fabio Capello, capace di fare arrivare subito i colori rossoneri sul tetto d’Europa (Atene 1994).  In casa rossonera però gli errori sono stati molti e pagati a caro prezzo in tutti i sensi. Il primo della nuova era targata il magnate di Arcore è un tal Nando De Napoli, comprato dal Napoli e pagato a minuto giocato. Giocò ovviamente pochissimo. Il top flop fu Gianluigi Lentini, pagato la modica cifra di 18,5 miliardi di Lire nel lontano 1992 (e su cui aleggiano gli spettri di un procedimento penale poi prescrittosi per via di una legge del Governo Berlusconi), lo si ricorda solo per l’incidente mentre andava/tornava dalla moglie di Schillaci. Bomber. Fuori campo.

In quegli anni vengono acquistati molti olandesi, e molti daranno vita al calcio totale di sacchiana memoria. Così la società pensa che l’Olanda sia il Paese giusto in cui pescare dei campioni. Hanno ragione, ma a Milano sembra che alcuni no riescano ad esprimersi. L’esempio più clamoroso è legato ad Edgar Davids. Strepitoso in patria con la maglia dell’Ajax, nell’estate 1996 si trasferisce al Milan. In rossonero poche presenze con Tabarez che lo relega in panchina. Nel calciomercato di gennaio Davids trova l’accordo con la Juventus: in maglia bianconera diventa uno dei calciatori olandesi più forti di tutti i tempi vincendo tutto. Il rammarico rossonero è legato anche ad un altro olandese, Patrick Kluivert. Il Milan lo prende dall’Ajax, ma nella stagione 1998/1999 delude ogni tipo di aspettative. Nella stessa stagione il ritorno di Capello incide nell’ingaggio dallo Schalke 04 del portiere Jens Lehmann. Morale della favola? Tra papere e indecisioni 5 presenze e addio verso il Borussia Dortmund prima e l’Arsenal poi dove finirà alla grande. Nella lista presenti anche Bogarde, Ba, Dugarry, José Mari e Javi Moreno. O più recenti Huntelaar e Aubameyang che a Milano hanno toppato, mentre il primo ci è sembrato chiaramente sopravvalutato, per il secondo le colpe sono abbastanza ripartite.

Casa nerazzurra. Tanti sono stati gli errori anche della Famiglia Moratti. I flop con più rammarichi sono quelli legati ad Adrian Mutu e Sebastian Frey. Il bomber romeno e il portiere francese giocano poco fino all’addio di Lippi, con l’arrivo di Tardelli raccimolano minuti ma nessun ricordo. Passati poi alla Fiorentina, costruiscono una carriera importante. I bidoni dell’Inter non passano inosservati visto che in casa nerazzurra non lasciano ricordi importanti i vari Pirlo (andato in prestito alla Reggina), Hakan Sukur, Rambert, Vampeta, Farinos, Quaresma e il più recente Ranocchia, considerato da tutti un futuro Nesta. Clamoroso il flop legato a Fabio Cannavaro: l’allora difensore della Nazionale fu venduto alla Juventus in cambio di Carini… Nel 2006 fu Pallone d’Oro. In casa nerazzurra ha deluso anche Christian Panucci, terzino destro che ha fatto la sua carriera vincente tra Milan, Roma e Real Madrid.

Gli altri bidoni. Anche la Juventus (in rari casi) ha dovuto vedere tra le proprie fila dei bidoni pazzeschi. Il primo è legato al portiere e Campione d’Europa con l’Ajax Van der Sar. Sulla groppa dell’estremo difensore l’errore decisivo in un Juventus-Roma che è costato lo scudetto ai bianconeri. Non hanno lasciato il segno in maglia bianconera neanche Esnaider, chiamato a sostituire l’infortunato Del Piero nel 1999 e soprattutto il francese Henry (anche qui colpa non propriamente sua dato che veniva utilizzato da terzino), che stabilirà poi record su record all’Arsenal. Stesso discorso nel 2007/2008 per Andrade: la Juventus lo acquista dal Porto per quasi 30 milioni di euro, ma il difensore si rompe il ginocchio e sparisce. Impossibile dimenticare anche Elia, Krasic, Boumsong e Tiago, ora all’Atletico Madrid. Un mezzo flop potrebbe essere anche il brasiliano Diego Ribas da Cunha, pagato 23 milioni fece un ottimo campionato d’andata, peccato esista anche il girone di ritorno. Una sorta di Hernanes costato un botto.

Anche le due romane non hanno vissuto grandi momenti di gloria. La Roma deve ancora capire chi era la meteora legata a Bartelt, attaccante argentino che è costato tanto e ha rischiato di rovinare il club. Incredibile la comparsa del difensore Trotta, voluto nel 1996 da Carlos Bianchi nella Capitale. Già, lo stesso Carlos Bianchi che si voleva disfare di un certo Francesco Totti e spedirlo in prestito alla Sampdoria. L’ultimo bidone in ordine di tempo in casa giallorossa è stato Manuel Iturbe. Acquistato da Sabatini dal Verona per circa 30 milioni di euro e soffiato alla Juventus, l’argentino delude a pieni voti. Così come per Doumbia: flop completo e giocatore ancora con il cartellino in mano al club di Trigoria. Facendo un passo indietro, ecco anche Tomic e Fabio Junior.

In casa Lazio alzi la mano chi si ricorda CastromanMendieta. L’ex Barcellona ha regalato una comparsa e nulla più in maglia biancoceleste, un po’ come Cissè e De la Peña. A Napoli non se la sono passata benissimo e tra i flop più incredibili, clamoroso è stato il fallimento di Edmundo, uno dei più forti giocatori brasiliani. Il sudamericano fallì clamorosamente sotto l’ombra del Vesuvio. Come dimenticare, tra gli altri, i mitici Beto, Caio e Husain. Dell’era De Laurentiis si registrano presenze al San Paolo per Datolo, Hoffer e Chavez, sul quale gira la leggenda che sia arrivato tra le braccia di Partenope solo per arrotondare lo stipendio del Pocho. Ma il bidone d’oro probabilmente va al cileno Edu Vargas, che arrivò in pompa magna (costato 15 milioni di €) come uno dei giovani sudamericani più promettenti, secondo solo a Neymar. Oltre la tripletta in Europa League contro l’AIK Stoccolma, il nulla cosmico. Eppure in nazionale non ha mai fatto male.

Tanti sono stati i bidoni del calcio che le squadre più importanti d’Italia hanno voluto acquistare dai club più titolati d’Europa. A volte l’azzardo è andato bene, altre volte no. Qui abbiamo voluto ripercorrere solo alcune storie dei bidoni di calcio che hanno calcato i rettangoli verdi della nostra Serie A, ma siamo sicuri che, spulciando nella storia, si potrebbe tovare di peggio.

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