enzo maresca

I “colpi di testa” il suo limite…

Enzo Maresca (Pontecagnano Faiano, 10 febbraio 1980) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Questo dice la pagina Wikipedia a lui dedicata, che tra le caratteristiche tecniche cita testualmente:

Può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, con particolare preferenza per quello di regista con caratteristiche offensive. È dotato di personalità, tecnica e visione di gioco.

Confessandosi alla ‘Gazzetta dello Sport’ il centrocampista salernitano dice: “Non mi sono mai pentito di aver lasciato la Juventus, casomai ho il rammarico di essere tornato in Italia. Avevo 32 anni ed ero all’estero da nove, i miei genitori stanno invecchiando. Quindi anche se avevo un anno di contratto con il Malaga e la possibilità di tornare in Champions League sono tornato in Italia, sapendo bene che me ne sarei pentito“.

Il giocatore, la cui ultima stagione in Serie A l’ha giocata a Palermo, spiega il perché: “A 18 anni ero al Cagliari, ma per avere un contratto da professionista avrei dovuto aspettare. Così andai al West Bromwich Albion. ”

Nonostante le tante stagioni passate tra Inghilterra, Spagna e Grecia è in Italia, forse la migliore che ha giocato a livello individuale, è quella a Piacenza nel 2002-2003, 31 presenze e 9 reti che non servono a far salvare gli emiliani. Servono, però, a dargli una terza ed ultima chance in casacca bianconera, stagione 2003-2004, 20 presenze 3 reti.

foto da: calcioweb.eu

 

Ai tempi della Juventus, poi, giocai 60 partite in due anni e mezzo vincendo scudetto e Supercoppa. Dovevo rinnovare il contratto, ma avrei guadagnato la metà. Ci furono dei problemi, così nel corso di un ritiro, con Capello allenatore, mi chiamarono per dirmi di presentarmi alle 8 in sede. Trovai i dirigenti del Siviglia, che erano a Torino da una settimana e sapevano tutto di me. Mi colpirono subito“.

Nel mezzo dell’offerta sevigliana c’è stata l’annata 2004-2005 con la Fiorentina, non male: 25 presenze, 4 reti. Emiliano Mondonico, allenatore della Fiorentina all’epoca, lo definì: “…un centrocampista di movimento con ottima tecnica e dotato di grande capacità tattica. Fa della consistenza fisica e del girovagare per il campo due delle caratteristiche principali. Sicuramente stiamo parlando di un giocatore completo perché è in grado di garantire un ottimo apporto in entrambe le fasi, specie in quella offensiva, essendo bravissimo nello scegliere i tempi di inserimento.”

Poi quattro stagioni nella capitál andalusa, dove vince due Coppe UEFA, una Supercoppa Europea, una Coppa di Spagna ed una Supercoppa di Spagna. In campionato il miglior piazzamento è un terzo posto, ma d’altronde è l’unico conseguibile data l’egemonia Real Madrid-Barcellona. In una delle due finali di Coppa UEFA (2005-2006) segna persino una doppietta nel 4-0 rifilato al Middlesbrough, venendo nominato anche man of the match. Poi Olympiakos e Malaga prima di ritornare in Serie A, Sampdoria e Palermo. La stagione 2016-2017 l’ha iniziata con l’Hellas Verona, ma solo dopo 9 presenze (tra Serie B e Coppa Italia) senza infamia e senza lode, il 13 gennaio 2017 decide di rescindere il contratto con i gialloblu.

Tra le tante avventure quella che forse ricorda con più rammarico è quella di non aver fatto di più con e per la propia Nazionale, almeno con la maggiore, dato che ha quasi 50 presenze tra U-15 e U-21. Lo sottolinea con una convinzione precisa: “Credo di aver pagato il fatto di aver giocato all’estero”, convinzione che lo spinge a sentirsi incompreso, escluso dal pianeta calcio italiano e ricordato semplicemente come meteora dalle corna taurine in un derby della mole.

C’è da dire che è sempre stata una testa calda, come a Bologna, nel 2000, che litiga con tutti (Mr. Guidolin e compagni di squadra), ma lui è stato molto più di due corna e forse per questo avrà rescisso col Verona, o forse perché è nella sua natura andare via da progetti che non sente suoi, ma soprattutto di cui non si sente parte, come quando all’Olympiacos nel 2010, alla sua seconda stagione, rinuncia a due milioni d’euro per mancanza di stimoli.

Più semplicemente, Enzo Maresca, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo per dedicarsi alla carriera da allenatore. Non ha tempo da perdere probabilmente, ed è per questo che a maggio 2017 è stato accostato all’Ascoli come possibile allenatore per la stagione 2017/18. (Fonte: Gazzamercato)

In realtà è però ancora sprovvisto del patentino di 1ª categoria Uefa Pro, quello necessario per stare sulle panchine delle prime due categorie professionistiche italiane, e potrà sedersi solo nel caso in cui fosse affiancato da qualcuno che ne è provvisto. Un po’ come accadde nella stagione 2004/2005 quando Marco Giampaolo, anche lui 37enne, fu affiancato da Massimo Silva, nome che potrebbe tornare in voga da quelle parti. (Fonte: Mediagol.it)

Dopo la mancata riconferma di Alfredo Aglietti come allenatore dell’Ascoli Picchio, approda sulla panchina Enzo Maresca come secondo (?) di Fulvio Fiorin, allenatore classe 1962 che, dopo una vita passata tra i settori giovanili, è alla sua prima esperienza in panchina da primo (aveva già fatto parte dell’entourage di Pippo Inzaghi al Milan Fonte: SpazioMilan.it).

Fonti: Wikipedia, Youtube, Gazzetta dello Sport, Sportal.it

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