giorgio perinetti

Perinetti ad Onda Libera

 

Giorgio Perinetti, attuale direttore sportivo del Venezia ma con trascorsi importanti a Napoli, Roma, Palermo, Siena e Bari, e indicato un po’ da tutti come uno dei diesse più importanti del panorama calcistico nazionale, è stato ospite questa mattina della trasmissione “Pezzi da 90” condotta da Massimo Boccucci sull’emittente umbra Radio Onda Libera.

Ha costruito l’attuale squadra lagunare che primeggia nel proprio girone in Lega Pro, una sorta di girone di ferro visto che vi partecipano ben sette squadre scudettate!
“E’ davvero un girone durissimo con il Parma che ha fatto una campagna estiva e soprattutto invernale stratosferica e un Padova molto solido con un allenatore pragmatico che ha preso solo 3 gol nel ritorno. Stiamo facendo il nostro percorso. Il pareggio con il Santarcangelo dopo 7 vittorie lo accettiamo e tiriamo dritti”.

Come mai la scelta per il tecnico è caduta su Pippo Inzaghi?
“Abbiamo pensato con il presidente Tacopina che ha le caratteristiche giuste con delle buone esperienze e tanto entusiasmo. Si è messo in gioco con umiltà dopo la parentesi al Milan che in questi ultimi anni ha bruciato diversi allenatori”.

Lei conosce benissimo Antonio Conte. E’ stato il primo a capire che era un vincente, ma si aspettava che riuscisse a vincere così tanto?
“Sì, è una questione di qualità di tecnico, mentalità e preparazione. Ha detto Bonucci che con Conte le partite sono già giocate mentre le giochi visto come le prepara in settimana. Ha perfettamente ragione”.

Conte sorprende più per quanto ha vinto alla Juve, per il lavoro fatto con la Nazionale o perché è vicino a vincere la Premier League alla prima esperienza in Inghilterra?
“Se devo scegliere dico la Nazionale. In 21 giorni è riuscito a creare una squadra che è apparsa subito vera e si è fatta davvero onore”.

Che idea si è fatto di questa Nazionale di Ventura?
“Ha la fortuna di avere dei giovani importanti, che stanno maturando e che finalmente rivalutano i valori italiani visto che abbiamo fin troppi stranieri. Ventura ha il problema del tempo perché c’è da qualificarsi per il Mondiale. Ritengo che sia la persona giusta in questo momento e che sia una guida ideale per i giovani”.

Chi è il talento italiano che la intriga di più?
“C’è una riaffermazione dei portieri, così dico Donnarumma e Meret. Poi penso a Bernardeschi e a Belotti che ha un gran fiuto del gol. Stanno emergendo diversi giovani anche se dobbiamo ancora crescere tanto a livello di attività giovanile. Servono istruttori e le società devono crederci e investire di più”.

Se dovesse andare via Allegri, lei chi vedrebbe bene sulla panchina della Juve?
“Non entro in una situazione del genere e peraltro penso che alla fine Allegri resterà”.

C’è da aspettarsi un valzer di panchine?
“Si è sentito parlare di Conte e Guardiola in partenza, ma adesso sembra rientrato tutto. Se Allegri rimane, non ci sarà un particolare effetto domino. Dipende da Spalletti se resta a Roma e bisogna vedere il profilo sul quale andrà la Fiorentina che a quanto pare congederà Sousa. Penso che a Firenze sceglieranno un italiano, potrebbe essere Di Francesco. L’Inter potrebbe continuare con Pioli”.

Certo che gli allenatori italiani all’estero continuano a fare bene…
“E’ la conferma che la nostra scuola eccelle. Sono i più preparati sotto il profilo tattico e i più completi”.

Napoli-Juve può riaprire il campionato?
“Meno male che c’è questa partita in un campionato che altrimenti è noioso non dicendo peraltro più nulla nel discorso salvezza. Il Napoli può dare una piccola scossa ma la Juve resta comunque troppo forte”.

Fonte: Radio Onda Libera

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