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Secondo quanto riportato dal quotidiano napoletano Il Mattino, il Napoli campione d’Italia nel lontano 1987 si trovava al San Paolo per festeggiarne il trentesimo anniversario dell’evento, quando hanno trovato le porte dello stadio chiuse.

 

Napoli 1987 San Paolo chiuso
Foto da Il Mattino

 

Dovevano semplicemente fare un giro simbolico intorno alla pista d’atletica per commemorare il giorno in cui il Napoli conquistò il suo primo storico scudetto, esattamente 30 anni fa. Ma si sono visti sbarrare la strada dai dipendenti comunali, che non avevano ricevuto alcuna autorizzazione.

Secca la risposta, come un suo vecchio mancino all’angolo alto, di Bruscolotti: “È una vergogna, non lo so chi lo ha deciso. È una vergogna lasciare fuori la squadra dello scudetto. Ci è stato detto che non c’era l’autorizzazione del Comune. Non ho parole.”

In serata arriva a replica ufficiale del comune, per bocca dell’assessore allo sport Ciro Borriello: “In assenza di una autorizzazione da parte degli utilizzatori esclusivi del terreno di gioco, appare davvero ingeneroso nei confronti di Palazzo San Giacomo addebitarci il mancato ingresso all’impianto proprio nel giorno in cui il sindaco, a nome dell’intera amministrazione comunale e della Città, ha voluto incontrare nella sede istituzionale e premiare uno a uno i campioni, i dirigenti ed il presidente dello storico scudetto. È quindi del tutto evidente che poteva essere concesso un breve giro del campo ai protagonisti di quella storica vittoria.”

A rispondere per il SSC Napoli è Alessandro Formisano, responsabile operativo della società di DeLa: “È vero che il Calcio Napoli ha l’uso esclusivo del terreno di gioco del San Paolo, ma è altrettanto vero che la società non ha alcuna competenza sulle aree circostanti. Dunque il Calcio Napoli non ha alcun titolo per autorizzare chicchessia a calpestare la pista di atletica, cosa che eventualmente può fare solo il Comune di Napoli. La dimostrazione che non avessimo nulla in contrario, sta nel fatto che, dopo aver appreso dalla stampa di questa celebrazione al San Paolo, abbiamo predisposto dalle 11 la presenza di quattro steward a bordo campo affinché presidiassero il terreno di gioco, per evitare il rischio di danni al manto erboso». «Penso anche – conclude il dirigente – che si può organizzare qualunque cosa, se concordata. Noi, in ogni caso, non abbiamo vietato nulla a nessuno.”

Dopo il categorico NO ricevuto dai dipendenti comunali, i giocatori si sono diretti a Casoria dove hanno giocato una partita tra vecchie glorie (l’allora secondo portiere Di Fusco, i difensori Volpecina, Renica, Carannante e Ciro Ferrara e bomber Giordano erano insieme a capitan Bruscolotti), artisti e giornalisti.

Dunque, solita diatriba ai piedi del Vesuvio tra la società di calcio e il comune in cui si tende a fare il classico scarica barile. Dispiace, ancora, che a rimetterci sia l’immagine della città di Napoli.

La domanda sorge spontanea… ma nessuno di quei dipendenti comunali era tifoso del Napoli?

Fonte: Il Mattino

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