leonardo semplici spal

Manca solo una vittoria per la promozione in serie A

Spal in serie B? Ormai ci siamo, manca pochissimo alla squadra di Leonardo Semplici per avere la certezza matematica del ritorno in serie A, torneo che ha frequentato negli anni Cinquanta e Sessanta, toccando il top con il quinto posto nel campionato 1959-1960, ma sfiorando l’impresa nel 1962 raggiungendo la finale di Coppa Italia, persa contro il Napoli.

Quella degli estensi è una delle belle storie che sa raccontare il calcio. La più recente in ambito internazionale e probabilmente anche la più potente di tutte i tempi è lo scudetto del Leicester di Claudio Ranieri, capace di mettere in riga tutte le grandi d’Inghilterra per aggiudicarsi addirittura la Premier League. Anche in ambito italiano però abbiamo le nostre belle storie da raccontare.

Come non ricordare infatti i dieci anni di massima serie dell’Avellino di Sibilia, o le splendide annate sportive dell’Ascoli del mitico Costantino Rozzi o del Pisa del pirotecnico Romeo Anconetani, ma ovviamente risalta alla mente anche la splendida stagione sportiva del Perugia di Ilario Castagner che chiuse imbattuto ed al secondo posto nella stagione 1978/1979 alle spalle dello scudettato Milan.

Anche Vicenza, con il suo periodo d’oro targato Lane Rossi, è stata una splendida protagonista del nostro calcio con il top raggiunto negli anni Sessanta e Settanta confezionandosi nel 1977 uno splendido secondo posto da matricola! Ora in serie A vivono alla grande, grazie a programmazioni tenaci e di alta qualità, piazze come Chievo, Sassuolo e Udinese dovendo obbligatoriamente citare che le ultime due hanno addirittura lo stadio di proprietà. Segno che nella massima serie puoi arrivarci, magari non per caso, ma quasi, ma di certo non ci resti se improvvisi e le tre rappresentanti più fulgide della provincia in serie A non hanno nulla da imparare per proseguire la loro frequentazione nel salotto buono del calcio italico.

Tornando alla Spal, mancano due tappe. Prima c’è la trasferta di Terni, contro una squadra che Liverani ha fatto…lievitare e spera di portare alla salvezza, poi la sfida casalinga al Bari che ormai i play off li vede con il lumicino e che fra 90′ potrebbe non vederli più nemmeno con il binocolo. Per chiudere quindi, sono 90′ o 180′ i minuti che dividono Ferrara dalla serie A? Al campo l’ardua sentenza!

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