zlatan ibrahimovic

Lo United vola a Stoccolma per la finale di Europa League, ma Ibra non ci sarà

Il sogno di ogni bambino è quello di poter vivere e giocare da protagonista un giorno una finale europea nello Stato in cui è nato. C’è anche chi è protagonista con diversi trionfi e che per ironia del destino quel sogno non lo può ancora (o forse mai) realizzare.

Le Coppe Europee non sono state fortunate nella carriera calcistica di uno delle potenze più ambite del nostro Pianeta. Di chi stiamo parlando? Zlatan Ibrahimovic, l’asso svedese attualmente in forza al Manchester United e fresca finalista dell’Europa League, la competizione che vedrà proprio l’atto conclusivo in quel di Stoccolma, la terra dello scandinavo vincente ma solo nei campionati nazionali.

Ma facciamo un passo indietro. Nella partita sempre di Europa League (destino amaro) dei quarti di finale contro i belgi dell’Anderlecht, Ibrahimovic si procura un serio infortunio al ginocchio che costringe l’asso svedese a concludere anzitempo la propria stagione. Il volto preoccupato di Ibrahimovic fa pensare tutti al peggio e così è visto che Zlatan dovrà stare fermo a lungo. L’operazione svoltasi lo scorso 2 maggio negli Stati Uniti è stata eseguite perfettamente e il bomber ex Juventus, Inter Milan e PSG ha potuto cominciare una lunga convalescenza.

La carriera non è a rischio e Ibrahimovic potrà tornare a giocare nonostante qualche rumors abbia fatto intendere lo stop forzato del giocatore al calcio giocato.

Il paragone con Van Basten. Ibrahimovic nella sua lunga e fortunata carriera è stato spesso messo a paragone di un grande del nostro calcio: Marco Van Basten. Gli inizi sono stati identici con la casacca gloriosa dell’Ajax (ironia della sorte la squadra che Ibrahimovic avrebbe incrociato nella capitale svedese per la finalissima di Europa League) e successivamente dopo quelle di Juventus, Inter e Barcellona quella rossonera del Milan indossata per anni dall’asso olandese. E ora questo infortunio al ginocchio che ripercorre un po’ il calvario di un Van Basten fin troppo giovane (29 anni) che ha dovuto dire addio alla passione della sua vita. Lo svedese di primavere ne ha qualche in più (35) e non ha nessuna intenzione di smettere.

L’addio alla Nazionale. Dopo 15 anni di grandi prestazioni Zlatan Ibrahimovic dopo il deludente Europeo di Francia dice addio alla casacca gialla. L’ex Juventus lascia dopo una serie impressionante di 116 presente condite da 62 centri. Ibrahimovic dà il suo addio alla stampa con una frase celebre: “Io sono la Svezia”.

La finale di Europa League. Ibrahimovic potrà così guardare dalla tv il suo Manchester United giocarsi a Stoccolma l’ambita finale di Europa League. Tra le coppe europee e Ibrahimovic il feeling non c’è mai stato e questa che poteva essere la sua prima finale in carriera è stata rovinata da una casualità. All’asso svedese manca la perla europea dopo aver vinto di continuo Eredivisie, Serie A, Liga e Ligue 1 con Ajax, Juventus, Inter, Milan, Barcellona e PSG. E sia la coppa dalle grandi orecchie che quella minore mancano nella bacheca individuale di uno dei campioni più forti di sempre.

Il destino nel suo DNA. Non c’è dubbio che nel DNA di Ibrahimovic ci sia il destino. Nell’estate del 2009, dopo aver vinto scudetti con la maglia dell’Inter, lo svedese passa al Barcellona campione d’Europa in carica per cercare di vincere la massima competizione europea. Al suo posto in nerazzurro passò Samuel Eto’o, camerunense che sarà la fortuna non solo di Mourinho ma anche della stessa Inter. Il camerunense nel 2010 festeggia la Champions League a Madrid contro il Bayern Monaco, mentre Ibrahimovic si lecca le ferite con il rapporto deteriorato con Messi e Guardiola.

 

 

I numeri di Ibrahimovic sono spaventosi: lo svedese in carriera ha calcato il campo in 511 occasioni segnando la bellezza di 319 reti, una media gol spaventosa. L’unica cosa che manca nel palmares di Zlatan è una coppa europea e tutto questo non potrà essere esaudibile il prossimo 24 maggio a Stoccolma: lì nella sua terra a calcare quel campo non ci sarà l’uomo più rappresentativo di tutta la Svezia ma un Manchester United che per tornare ad alzare una coppa europea e qualificarsi direttamente ai prossimi gironi di Champions League dovrà cavarsela con i vari De Gea, Pogba e Rashford. Senza Zlatan Ibrahimovic, l’ospite d’onore più atteso ma allo stesso tempo il più sfortunato.

Fonte: Sky Sport

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