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Debiti e arretrati negarono l’Europa al Genoa di Gasp

Che Giampiero Gasperini faccia molto bene con le piccole realtà lo sapevamo già. Nel 2015 portò il Genoa in Europa League, con una squadra modesta fatta da una società che non aveva speso molti soldi a causa di molti debiti e arretrati.

Questi problemi, la società di Preziosi, se li porta fino a fine stagione e le banche iniziano a non erogare più credito. Preziosi ha problemi anche con la sua storica società di giocattoli, la Giochi Preziosi, e preferisce spendere i soldi per la rifondazione della stessa. Ma non vuole perdere il Genoa, a rischio non c’è solo il successivo ingresso in Europa, ma anche l’iscrizione alla Serie A 2015/2016.

Preziosi e Galliani
Foto da Business Insider

Secondo Business Insider Italia, ma soprattutto da quanto emerge dalle indagini della Guarda di Finanza, il presidente del Genoa all’epoca si rivolse a Marco Bogarelli, il grande capo di Infront e ad Adriano Galliani che allora controllava la Lega Serie A, per trovare le risorse e il tempo necessari a non far affondare la squadra ligure.

MArco Bogarelli
Foto da gazzetta.it

I soldi dovrebbero arrivare dal businessman Riccardo Silva, circa 15 milioni, del quale Bogarelli è il tramite con i grifoni. Secondo le indagini, il 28 aprile 2015 il presidente Preziosi chiama Bogarelli dicendogli di essere “in grave difficoltà”, e il numero uno di Infront lo tranquillizza: i soldi sono stati inviati il 24 aprile e stanno arrivando, la cosa dovrebbe risolversi presto. Dalle intercettazioni poi emerge il giro di telefonate tra il manager e Giuseppe Ciocchetti, direttore generale di Infront, nelle quali si parla del bonifico che non arriva, a quanto pare la colpa è di un errore dell’assistente di Riccardo Silva, ha sbagliato banca.

Nel maggio 2015, dunque, i rossoblu non riescono a pagare la famosa rata, e salta l’Europa League. Preziosi si difende: È solo un vizio di forma, i soldi ci sono, ma in realtà quei soldi non c’erano, le coordinate bancarie erano sbagliate. Quando negli uffici di Silva se ne accorgono è troppo tardi, ci sarebbero volute due settimane per far arrivare quella cifra, dato che, sempre secondo le indagini, sarebbero dovuti arrivare dall’estero tramite tre passaggi differenti.

Preziosi è arrabbiatissimo e su tutti i giornali esce la sua promessa di fare battaglia sulla vicenda, continuando ad omettere le proprie responsabilità. E addirittura l’11 maggio 2015 è già pronto a ricompensare Infront e lo stesso Silva.

Sempre secondo Business Insider, rifacendosi alle parole di Ciocchetti, Preziosi avrebbe offerto il 3% della Giochi Preziosi attraverso un contratto d’opzione da 10mila euro che i diretti interessati (Marco Bogarelli, Riccardo Silva, Giuseppe Ciocchetti e Andrea Locatelli, vice presidente di Infront) avrebbero potuto esercitare in qualunque momento una volta quotata in Borsa la società.

Fonte: Business Insider Italia

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