Mark Viduka

269 gol in 550 partite, nel 2008 l’addio al mondo del calcio

Alzi la mano chi ricorda Mark Viduka, calciatore australiano che lasciò il calcio nel 2008. Durante l’ultima stagione tra le fila del Newcastle aveva detto di voler rimanere in serie cadetta a una sola condizione: “Shearer deve rimanere l’allenatore”.

Ma non appena il Newcastle, che era appena retrocesso, annunciò l’esonero del mister, Viduka con la sua estrema coerenza, che lo ha sempre contraddistinto, rescisse il contratto che aveva con il club inglese, appese gli scarpini al chiodo e si ritirò a vita privata. Oggi Viduka ha 42 anni e ha dimostrato, nella sua lunga carriera da attaccante fatta di tante presenze e tante reti, che anche gli australiani sanno giocare bene a calcio. I giocatori australiani di oggi devono quasi tutto a lui.

Per chi ama le statistiche il calciatore australiano collezionò 269 gol in 550 presenze. È stato il primo grande giocatore che l’Australia ha partorito, lo hanno definito un calciatore planetario. Ha giocato nella sua terra poi al Celtic Glasgow, al Leeds e al Middlesbrough. Infine al Newcastle, squadra in cui ha chiuso una mirabolante carriera. I punti più alti toccati dall’attaccante australiano sono stati in Premier League dove, a suon di gol, ha fatto valere la sua legge. Con il Middlesbrough ha battuto il record di reti in Europa, ben 8. Prima una Champions League giocata da protagonista assoluto.

Viduka è nato, calcisticamente parlando, nel Melbourne Knights. Con la maglia della squadra australiana colleziona 49 presenze andato in rete in 40 circostanze e laureandosi anche per una stagione capocannoniere del campionato, denominato in quel periodo National Soccer League. Nel vecchio continente è approdato nel 1995 alla Dinamo Zagabria. Qui ha giocato per tre stagioni, collezionando 37 presenze e 40 sigilli.

Il passaggio al Celtic è avvenuto nel 1998. Con la maglia biancoverde ha siglato 30 gol in 37 presenze. Nel 2000 è passato in Premier League: con il Leeds, che lo fece diventare il re del suo attacco, acquistandolo dal Celtic per 6 milioni di sterline. Con la squadra scozzese segnò 59 gol in 130 presenze (44 solo nelle prime due stagioni). Il Celtic però fu colpito da una grave crisi finanziaria così che Mark Viduka fu costretto ad andarsene, approdando nel Middlesbrough dove rimase per tre anni.

La sua carriera, come già detto, si è chiusa nel Newcastle con 7 gol in 38 partite. Con la Nazionale Australiana ha giocato 38 partite mettendo a segno 7 centri. Arrivò secondo nella Confederation Cup in Arabia Saudita del 1997. Nel suo palmares ci sono un campionato australiano, tre titoli croati e tre coppe di Croazia e una Scottish League Cup.

Da quando si è ritirato dal gioco, Mark Viduka è tornato a vivere a Melbourne, e sta lavorando per ottenere il patentino UEFA da allenatore, e attualmente allena uno dei suoi figli in una delle squadre giovanili del Melbourne Knights.

Alcuni annedoti curiosi sul giocatore australiano sono la sua poco nota parentela col calciatore croato Luca Modric e che nel 2007 ha sfiorato la nostra Serie A. Fu il Genoa, appena approdato nella massima serie, ad avvicinarsi molto all’ex attaccante di Newcastle e Middlesbrough. Quando tutto sembrava fatto tra il giocatore e il club di Enrico Preziosi, il bomber declinò l’offerta per altre vie.  Secondo indiscrezioni sarebbe stato l’attuale allenatore dell’Atalanta, Gianpiero Gasperini a non volere il talentuoso bomber della nazionale dei canguri.

Nella propria carriera Viduka ha ricevuto un premio come calciatore oceanico dell’anno (2000), 2 premi “Johnny Warren Meda” (1994 e 1997) e un riconoscimento come giocatore dell’anno SPFA (2000). A livello di squadra il gigante australiano ha vinto in serie: 1 campionato australiano (1994/1995), 3 campionati croati (1995/1996, 1996/1997 e 1997/1998), 3 coppe di Croazia (1996, 1997 e 1998) e una ScottishLeague Cup (1999/2000) con le maglie di Melbourne Knights, Dinamo Zagabria e Celtic Glasgow. Nel dicembre 2014 è stato, a ragione, introdotto nella Hall of Fame della Football Federation Australiana. Un gigante che la stessa nazionale dell’Australia rimpiange.

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