arshia barcellona

Una nuova faccia per il Barcellona

«Vorrei fare il chirurgo, ma non posso iscrivermi all’Università»

Si tratta di un ragazzino di 16 anni, scappato dall’Iran con tutta la famiglia nel 2014. Ora vive a Liverpool, città dove ha chiesto asilo politico. Il Barcellona è da sempre si interessa al volontariato o alla promozione dei valori sportivi. In questo contesto si posiziona il concorso fotografico organizzato dal club catalano, il Barcelona photography award.

«”Sono una persona solitamente felice, ma a volte mi capita anche di essere frustrato. L’unica cosa che faccio sempre con allegria è giocare a calcio

La foto vincitrice ritrae proprio Arshia con la maglietta sporca, i capelli sudati e le scarpette appese su una spalla dopo una partita di calcio su un tipico campetto della periferia inglese. Scattata da Craig Easton, la foto ha vinto il concorso. Ad aiutare nella vittoria è anche l’appartenenza del giovane iraniano al Kingsley United, una vera e propria squadra multietnica del quartiere di Toxteth.

“L’immagine colpisce sia per la sua sensibilità che per l’attenzione riservata alle problematiche attuali di emigrazione”, così hanno motivato la sua vittoria i giudici del concorso.

A rendere il tutto ancora più efficace è una lettera del ragazzo: «Sono in Gran Bretagna da tre anni ormai, ma purtroppo rimangono alcuni problemi che io devo affrontare. Innazitutto ci sono parole scritte di cui ancora non conosco il significato. […] Non posso lasciare il paese perché non sono autorizzato a viaggiare. Inoltre a mio papà non è consentito comprarsi un’auto perché non gli convalidano la patente di guida. In sintesi non possiamo prendere alcuna decisione per il nostro futuro. Io ad esempio vorrei fare il chirurgo, ma da richiedente asilo non posso iscrivermi all’Università».

La foto scattata da Easton è nel progetto «Sixteen», dove analizza sogni, ambizioni e paure di alcuni giovani britannici e non. La foto ha avuto molti consensi ed è riuscita a spuntarla sulle tante e belle foto in gara, come quella di alcuni ragazzini che giocano su un campo allagato in Amazzonia, oppure palestinesi che si divertono col pallone alle porte di Betlemme.

Il ragazzo iraniano chiude la lettera con un appello che mostra la sua forza di volontà: «Niente però potrà impedirmi di sognare».

Fonte: Vanity Fair

Ti potrebbe interessare

John Terry e la speciale clausola con la sua nuova squadra…

Jack Harrison, un “English Man in New York”…

Real Madrid, periodo di rinnovi contrattuali per i blancos

Rangers-Celtic: Griffiths solo l’ultima delle provocazioni all’Old Firm

Dybala vs. Mertens: stelle a confronto…

Turno infrasettimanale di Serie A: mercoledì ricco di big match