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La loro colpa? Giocare contro una squadra israeliana

Si tratta del capitano (ormai ex potremmo dire) della nazionale dell’Iran, Ehsan Haji Safi e del centrocampista Masoud Shojaei, espulsi a vita dalla propria nazionale rei di aver giocato con la propria squadra di club, i greci del Paniōnios, contro gli israeliani del Maccabi Tel-Aviv nel solo match di ritorno valido per il terzo turno di qualificazione in Europa League.

La partita incriminata è stata giocata lo scorso 3 agosto in Grecia, allo Stadio di Nea Smyrni, dove la compagine dei due giocatori è stata sconfitta, proprio come per l’andata in Israele, per 1 a 0. All’andata (partita del 27 luglio scorso ndr), tra l’altro, i due avevano ricevuto una multa dal proprio club per essersi rifiutati di giocare la partita.

Più dettagliatamente, la loro colpa è essere entrati in campo violando una legge della Repubblica Islamica dell’Iran che non riconosce l’esistenza di Israele e che impedisce ai suoi atleti di competere in qualsiasi disciplina contro una squadra israeliana.

Entrambe i giocatori sono molto popolari nel Paese, e la vicenda è giunta fin negli uffici della FIFA. La Nazionale iraniana, allenata dal portoghese Carlos Queiroz, è la terza selezione a staccare già il biglietto per Russia 2018 dopo aver vinto per 2 a 0 contro l’Uzbekistán. Sulla questione la FIFA aprirà un’investigazione alla Federcalcio iraniana per l’intromissione dello Stato e della politica nello sport.

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