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I dolori al piede per chi pratica sport come il calcio sono molto frequenti e sopratutto molto fastidiosi per le ripercussioni che possono provocare alla stessa carriera sportiva.

Per prima cosa è fondamentale il rispetto del dolore, quando questo si manifesta. È purtroppo mal costume nei ragazzi e negli allenatori sportivi il concetto di “Stringere i Denti”, e giocare nonostante un dolorino o un dolore, pur di non saltare una partita, o un allenamento importante per non perdere gerarchie. Per non parlare dei campi su cui si ritrovano a giocare e che, per forza di cose, incidono sia sulla nascita che sull’aggravarsi del trauma.

Questo atteggiamento che non “Rispetta il sintomo”, porta inevitabilmente alla cronicizzazione del problema e quindi ad un allungamento importante dei tempi di recupero, oltre ad un aggravamento della patologia, in quanto possono venire coinvolte anche altre strutture adiacenti, sia muscolari che articolari.

Le patologie che possono coinvolgere il piede di un calciatore sono molte e vanno dalla Tallonite, alla fascite plantare, fino alla metatarsalgia, ovvero tutte patologie di interesse fisioterapico che hanno tutte un comune denominatore: un problema di appoggio e sovraccarico.

Il piede va rispettato, in quanto è su di lui che poggia e interagisce il peso di tutto il corpo. Grazie alle connessioni con la caviglia vengono inviate informazioni di tipo propriocettivo al cervello, e quindi la salute del piede diventa fondamentale per offrire delle buone prestazioni in campo sportivo e soprattutto calcistico.

Vediamo quali sono le principali patologie:

Tallonite: è un dolore al tallone situato proprio al centro, o leggermente laterale. Generalmente è legato alla neoformazione di una struttura ossea chiamata Spina Calcaneare, che origina dal calcagno a causa di una eccessiva trazione della fascia plantare. Il dolore aumenta la mattina, a “Freddo”, e tende a diminuire se il piede viene utilizzato in allenamento. Tale condizione porta quasi sempre a una sottovalutazione del problema e il paziente si presenta quasi sempre dal fisioterapista con una condizione ormai già cronicizzata.

Fascite plantare: è una patologia molto frequente il calcio e coinvolge la fascia plantare, ovvero una struttura fibrosa che va dal calcagno fino alle teste metatarsali. È una struttura di connessione che è inoltre costituita da piccoli muscoli e strutture tendinee. Tale dolore è localizzato generalmente proprio sotto l’arco del piede. Alla palpazione risulta doloroso, rigido e spesso anche gonfio. Il suo esordio spesso inizia con il cambio di scarpini, che creano delle nuove tensioni sotto al piede, generando il terreno fertile per una nuova infiammazione alla fascia plantare.

Metatarsalgia: è un dolore localizzato in sede anteriore, proprio sotto le teste dei metatarsi, delle ossa lunghe, che si possono apprezzare palpando il piede, proprio alla base delle dita. Hanno il compito di creare il punto di appoggio anteriore della volta plantare e scaricare il peso del corpo.

Tutte queste patologie che sono le più frequenti nel calcio, hanno in comune il fatto di essere dei disturbi di sovraccarico, e quindi l’origine è sempre di tipo “posturale”.

Sarà fondamentale cercare di guarire queste problematiche cercando un approccio completo che non si limiti esclusivamente all’allontanamento del sintomo doloroso, ma che coinvolga anche la causa che ha portato al sovraccarico.

Per quanto riguarda il sintomo doloroso, sono molto efficaci delle sedute di onde d’urto, Laser ad alta potenza (da non confondere con il laser normale che ha una capacità di penetrazione molto inferiore), e la Tecarterapia. Importante sarà coinvolgere il paziente con esercizi attivi e con terapia manuale.

Questa serie di esercizi sono molto efficaci se effettuati in maniera costante per almeno un mese.


Una volta che il sintomo è ridotto almeno dell’80% si dovrà iniziare inderogabilmente della rieducazione posturale “Mezieres”, che consiste in una serie di sedute che hanno il compito di riequilibrare le tensioni muscolari e aiutare il paziente a bilanciare in maniera corretta il carico, e prevenire eventuali ricadute.

Conclusioni

Nella vita calcistica di un atleta, sia esso professionista o dilettante, potrà verificarsi un infortunio ai piedi, ma la corretta gestione assicurerà un trattamento adeguato, e una ripresa alla vita sportiva in breve tempo e con grande soddisfazione.  L’ideale, sarebbe certamente quello di oltrepassare le vecchie concezioni di allenamento, e imparare a rispettare il proprio corpo seguendo il consiglio del prof. Di Segni: “Di corpo ne abbiamo uno solo, e va tenuto al meglio”!

 

 

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