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Il monday night della palla a spicchi d’oltreoceano se lo aggiudicano i in visita agli Oklahoma City Thunder.

Partita bella, ma mai in bilico col quintetto del franchigia di Oakland, che domina quasi tutto il match, e stradomina in seguito al fatto incriminato.

Il monday night della palla a spicchi d’oltreoceano se lo aggiudicano i Golden State Warriors in visita agli Oklahoma City Thunder.
Partita bella, ma mai in bilico col quintetto del franchigia di Oakland, che domina quasi tutto il match, e stradomina in seguito al fatto incriminato. Durante una palla a due a fine primo tempo Semaj Christon va ad infastidire Stephen Curry, il quale infastidito spintona l’avversario generando un parapiglia generale che Russell Westbrook e Draymond Green non si lasciano sfuggire.

Le tensioni però erano state create nel pre-partita, i tifosi di casa non avevano accolto bene Kevin Durant, ex del match e assente nell’occasione. I GSW accusano gli OKT di non aver difeso colui che comunque ha lasciato un buon ricordo sportivo. Sportivamente, invece, i rancori nascono dal fatto che il quintetto di Oklahoma in questa stagione non ha mai battuto Golden State.
Malumori più che giustificati per una sfida che ormai potrebbe solo riproporsi in finale di Conference, finita 95-111 e che Curry a metà partita decide di chiudere così, sul 59-39…

 

Sulla sirena e corsa negli spogliatoi, come solo Steph Curry sa fare. Lo stesso Steph che a fine serata pero si prende una tripla in faccia da Westbrook (“Lui chi è?”) che annuncia il suo personale MVP: il “barba” James Harden.
Anche se il mattatore della serata, è stato un altro, Clay Thompson, il vero MVP del monday night: 34 punti, 7 triple e 6 rimbalzi.

FONTI: Youtube, Diretta.it, Twitter, FOX Sports USA, Sky Sport

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