La Seleção saluta il pubblico con sei gol
Il Brasile ha travolto Panama 6-2 al Maracanã nell’amichevole di preparazione al Mondiale 2026, offrendo a Carlo Ancelotti un test ricco di segnali positivi prima della partenza verso gli Stati Uniti. La partita è stata soprattutto la serata di Vinicius Junior, che ha segnato dopo meno di due minuti e ha poi servito l’assist per il gol di Casemiro.
Il risultato racconta una Seleção brillante, aggressiva e capace di accelerare appena Panama ha provato a restare dentro la gara. Il 6-2 finale è maturato con i gol di Vinicius, Casemiro, Rayan, Lucas Paquetá, Igor Thiago su rigore e Danilo; per Panama sono arrivati l’autogol di Matheus Cunha, su punizione deviata di Michael Murillo, e la rete nel finale di Carlos Harvey.
Vinicius torna a casa e si prende la scena
Il gancio emotivo è tutto nella figura di Vinicius. Tornare al Maracanã, nello stadio che ha accompagnato la sua crescita nel mondo Flamengo, e segnare subito davanti al pubblico brasiliano ha dato alla partita un tono speciale. Reuters ha raccontato il suo avvio come una festa personale: pressing alto, palla recuperata dopo l’intervento di Casemiro, accelerazione verso l’area e destro violento all’incrocio.
Panama ha reagito al 14’, quando la punizione di Murillo ha trovato la deviazione di Matheus Cunha nella barriera e ha spiazzato Alisson. Ma il Brasile non ha perso controllo. Al 39’, ancora Vinicius ha creato il secondo gol: fuga sulla sinistra, due avversari saltati e cross per il colpo di testa di Casemiro.
Ancelotti cambia tutto e trova risposte dalla panchina
La parte più interessante della partita arriva nella ripresa. Ancelotti ha cambiato quasi tutta la squadra all’intervallo, lasciando in campo soltanto Léo Pereira tra i titolari. La risposta della panchina è stata immediata: Rayan ha segnato il 3-1 dopo un errore del portiere Orlando Mosquera, Paquetá ha firmato il 4-1 con un tiro deviato, Igor Thiago ha trasformato il rigore del 5-1 e Danilo ha completato la goleada all’81’.
È un dato tecnico importante. In un Mondiale lungo e più allargato, non basta avere undici titolari forti. Servono rotazioni, alternative, giocatori capaci di entrare e cambiare ritmo. Il Brasile ha mostrato profondità, anche in una partita contro un’avversaria inferiore per qualità individuale.
Il tema Neymar e le assenze pesanti
Il Brasile ha giocato senza Neymar, atteso ma non ancora pronto per l’esordio mondiale contro il Marocco del 13 giugno secondo quanto riportato da Reuters. Mancavano anche Gabriel Magalhães, Marquinhos e Gabriel Martinelli, reduci dalla finale di Champions League tra Arsenal e PSG.
Questa doppia assenza cambia la lettura della goleada. Da un lato, il Brasile ha vinto largamente pur senza alcune stelle. Dall’altro, Ancelotti sa che il livello del Mondiale sarà molto diverso e che la gestione fisica dei big sarà decisiva. Il test con Panama serviva soprattutto a verificare condizione, gerarchie alternative e risposta emotiva del gruppo.
Panama, una sconfitta utile verso l’esordio mondiale
Per Panama, il 6-2 è pesante ma non privo di indicazioni. La squadra centroamericana ha avuto il merito di non limitarsi a difendere, ha pareggiato temporaneamente e nel finale ha trovato un gran gol con Harvey. Il problema è stato reggere la qualità e la pressione brasiliana nei momenti di errore.
Panama giocherà il suo primo Mondiale nel Gruppo L con Inghilterra, Croazia e Ghana, e prima dell’esordio contro il Ghana affronterà ancora Repubblica Dominicana e Bosnia in amichevole.
Il Brasile non è perfetto, ma manda un messaggio
Il 6-2 non deve creare illusioni definitive. Le amichevoli pre-Mondiale possono ingannare, soprattutto quando l’avversario concede spazi e commette errori tecnici. Ma il Brasile aveva bisogno di entusiasmo, gol e connessione con il proprio pubblico. Li ha trovati tutti in una notte sola.
Ancelotti porta via dal Maracanã una certezza: la Seleção ha talento sufficiente per segnare in molti modi. Pressing, transizione, qualità individuale, panchina, rigori, inserimenti. Il Mondiale sarà un’altra storia, ma la partenza emotiva è quella giusta. E quando Vinicius illumina il Brasile in questo modo, la sensazione è che la Seleção possa tornare a far paura.
