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La resa dei conti. Non è uno dei film western che si vedono e ri-vedono in tv in questi giorni di quarantena ma quello che stanno facendo un po’ tutti, Federazione e Leghe, con la speranza più o meno segreta di accedere ai fondi che lo stato ha promesso anche per lo sport. Il volley si presenta con tre conti differenti da presentare. Quello più “salato” è quello della Lega maschile che è arrivato a 24 milioni di euro e che tiene conto dei mancati incassi, degli sponsor che hanno versato di meno quanto pattuito e si riferisce a Superlega, A-2 e A-3 e naturalmente alla Lega stessa.

Le società femminili invece sfiorano i 7 milioni di euro (di perdite). Mentre la federazione – che andrà a toccare gli stipendi dei vari tecnici e collaboratori, in misura differente a seconda di quanto percepito ma comunque intorno al 30%-, pensando ovviamente e soprattutto alle società di base, ha già predisposto un piano di emergenza che cerca di salvare il maggior numero possibile di club che costituiscono il substrato della federazione stessa. Piano d’emergenza che dovrebbe aggirarsi (solo per questa voce) attorno ai 6 milioni di euro.

Futuro

Si parla soprattutto di grandi sconti e risparmi per quelle società che saranno al via nella prossima stagione, dando per scontato che questa sia comunque terminata, forse nelle prossime ore arriverà anche l’ufficializzazione. Di fatto sono solo due i campionati che si potrebbero concludere. Quello di Superlega maschile e quello di A-1 femminile, ma il capitolo verrà affrontato più avanti nel tempo. Per il momento le Leghe stanno procedendo in maniera diversa rispetto alla questione contrattuale: si cerca di arrivare a una riduzione che sia attorno al 30% per le società di Superlega. Ma proprio alla vigilia di questa trattativa il fronte dei giocatori si è spaccato (non è la prima volta). Non ci sarà quindi una trattativa di sistema come sta avvenendo nel calcio, ma ognuno procederà in ordine sparso.

Questo è anche quello che stanno chiedendo gli agenti che preferiscono ovviamente non fare una trattativa complessiva, ma vogliono andare a discutere i singoli casi. Perché questo fatalmente porterà a ottenere di più per i giocatori cardine (i big italiani e stranieri), mentre buona parte della crisi coronavirus dovrebbe abbattersi sui giocatori meno noti che hanno quindi anche meno potere contrattuale.

Cresce il buco

«Il contatore continua a salire, da 22 milioni siamo arrivati fi- no a 24 nelle ultime ore. – racconta Massimi Righi, ad della Lega pallavolo maschile – Continuiamo a ricevere comunicazione dai nostri club consorziati (Superlega, A2 e A3, ndr) di sponsor che si tirano indietro». Un danno che però potrebbe avere ricadute minime sulla prossima stagione.

«Nel 2008 siamo già passati da una grande crisi e allora decidemmo un taglio degli ingaggi del 15%. Con quella scelta e qualche anno dopo con l’introduzione della Superlega e il blocco delle retrocessioni siamo riusciti a mettere in salvo i conti di molte società» continua il massimo dirigente bolognese.

Taglio degli stipendi

Il prossimo nodo che la Lega maschile affronterà sarà dunque quello del taglio degli stipendi. E sembra che per questo negli uffici bolognesi si stia studiando la possibilità di varare una “commissione stipendi”. Una sorta di triumvirato – sembra – formato dallo stesso Massimo Righi e da due legali di fiducia: Fabio Fistetto, consulente della Legavolley dal 2010, e il veronese Stefano Fanini, già membro del Consiglio d’amministrazione di Lega. A loro il compito di provare a portare avanti un tavolo unico di trattativa con i procuratori dei giocatori. Ipotesi che però dovrebbe prima essere approvata nella prossima Consulta dei club in programma lunedì. Strategia che però non trova il semaforo verde della controparte. «L’esempio da seguire è quello della Juventus. Non trovo giusto che sia la Lega a contrattare un taglio degli stipendi – sottolinea Luca Novi, procuratore e titolare dell’agenzia playground -. Ogni club, ogni società ha delle tipicità che non si possono raccogliere in un unico tavolo di trattativa. E a questo aggiungo anche che credo sia fondamentale coinvolgere i giocatori, o almeno i capitani di ogni squadra. Sarebbe un gesto importante».

Donne e mercato

«A preoccupare ancora di più sono gli scenari futuri. – racconta Mauro Fabris, presidente della Lega Femminile – Se siamo riusciti a quantificare la perdita di questi mesi in 6,7 milioni di euro, la prossima stagione non so francamente cosa potrà accadere». Anche in quest’ottica va letto il tentativo di tagli agli ingaggi. «In questi giorni faremo delle call con i presidenti (in programma ieri, nda) e con i procuratori. Sono molto arrabbiato con i dirigenti. Se da una parte chiediamo un sacrificio agli agenti e alle loro giocatrici, se auspichiamo un confronto con loro per studiare dei possibili tagli in modo poi da rilanciare sulla prossima stagione trovo fuori luogo leggere e apprendere che in questa situazione d’emergenza alcuni presidenti del nostro campionato di A-1 si stanno dando battaglia in trattative di mercato. Anche perché ancora non sappiamo come e se finirà la stagione, sia in Italia che in Europa. è vero anche in passato è successo ma oggi, con questi problemi e con queste richieste dei club stessi, credo stoni».

 
 

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