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Il nome di Raffaele Palladino torna improvvisamente a circolare intorno alla Fiorentina. Nella notte tra il 6 e il 7 settembre il club viola ha esonerato Fabio Grosso dopo appena tre giornate di Serie A e zero punti conquistati, aprendo immediatamente la ricerca di un nuovo allenatore. Palladino è stato inserito tra i profili valutati per un clamoroso ritorno, ma gli aggiornamenti più autorevoli delle ultime ore indicano Paolo Vanoli come scelta principale della società, con contatti già avanzati per riportarlo a Firenze.

È una situazione che cambia velocemente.

Palladino rimane un nome logico per diversi motivi: conosce l’ambiente, ha già allenato molti dei giocatori presenti nel progetto viola e soprattutto è libero dopo essere stato sollevato dall’incarico dall’Atalanta lo scorso giugno.

Ma al 7 settembre sarebbe prematuro presentarlo come favorito.

Sky Sport e Gazzetta dello Sport convergono sulla candidatura di Vanoli, mentre altre fonti mantengono Palladino tra le alternative valutate dalla dirigenza.

Grosso esonerato dopo tre sconfitte

Il terremoto è iniziato sabato. La Fiorentina ha perso 2-1 al Franchi contro il Torino, trasformando un avvio già difficile in una vera crisi. Era la terza sconfitta consecutiva in campionato.

Prima erano arrivati il pesante 4-0 contro la Roma all’Olimpico e lo 0-3 interno contro il Frosinone. Dopo tre giornate la squadra si trova quindi con zero punti, un solo gol segnato e nove subiti.

Durante il finale della partita con il Torino parte dello stadio aveva già iniziato a chiedere apertamente l’esonero dell’allenatore.

Inizialmente la società sembrava orientata a concedergli ancora tempo. Poi, nella tarda serata del 6 settembre, è arrivata la decisione ufficiale.

Grosso è stato sollevato dall’incarico appena tre mesi dopo la firma del contratto fino al 2028.

La prossima partita è già vicinissima, venerdì 11 settembre la Fiorentina ospiterà il Venezia.

Il nuovo tecnico, quindi, avrà pochissimi giorni per lavorare.

Perché il nome di Palladino è tornato immediatamente

In questo contesto è naturale che il pensiero sia andato anche a Palladino.

Il tecnico conosce Firenze, conosce il centro sportivo e conosce una parte significativa dell’ambiente. E soprattutto il suo precedente passaggio in viola era stato sportivamente positivo.

Nella stagione 2024/25 Palladino portò la Fiorentina al sesto posto con 65 punti e raggiunse la semifinale di Conference League. Sono gli stessi numeri ricordati dall’Atalanta quando lo scelse nel novembre 2025.

La sua esperienza fiorentina terminò però in maniera sorprendente.

Palladino decise di lasciare nonostante un rinnovo contrattuale arrivato poco prima, spiegando successivamente che tra lui e la società erano emerse visioni differenti sul progetto.

Oggi il contesto dirigenziale è molto diverso.

Ed è proprio questo a rendere teoricamente possibile un ritorno che soltanto un anno fa sarebbe sembrato improbabile.

Il problema delle vecchie incomprensioni

Il rapporto tra Palladino e la Fiorentina non terminò con una vera rottura pubblica, ma neppure con una separazione completamente serena.

Il tecnico aveva sottolineato soprattutto la necessità di avere condivisione quotidiana sulle scelte tecniche e di mercato.

Le divergenze con la precedente struttura dirigenziale finirono per convincerlo a lasciare.

Adesso alcune delle figure di quella fase non sono più centrali nel progetto viola.

È uno degli elementi che alimentano la possibilità di ricostruire il rapporto.

Ma una nuova chiamata avrebbe senso soltanto se esistesse una convergenza molto più forte rispetto al passato.

Riportare un allenatore soltanto perché conosce l’ambiente non sarebbe sufficiente.

L’esperienza all’Atalanta dopo Firenze

Dopo alcuni mesi senza squadra, Palladino tornò in panchina l’11 novembre 2025.

L’Atalanta lo scelse per sostituire Ivan Juric. Il contratto era stato firmato fino al 30 giugno 2027.  La sua stagione a Bergamo ebbe fasi molto differenti.

In campionato chiuse al settimo posto, conquistando l’accesso alla Conference League. In Champions League arrivò agli ottavi, mentre in Coppa Italia raggiunse la semifinale.

Il bilancio in Serie A fu di 13 vittorie, sette pareggi e sette sconfitte in 27 partite.  Non bastò. Il 9 giugno l’Atalanta comunicò ufficialmente l’esonero di Palladino e del suo staff.

La società scelse poi Maurizio Sarri per aprire un nuovo ciclo.  Da allora Palladino è rimasto lontano dalla panchina.

Vanoli, però, è molto più avanti

È qui che il racconto dell’attualità deve essere particolarmente preciso. Palladino è un nome valutato. Paolo Vanoli, oggi, è invece il candidato più avanzato.

Sky Sport parla apertamente di scelta effettuata dalla Fiorentina e di ultimi dettagli da sistemare. La Gazzetta utilizza un quadro altrettanto netto: Vanoli è l’uomo individuato per sostituire Grosso.

Sarebbe anche quello un ritorno. Vanoli aveva guidato la Fiorentina nella complicatissima seconda parte della stagione 2025/26, conducendola alla salvezza. In estate le strade si erano separate e Grosso aveva preso il suo posto.

Tre giornate dopo l’inizio del nuovo campionato, la società potrebbe quindi tornare esattamente all’allenatore che aveva scelto di non confermare.

Palladino resta l’alternativa più affascinante

Se l’accordo con Vanoli dovesse incontrare ostacoli, la candidatura Palladino diventerebbe inevitabilmente molto più interessante.

Dal punto di vista tattico, inoltre, l’attuale rosa presenta diversi giocatori compatibili con le sue idee.

Il tecnico ha costruito gran parte della propria carriera utilizzando sistemi con tre difensori e due trequartisti, generalmente un 3-4-2-1 o varianti molto vicine.

La Fiorentina ha affrontato un mercato estivo molto importante e possiede esterni, centrocampisti tecnici e giocatori offensivi in grado di muoversi alle spalle della punta.

Palladino non avrebbe bisogno di settimane per conoscere il contesto italiano o comprendere la pressione della città.

Il problema sarebbe principalmente ricostruire immediatamente fiducia.

Una Fiorentina che non può permettersi un altro errore

La scelta del nuovo tecnico pesa moltissimo.

Siamo soltanto alla terza giornata, ma il campionato viola è già cominciato con un handicap enorme.

Zero punti.

Nove gol subiti.

Tre sconfitte consecutive.

E un allenatore già esonerato.

Cambiare nuovamente guida tecnica significa ammettere che la scelta estiva non ha funzionato.

La società deve quindi evitare che il secondo tentativo si trasformi in un’altra soluzione temporanea. Per questo la conoscenza dell’ambiente diventa un fattore importante.

Vanoli e Palladino hanno entrambi già lavorato a Firenze. Entrambi conoscono la pressione del Franchi. Entrambi potrebbero iniziare senza un lungo periodo di ambientamento.

Per Palladino sarebbe un ritorno molto particolare

La prospettiva rimane affascinante proprio per come era terminata la prima esperienza.

Nel maggio 2025 Palladino lasciò una Fiorentina arrivata sesta in campionato e in semifinale europea.

Oggi potrebbe ritrovarla ultima dopo tre giornate. Sarebbe una situazione completamente capovolta. Allora era stato lui a decidere di uscire dal progetto. Questa volta sarebbe il club a richiamarlo per risolvere una crisi.

Ma, almeno questa mattina, la strada più concreta porta a Paolo Vanoli.

Palladino resta sullo sfondo.

È disponibile, conosce Firenze e viene considerato tra i possibili piani alternativi, ma le trattative più avanzate riguardano l’ex tecnico del Torino.

Il prossimo aggiornamento può arrivare in qualsiasi momento perché la Fiorentina vuole consegnare rapidamente la squadra al nuovo allenatore.

Venerdì c’è già il Venezia.

E dopo il peggior inizio possibile, il tempo delle riflessioni lunghe è finito.

 
 
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