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Il Bangladesh riparte da Shanto e Mominul dopo l’avvio difficile

Bangladesh-Pakistan non è soltanto una partita di cricket tra due nazionali storicamente legate da una rivalità intensa. Il primo Test di Dhaka, iniziato allo Shere Bangla National Stadium, ha subito assunto un peso concreto nella corsa del World Test Championship 2025-27: due partite, punti preziosi e la necessità per entrambe di non perdere terreno in una classifica che lascia pochissimo margine di errore. L’ICC aveva confermato il calendario della serie con il primo Test dall’8 al 12 maggio a Dhaka e il secondo dal 16 al 20 maggio a Sylhet, inserendo il confronto nel programma casalingo del Bangladesh.

Il gancio tecnico della giornata è arrivato già nelle prime ore del match. Pakistan ha vinto il toss e ha scelto di andare subito in campo a lanciare, una decisione comprensibile viste le condizioni iniziali e la volontà di mettere pressione alla prima linea di battuta del Bangladesh. La scelta sembrava pagare: Mahmudul Hasan Joy è uscito a quota 8, Shadman Islam a 13, e il Bangladesh si è ritrovato presto sul 31/2. Da quel momento, però, la partita è cambiata. Najmul Hossain Shanto e Mominul Haque hanno costruito una partnership lunga, paziente e sempre più autorevole, trasformando una mattinata di sofferenza in una piattaforma solida.

Shanto, un secolo che pesa più del tabellino

Al momento della pausa per il tè, il Bangladesh era 201/3 in 53 overs: Shanto era appena uscito lbw contro Mohammad Abbas dopo un 101 da 130 palloni, con 12 quattro e 2 sei, mentre Mominul Haque era rimasto imbattuto a 64. È un dato che racconta bene la natura dell’inning: non un’esplosione improvvisa, ma una ricostruzione progressiva, cominciata sotto pressione e diventata controllo del tempo di gioco.

La centuria di Shanto ha un valore particolare perché arriva da capitano e in un momento in cui il Bangladesh aveva bisogno di riaffermare la propria identità nel formato lungo. Dopo i due wicket iniziali, la tentazione sarebbe stata quella di chiudersi in una difesa passiva. Shanto, invece, ha alternato protezione del wicket e colpi di alleggerimento, soprattutto contro lo spin di Noman Ali, togliendo ritmo ai lanciatori pakistani. Mominul, dall’altra parte, ha dato l’equilibrio: meno appariscente, ma fondamentale per impedire a Pakistan di trasformare l’avvio positivo in dominio.

La partnership tra Shanto e Mominul è diventata il cuore della giornata. Secondo il live score, i due hanno superato prima quota 50 e poi quota 100 insieme, fino a una stand da 150 runs in 225 palloni prima del wicket del capitano. In un Test match, soprattutto su un campo che nelle fasi successive può cambiare comportamento, quel tipo di resistenza vale quasi quanto un’accelerazione spettacolare.

Pakistan senza Babar: il peso dell’assenza e la risposta del bowling

Per Pakistan il Test era iniziato con una notizia pesante: Babar Azam è stato escluso dalla prima partita per un problema al ginocchio sinistro. Cricbuzz ha riportato che il battitore ha lasciato lo stadio durante la sessione di allenamento per sottoporsi a una risonanza magnetica e che lo staff medico pakistano ha confermato la sua indisponibilità per il match di apertura.

L’assenza di Babar toglie a Pakistan non solo un riferimento tecnico, ma anche un punto di equilibrio emotivo. In una serie Test fuori casa, contro un Bangladesh che negli ultimi anni ha acquisito più sicurezza, l’esperienza di un battitore del suo livello avrebbe avuto un valore enorme. Non a caso la scelta di Shan Masood di lanciare per primo sembrava anche un modo per provare a mettere il match su binari favorevoli fin dall’inizio, caricando la responsabilità sui pacer.

Shaheen Afridi ha colpito presto, Hasan Ali ha firmato il secondo wicket e Mohammad Abbas ha poi trovato il varco decisivo per fermare Shanto. Ma tra il 31/2 e il 201/3 Pakistan ha perso la fase centrale del braccio di ferro. Il problema non è stato soltanto non prendere wicket: è stato non riuscire a mantenere continuità di minaccia. Quando Shanto ha cominciato a trovare ritmo e Mominul ha stabilizzato il punteggio, la pressione si è spostata lentamente sui lanciatori ospiti.

Una serie che pesa anche sul piano storico

Il confronto arriva dopo una fase significativa nei rapporti tecnici tra le due nazionali. Nel 2024 il Bangladesh aveva conquistato una vittoria storica in Test contro Pakistan a Rawalpindi, aprendo una pagina nuova nella percezione della squadra nel formato lungo. Quel successo aveva rotto un tabù e aveva mostrato che il Bangladesh poteva competere anche lontano da casa contro un avversario di alto livello.

A Dhaka, però, il contesto è diverso. In casa, il Bangladesh non può limitarsi al ruolo di sorpresa: deve confermare. E confermare è spesso più difficile che stupire. La giornata di Shanto va letta proprio così: non come un episodio isolato, ma come un segnale di maturità. Pakistan resta una squadra con qualità sufficiente per rientrare nel Test, soprattutto se il campo dovesse offrire più aiuto ai lanciatori, ma il Bangladesh ha messo il primo mattone nel modo più utile: assorbendo l’urto iniziale e trasformando il vantaggio psicologico degli ospiti in una lunga sessione di inseguimento.

Il match resta aperto, ma il Bangladesh ha già mandato un messaggio

Il primo giorno non decide una serie, tantomeno un Test match. Ma può definirne il tono. A Dhaka, il tono lo ha dato il Bangladesh: pazienza, resistenza, un capitano capace di caricarsi la squadra sulle spalle e un veterano come Mominul pronto a trasformare il suo inning in una base per il resto della partita.

Pakistan dovrà ripartire dal wicket di Shanto e dalla possibilità di colpire il middle order prima che il punteggio diventi troppo pesante. Il Bangladesh, invece, dovrà evitare che il lavoro della prima parte di giornata venga sprecato. Con Mushfiqur Rahim appena arrivato al crease alla pausa del tè e Mominul ancora dentro, la sessione successiva può orientare davvero il Test.

Il significato della giornata sta tutto qui: Bangladesh-Pakistan è ripartita come una partita di classifica mondiale, ma già dopo poche ore è diventata una sfida di carattere. E il primo segnale forte lo ha mandato Shanto.

 
 
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