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Gli US Open 2026 sono entrati nella fase nella quale ogni partita può cambiare completamente il torneo. La notte tra l’8 e il 9 settembre ha già consegnato al tabellone maschile il primo semifinalista: Frances Tiafoe ha rimontato Alex Michelsen da due set sotto, vincendo 5-7, 3-6, 7-5, 6-3, 7-6 dopo quattro ore e 39 minuti di battaglia. Nel frattempo, mentre in Italia è già mattina, Ben Shelton e Carlos Alcaraz stanno giocando un quarto di finale spettacolare: al momento dell’aggiornamento il punteggio è di due set pari, con l’americano avanti 7-6, 1-6, 3-6, 6-1 nella sequenza riportata dal tabellone ufficiale, e il quinto set appena iniziato.

È quindi una mattinata nella quale l’articolo stesso deve essere letto come fotografia di un torneo ancora in movimento. La semifinale di Tiafoe è già certa; il suo avversario, invece, uscirà dalla sfida ancora in corso tra Shelton e il campione in carica Alcaraz. Nel corso della giornata statunitense toccherà poi agli altri due quarti: Karen Khachanov contro il sorprendente Alexander Blockx e Alexander Zverev contro Botic van de Zandschulp.

Tiafoe da due set sotto alla terza semifinale a New York

La storia più clamorosa della notte appartiene a Frances Tiafoe. Michelsen aveva giocato per quasi tre set la partita perfetta, vincendo i primi due parziali 7-5, 6-3 e portandosi addirittura avanti di un break nel terzo. Il 22enne sembrava ormai a pochi game dalla prima semifinale Slam della carriera, sostenuto da un servizio devastante che gli ha prodotto 21 ace.

Poi il match è cambiato. Michelsen ha avuto l’opportunità di servire per chiudere, ma due doppi falli pesantissimi hanno riaperto la porta. Tiafoe l’ha attraversata senza più voltarsi indietro, recuperando il break, conquistando il terzo set 7-5 e iniziando progressivamente a giocare con quella combinazione di energia, aggressività e rapporto con il pubblico che negli anni lo ha reso uno degli uomini simbolo dello Slam americano.

Il quarto set è diventato quasi interamente suo. Sul 6-3 la partita era ormai trasformata in una sfida nervosa e fisica, più che semplicemente tecnica. Il quinto ha poi portato i due fino al tie-break decisivo, dove Tiafoe ha completato una rimonta iniziata quando sembrava ormai sull’orlo dell’eliminazione.

Per il 28enne è la terza semifinale agli US Open, dopo quelle raggiunte nel 2022 e nel 2024. Questa volta, però, ha dichiarato di sentire ambizioni differenti: non vuole più considerare la semifinale come un traguardo straordinario, ma come una tappa verso qualcosa di più grande.

Il gesto con Michelsen dopo quattro ore e 39 minuti

Uno dei momenti più belli è arrivato dopo il match point. Tiafoe ha interrotto rapidamente la propria celebrazione per andare ad abbracciare Michelsen, visibilmente emozionato dopo aver visto sfumare una partita che aveva praticamente avuto nelle mani. Reuters ha sottolineato proprio quel gesto, mentre Michelsen ha successivamente elogiato il comportamento dell’avversario.

È un’immagine importante perché restituisce la dimensione umana di un quarto di finale giocato tra due americani in uno stadio completamente coinvolto. Per Michelsen resta comunque il miglior Slam della carriera: prima di New York non aveva mai raggiunto i quarti di finale in un Major e arrivava alla sfida con Tiafoe senza aver perso un set nel torneo.

La sconfitta fa male soprattutto per il modo in cui è arrivata, ma il torneo lo ha collocato definitivamente tra i giovani americani da seguire.

Shelton-Alcaraz, battaglia fino al quinto

La seconda parte della notte ha alzato ulteriormente il livello. Ben Shelton e Carlos Alcaraz sono arrivati al quinto set in una partita che, già prima di cominciare, veniva considerata uno degli incroci più affascinanti dell’intero torneo.

Shelton arrivava ai quarti dopo aver demolito Stefanos Tsitsipas 6-2, 6-3, 6-4 negli ottavi. Alcaraz, campione in carica, aveva invece eliminato Tommy Paul in tre set e aveva perso soltanto un parziale nelle prime quattro partite del torneo.

La sfida mette di fronte due modi differenti di costruire il punto. Shelton utilizza servizio, potenza e aggressività per accorciare gli scambi; Alcaraz prova continuamente a modificare ritmo, altezza e direzione, trasformando anche le difese più complicate in opportunità offensive.

Prima del match lo statunitense era sotto 0-3 nei precedenti contro lo spagnolo. Aveva però sottolineato quanto fosse migliorato rispetto ai precedenti confronti, indicando soprattutto servizio, risposta, qualità da fondo e movimento come aree nelle quali si sentiva cresciuto.

Il fatto che la partita sia arrivata al quinto conferma che il divario dei precedenti non raccontava necessariamente quello attuale.

Alcaraz torna da cinque mesi di stop e difende il titolo

Il percorso dello spagnolo ha una storia particolare. Alcaraz è arrivato agli US Open senza avere disputato un torneo ufficiale dalla primavera, dopo quasi cinque mesi lontano dal circuito a causa di un problema al polso. Nonostante il lunghissimo stop, ha mostrato fin dalla prima settimana un livello sorprendentemente alto.

Il campione in carica aveva vinto gli US Open nel 2022 e nel 2025 e cerca quindi il terzo titolo a Flushing Meadows. Prima dei quarti aveva vinto 31 delle ultime 32 partite giocate negli Slam, un dato che spiega perché continui a essere considerato uno dei riferimenti assoluti del tennis mondiale nonostante la lunga assenza.

Shelton, però, rappresenta probabilmente il test più difficile affrontato fin qui anche per il fattore ambientale. L’Arthur Ashe Stadium è completamente schierato con l’americano e Shelton possiede un rapporto particolare con quel pubblico, capace di trasformare ogni punto importante in una scarica di energia.

Il sogno americano passa ancora da Tiafoe e Shelton

L’ultimo uomo statunitense a vincere uno Slam rimane Andy Roddick agli US Open del 2003. Sono passati 23 anni e ogni edizione di New York riapre inevitabilmente la stessa domanda: quando arriverà il prossimo?

Nel 2026 il movimento americano ha prodotto uno dei suoi tornei più forti degli ultimi decenni. Cinque statunitensi erano arrivati agli ottavi, il miglior dato dal 1995, e il tabellone dei quarti presentava addirittura tre giocatori di casa: Tiafoe, Michelsen e Shelton.

Ora Tiafoe è sicuramente in semifinale. Se Shelton riuscisse a completare l’impresa contro Alcaraz, venerdì ci sarebbe addirittura una semifinale interamente americana e quindi la certezza di avere un giocatore degli Stati Uniti in finale.

È esattamente il tipo di scenario che Flushing Meadows aspetta da anni.

Oggi Khachanov-Blockx e Zverev-Van de Zandschulp

La parte alta del tabellone verrà definita nel corso della giornata di oggi. Karen Khachanov affronterà Alexander Blockx, una delle grandi sorprese del torneo. Il belga, 21 anni, è alla prima partecipazione nel tabellone principale degli US Open e prima del 2026 non aveva mai superato il secondo turno di uno Slam. A New York ha invece eliminato, tra gli altri, Flavio Cobolli e Francisco Cerundolo.

Khachanov rappresenta l’esatto opposto in termini di esperienza. È già stato semifinalista a New York nel 2022 e arriva al quarto dopo la maratona vinta in cinque set contro Learner Tien.

L’altro quarto vedrà invece Alexander Zverev contro Botic van de Zandschulp. Il tedesco, testa di serie numero uno, sta disputando una delle migliori stagioni Slam della carriera: ha vinto il Roland Garros, raggiunto la finale a Wimbledon e ora punta alla semifinale anche agli US Open.

Van de Zandschulp è però arrivato fin qui attraverso una delle partite più incredibili del torneo, rimontando Arthur Gea da due set sotto e vincendo dopo cinque ore e 13 minuti.

L’assenza di Sinner ha aperto il tabellone

Uno dei grandi elementi dell’edizione 2026 è l’assenza di Jannik Sinner, fermato da un problema al ginocchio. Il suo forfait ha tolto dal torneo uno dei protagonisti principali degli ultimi anni e ha contribuito a rendere il quadro maschile più aperto rispetto alle stagioni precedenti.

Alcaraz resta l’uomo con il palmarès più importante tra quelli ancora in corsa, ma Zverev è arrivato a New York dopo aver vinto Parigi, Tiafoe sta vivendo uno dei tornei migliori della carriera e Shelton ha dimostrato durante tutta l’estate di essere cresciuto enormemente.

Proprio Shelton aveva conquistato Montreal poche settimane prima degli US Open, mentre Tiafoe aveva raggiunto la finale a Cincinnati. Il tennis americano è quindi arrivato allo Slam di casa con una preparazione e una fiducia molto superiori rispetto ad altre stagioni.

New York entra nella fase decisiva

La finale maschile è in programma domenica 13 settembre, ma da questo momento ogni partita possiede già il peso di una finale. Tiafoe può attendere il proprio avversario sapendo di aver superato una partita che sembrava perduta; Shelton e Alcaraz stanno invece decidendo in queste ore chi lo raggiungerà.

Dall’altra parte del tabellone Zverev parte con le credenziali del grande favorito, mentre Khachanov e Blockx provano a costruire un percorso differente.

È un US Open senza Sinner e con Novak Djokovic uscito immediatamente, ma non per questo meno interessante. Anzi, l’assenza di alcune certezze ha trasformato il tabellone in un terreno aperto a storie molto differenti.

Tiafoe è già tra gli ultimi quattro. Shelton e Alcaraz stanno giocando il quinto set. E New York, mentre l’Europa si sveglia, non ha ancora finito di decidere quale sarà il volto della propria semifinale più attesa.

 

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