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Due anni dopo l’ultima convocazione, Douglas Luiz torna nella Seleção. Carlo Ancelotti lo ha inserito nella prima lista del Brasile dopo il Mondiale 2026 per le amichevoli contro Australia e India, restituendo al centrocampista della Juventus una dimensione internazionale che sembrava essersi allontanata durante le ultime stagioni. La chiamata arriva inoltre in un momento molto significativo della sua esperienza a Torino: Luciano Spalletti lo ha riportato stabilmente nelle rotazioni e contro il Milan lo ha schierato titolare accanto a Manuel Locatelli.

È una piccola inversione di tendenza per un giocatore che durante l’estate era stato più volte indicato tra i possibili partenti. Douglas Luiz è rimasto alla Juventus, ha guadagnato progressivamente fiducia nel nuovo progetto e ora viene premiato anche da Ancelotti, che sta ridisegnando il Brasile dopo l’eliminazione agli ottavi del Mondiale.

Douglas Luiz torna in nazionale dopo due anni

Sky Sport sottolinea un dato particolarmente importante: l’ultima convocazione del centrocampista risaliva a due anni fa. La nuova chiamata arriva quindi dopo un periodo nel quale il brasiliano era uscito dalle principali gerarchie della Seleção, anche a causa della discontinuità vissuta a livello di club.

Ancelotti lo ha inserito tra sei centrocampisti insieme a Andrey Santos, Breno Bidon, Bruno Guimarães, Danilo Santos e Gabriel Bontempo. È una mediana profondamente rinnovata rispetto a quella del Mondiale: soltanto una piccola parte del gruppo iridato è stata confermata, mentre giocatori esperti come Casemiro non figurano nella lista.

La convocazione non va interpretata semplicemente come un ritorno nostalgico. Douglas Luiz viene utilizzato all’interno di un progetto che guarda già al Mondiale 2030 e che cerca caratteristiche differenti rispetto al ciclo precedente.

Ancelotti lo vede come uno dei pochi centrocampisti posizionali

Il dettaglio tattico è probabilmente il più interessante. Nelle dichiarazioni legate alla nuova convocazione, Ancelotti ha distinto i centrocampisti brasiliani in due grandi categorie: molti possiedono caratteristiche box-to-box, mentre Douglas Luiz e Andrey Santos vengono considerati profili maggiormente posizionali, capaci di giocare davanti alla difesa e organizzare la prima uscita del pallone.

È un riconoscimento importante perché tocca direttamente uno dei problemi evidenziati dal commissario tecnico. Il Brasile non dispone, secondo Ancelotti, della stessa abbondanza di registi e centrocampisti di controllo presente in nazionali come la Spagna. Per questo il nuovo ciclo servirà anche a capire quali giocatori possano garantire ordine senza sacrificare intensità.

Douglas Luiz possiede esattamente quel tipo di repertorio. Sa abbassarsi tra i difensori, ricevere sotto pressione, cambiare gioco e rallentare o accelerare l’azione. Non è un mediano puramente difensivo, ma nemmeno un centrocampista che vive soltanto degli inserimenti.

Spalletti lo ha rimesso al centro della Juventus

La chiamata arriva anche grazie a ciò che sta accadendo a Torino. Contro il Milan, nel big match del 6 settembre terminato 1-1, Spalletti ha schierato Douglas Luiz dall’inizio accanto a Locatelli. Il brasiliano è rimasto in campo fino al 76’, quando è stato sostituito da Nick Woltemade mentre la Juventus cercava di modificare il proprio assetto offensivo.

Il dato è importante soprattutto pensando al mercato appena terminato. Per buona parte dell’estate Douglas era stato considerato uno dei centrocampisti che la Juventus avrebbe potuto sacrificare. Alla fine è rimasto e le prime settimane della stagione stanno mostrando un quadro differente.

Spalletti, che cerca centrocampisti tecnici capaci di attirare pressione e far uscire la squadra attraverso il palleggio, può trovare nel brasiliano un interprete naturale. La questione sarà capire se riuscirà finalmente a garantire quella continuità che era mancata nella prima parte dell’esperienza bianconera.

Spalletti decisivo per la permanenza di Douglas Luiz

Un ruolo importante nella permanenza di Douglas Luiz alla Juventus lo avrebbe avuto proprio Luciano Spalletti, che durante l’estate ha voluto parlare direttamente con il centrocampista brasiliano per spiegargli quale spazio avrebbe potuto trovare nel nuovo progetto bianconero.

Dopo l’amichevole Juventus-Palermo, l’11 agosto scorso, l’allenatore toscano ai microfoni di Sky Sport disse:

“Douglas Luiz resterà l’anno prossimo? Questa è una valutazione che faremo, molto probabilmente sì. L’ho fatto giocare sempre perché così imparo a conoscerlo di più. Ha delle indubbie qualità ma c’è da fare dei ragionamenti sulla copertura di campo. Può giocare sia con uno più offensivo che uno più difensivo, ha duttilità nella costruzione di gioco e a imbucare. Sa giocare a calcio e conosce il calcio, sono soddisfatto.”

Il tecnico gli avrebbe chiesto di non considerare conclusa la propria esperienza a Torino dopo le difficoltà delle stagioni precedenti, facendogli capire di apprezzarne soprattutto la qualità nella gestione del pallone, la capacità di giocare davanti alla difesa e la possibilità di affiancare Locatelli senza sovrapporsi completamente alle caratteristiche del capitano. Più che promettergli un posto da titolare, Spalletti avrebbe quindi provato a restituirgli fiducia, chiedendogli di rimettersi in discussione alla Juventus prima di valutare una nuova esperienza.

“Devi alzare il livello perché così non ci basta. Se ti fidi di me, tornerai il giocatore che eri” pare sia la frase che ha convinto il centrocampista a restare. Parole maturate all’indomani dell’amichevole di luglio contro lo Standard Liegi  

Una scelta che nelle prime settimane della stagione sembra aver prodotto i primi effetti: Douglas Luiz è rimasto a Torino, ha ritrovato spazio nelle rotazioni e la convocazione con il Brasile di Carlo Ancelotti rappresenta un ulteriore segnale di una stagione che potrebbe trasformarsi in quella del suo definitivo rilancio.

La Juventus aveva investito molto su di lui

Quando arrivò dall’Aston Villa nell’estate 2024, Douglas Luiz era considerato uno dei migliori centrocampisti della Premier League. Alla Juventus, però, il passaggio non si trasformò immediatamente nel salto di qualità immaginato.

Problemi fisici, concorrenza e continui cambiamenti tattici ne limitarono l’impatto. Il brasiliano alternò buone prestazioni a lunghi periodi nei quali appariva lontano dal centro del progetto, alimentando quasi ogni estate ipotesi di cessione.

Il problema principale non è mai stato il talento. Douglas Luiz possiede una qualità tecnica superiore alla media, ottimo calcio dalla distanza e una notevole capacità sui piazzati. Ciò che la Juventus non è riuscita a ottenere con continuità è stata la versione vista all’Aston Villa: un centrocampista capace di guidare ritmo, uscita del pallone e inserimenti senza scomparire nelle partite di maggiore intensità.

La permanenza del 2026 gli offre un’altra occasione.

Il Brasile riparte dopo il Mondiale e cambia quasi tutto

La convocazione di Ancelotti è la prima dopo il Mondiale 2026 e segna una vera discontinuità. Soltanto nove giocatori presenti al torneo iridato sono stati confermati, mentre otto convocati sono alla prima chiamata con la nazionale maggiore. L’età media del gruppo è scesa sensibilmente, evidenziando l’intenzione di aprire immediatamente un nuovo ciclo.

Il Brasile giocherà due amichevoli contro l’Australia, il 25 settembre a Townsville e il 29 a Brisbane, prima di affrontare l’India il 3 ottobre a Calcutta. Sarà la prima partita nella storia della Seleção contro la nazionale indiana.

Per Douglas Luiz significa rientrare in un ambiente nel momento esatto in cui le gerarchie vengono nuovamente aperte. Non deve scalzare un titolare consolidato da anni: deve convincere Ancelotti di poter diventare una delle risposte al problema del centrocampo brasiliano.

Casemiro fuori, Douglas davanti a una possibilità enorme

L’assenza di Casemiro ha inevitabilmente attirato attenzione. Il veterano, ora all’Inter Miami, era stato per anni il riferimento assoluto davanti alla difesa. Il nuovo Brasile vuole invece utilizzare le prossime finestre internazionali per osservare alternative con età e caratteristiche differenti.

Douglas non è un clone di Casemiro e non deve esserlo. Possiede meno specializzazione difensiva, ma offre maggiore qualità nel primo possesso e può aiutare la squadra a gestire ritmi differenti.

Il confronto sarà soprattutto funzionale. Ancelotti dovrà capire quale tipo di centrocampo costruire per il prossimo quadriennio e Douglas ha il vantaggio di conoscere già l’allenatore e il calcio europeo di alto livello.

La convocazione gli offre quindi molto più di tre amichevoli: è una possibilità concreta di riaprire il proprio ciclo internazionale.

Prima del Brasile c’è Sassuolo-Juventus

Per il momento, però, Douglas deve restare concentrato sulla Juventus. I bianconeri sono reduci dal pareggio contro il Milan e il prossimo appuntamento di campionato sarà sul campo del Sassuolo. Juventus ha iniziato la Serie A con sette punti nelle prime tre giornate e cerca di restare nella parte alta della classifica prima dell’avvio delle competizioni europee.

La concorrenza in mezzo al campo rimane elevata. Locatelli resta un riferimento, Koopmeiners ha dato segnali importanti e l’arrivo di Pape Matar Sarr ha aumentato ulteriormente le opzioni. Essere titolare una volta non significa quindi avere conquistato definitivamente il posto.

È proprio questa competizione interna che può però aiutare Douglas. Per molto tempo il brasiliano ha avuto bisogno di ritrovare ritmo e fiducia; adesso ha contemporaneamente la pressione della Juventus e la prospettiva della nazionale.

Una stagione che può cambiare il giudizio sulla sua esperienza italiana

Douglas Luiz arriva così a settembre in una posizione molto diversa rispetto a quella immaginata durante l’estate. Sembrava uno dei candidati alla cessione; oggi parte da titolare in un big match e torna tra i convocati del Brasile dopo due anni.

Non significa che tutti i problemi siano risolti. La Juventus continua ad aspettarsi molto da un calciatore arrivato con uno status importante e il nuovo ciclo della Seleção rende ogni convocazione provvisoria, soprattutto in una fase di esperimenti.

Ma la direzione è cambiata.

Douglas Luiz è rimasto a Torino quando il mercato sembrava poterlo portare altrove e adesso ha davanti due possibilità che si alimentano a vicenda: convincere Spalletti di poter diventare centrale nella Juventus e convincere Ancelotti di poter essere uno degli uomini del Brasile verso il 2030.

Per un giocatore che soltanto pochi mesi fa sembrava ai margini di entrambi i progetti, è già un ritorno molto significativo.

 

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