La rinuncia che chiude in anticipo il torneo romano
Sara Errani e Jasmine Paolini non potranno difendere il titolo di doppio agli Internazionali d’Italia. La notizia è arrivata dopo l’eliminazione di Paolini in singolare e ha chiuso in anticipo una delle storie più attese dal pubblico del Foro Italico. Jasmine si è ritirata dal tabellone di doppio per un problema al piede, rinunciando così alla prosecuzione del percorso accanto a Errani.
La decisione pesa perché arriva nel torneo più carico di significato per la coppia azzurra. Roma non era una tappa qualunque: era il luogo del doppio trionfo, della spinta del pubblico italiano e di una pagina storica scritta nel 2025, quando Paolini aveva vinto sia il singolare sia il doppio, trasformando il Foro Italico nel centro emotivo del tennis nazionale.
Dalla gloria del 2025 al volto duro del 2026
Dodici mesi fa, Errani e Paolini avevano difeso il titolo romano battendo Veronika Kudermetova ed Elise Mertens 6-4 7-5 in finale, dopo essere state sotto 4-0 in entrambi i set. La WTA aveva raccontato quella vittoria come una doppia rimonta di carattere, il secondo titolo consecutivo a Roma e il completamento di un weekend perfetto per Paolini, già campionessa in singolare.
Nel 2026, invece, lo stesso torneo ha presentato il conto opposto. Paolini è uscita dal singolare al terzo turno contro Elise Mertens, perdendo 4-6 7-6(5) 6-3 dopo tre match point non sfruttati. Eurosport ha sottolineato anche l’effetto sulla classifica live, con l’azzurra fuori dalla top 10 dopo due anni e scesa virtualmente al numero 13.
Il forfait in doppio, dunque, non è soltanto una rinuncia tecnica. È il simbolo di una settimana complicata, in cui il tennis ha ribaltato rapidamente lo scenario: dall’attesa per una nuova corsa davanti al pubblico di casa alla necessità di fermarsi, recuperare e proteggere il corpo in vista del Roland Garros.
Il valore della coppia Errani-Paolini
La delusione è forte perché Errani e Paolini non sono una coppia qualunque. Negli ultimi anni hanno costruito una delle storie più belle del tennis italiano: oro olimpico a Parigi 2024, titoli WTA 1000, continuità ad altissimo livello e, soprattutto, il primo Slam vinto insieme al Roland Garros 2025. Reuters ricorda che a Parigi hanno battuto Anna Danilina e Aleksandra Krunic 6-4 2-6 6-1, conquistando il loro primo titolo Slam di doppio femminile come coppia.
La loro forza nasce da una complementarità rara. Errani porta lettura, mano, esperienza, capacità di giocare nei punti sporchi e nei momenti di tensione. Paolini aggiunge esplosività, pressione da fondo, velocità di piedi e una crescita mentale che l’ha portata tra le migliori giocatrici del circuito. Insieme funzionano perché non sono due singolariste adattate al doppio, ma due giocatrici che hanno costruito automatismi, fiducia e ruoli precisi.
Perché il problema al piede va gestito con prudenza
La parola chiave, adesso, è prudenza. LiveTennis ha riportato il messaggio di Paolini, nel quale la giocatrice ha spiegato che il ritiro dal doppio è legato a un piccolo problema al piede e che, soprattutto in casa, non è stata una decisione facile. La priorità diventa recuperare nel modo migliore, senza trasformare un fastidio in un problema più serio.
Il calendario non concede molto tempo. Il Roland Garros è vicino e per Errani-Paolini non sarà un torneo qualsiasi: arriveranno da campionesse in carica del doppio femminile. Dopo la vittoria del 2025, Parigi è diventata il luogo in cui confermare non solo un titolo, ma una statura internazionale. Forzare a Roma avrebbe potuto avere un costo maggiore rispetto al beneficio di provare a inseguire un’altra corsa al Foro.
Il peso sulla classifica e sul momento mentale
Il ritiro ha anche conseguenze di classifica. TennisUpToDate ha segnalato che la mancata difesa del titolo romano comporta una perdita pesante di punti nel ranking di doppio, mentre Paolini deve già assorbire il contraccolpo del singolare dopo l’uscita contro Mertens.
Per Jasmine, la sfida è soprattutto mentale. Il 2025 l’aveva proiettata in una dimensione nuova, con il titolo di Roma, il successo in doppio e una centralità mediatica enorme. Il 2026 le sta chiedendo qualcosa di diverso: non confermare tutto subito, ma restare lucida quando il confronto con l’anno precedente diventa quasi impossibile. Difendere punti, trofei e aspettative è spesso più difficile che conquistarli.
Per Errani, invece, il forfait è una delusione sportiva ma anche una scelta comprensibile. La romagnola conosce meglio di chiunque altro il valore della gestione fisica e della programmazione. Ha costruito una carriera lunghissima anche grazie alla capacità di leggere i momenti e di non confondere orgoglio e rischio.
Roma finisce male, ma la stagione resta aperta
Il torneo di Roma lascia una sensazione amara, ma non cancella ciò che Errani e Paolini rappresentano. Una coppia può vivere una battuta d’arresto senza perdere identità. Anzi, il modo in cui gestirà questo stop dirà molto sulla maturità del progetto. Se il problema al piede resterà contenuto, la rinuncia al Foro potrebbe rivelarsi una scelta utile per arrivare a Parigi con più margine.
Il pubblico italiano avrebbe voluto rivederle correre fino in fondo, magari ancora sul Centrale, ancora dentro quell’atmosfera speciale che nel 2025 aveva accompagnato la loro rimonta e il loro bis. Ma il tennis professionistico non è fatto solo di emozione: è fatto anche di gestione, recupero, priorità e decisioni dolorose.
Errani-Paolini ripartono da una rinuncia, non da una sconfitta sul campo. È una differenza importante. Roma si chiude prima del previsto, ma il loro percorso non si ferma qui. Il Roland Garros resta all’orizzonte, e proprio lì, dove hanno vinto il loro primo Slam insieme, potranno provare a trasformare questa pausa forzata in un nuovo punto di partenza.
