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Cos’è Tring

Tring è una piattaforma televisiva albanese che offre servizi terrestri, satellitari e OTT e dispone di un ampio pacchetto di canali sportivi. Il suo calendario ufficiale comprende competizioni come Serie A, Coppa Italia, Champions League e altri eventi internazionali. La piattaforma permette inoltre la visione attraverso Smart TV, smartphone, tablet e computer.

Fin qui non c’è alcun “pezzotto”.

Tring è un broadcaster legale e possiede regolarmente i diritti per trasmettere diversi eventi sportivi nel territorio albanese. Nel caso della Serie A, secondo Calcio e Finanza l’accordo con la Lega vale circa 4 milioni di euro all’anno.

Il problema nasce altrove: dalla possibilità di ricevere il segnale anche fuori dall’Albania.

Perché oggi si parla tanto di Tring

La questione è esplosa dopo un’inchiesta pubblicata dal Fatto Quotidiano e ripresa oggi, 13 agosto, da diverse testate.

Secondo la ricostruzione, il servizio di Tring sarebbe accessibile anche dall’Italia senza la necessità di utilizzare una VPN. Questo riguarderebbe sia la trasmissione satellitare sia, secondo quanto riportato, alcune forme di accesso via internet attraverso l’offerta OTT.

Il risultato è un’anomalia commerciale molto importante: un operatore acquista legalmente diritti destinati all’Albania, ma il suo prodotto può essere ricevuto anche in Paesi nei quali gli stessi eventi sono stati venduti in esclusiva ad altri broadcaster.

Ed è proprio qui che nasce lo scontro con la Lega Serie A.

Tring non è una piattaforma pirata

La distinzione è fondamentale.

Tring non trasmette la Serie A rubandone illegalmente il segnale. Ha un contratto con la Lega e paga per i diritti di trasmissione nel territorio che le è stato assegnato.

La controversia riguarda l’estensione geografica del servizio.

Il contratto autorizzerebbe la trasmissione in Albania, mentre la visione dagli altri Paesi rischia di entrare in conflitto con le esclusive territoriali acquistate dai broadcaster locali.

Per questo definire semplicemente Tring un sito pirata sarebbe scorretto. Il caso è più complesso: un servizio legittimo nel proprio mercato che, secondo le ricostruzioni pubblicate oggi, non impedirebbe sufficientemente l’accesso dal territorio italiano.

Perché la Serie A vuole intervenire

La vendita dei diritti televisivi internazionali si basa sulla suddivisione territoriale.

La Lega Serie A può vendere lo stesso campionato a operatori diversi in Italia, Albania, Germania, Francia e negli altri Paesi. Ogni broadcaster paga sulla base del valore commerciale del proprio territorio e dell’esclusiva concessa.

Se un abbonamento acquistato per un mercato con prezzi molto inferiori può essere utilizzato liberamente in un altro Paese, il valore dell’esclusiva locale diminuisce.

Secondo Calcio e Finanza, la Lega aveva già individuato il fenomeno durante la scorsa stagione e avrebbe inviato a Tring alcune lettere di contestazione. L’obiettivo sarebbe trovare una soluzione prima dell’inizio della Serie A 2026/27.

La segnalazione anche alla UEFA

La questione non riguarderebbe soltanto il campionato italiano.

Tring dispone anche dei diritti della Champions League per il mercato albanese. Proprio per questo la Lega avrebbe segnalato il caso anche alla UEFA, secondo quanto riportato da Calcio e Finanza.

Il principio è identico: i diritti UEFA vengono distribuiti territorialmente e in Italia sono affidati ad altri operatori.

Se un broadcaster autorizzato per un Paese può essere ricevuto stabilmente altrove, il problema non riguarda più una singola lega ma l’intero modello europeo dei diritti sportivi.

Quanto costa Tring

La differenza di prezzo contribuisce a spiegare l’interesse che la piattaforma avrebbe generato fuori dall’Albania.

Le ricostruzioni pubblicate oggi indicano una spesa nell’ordine dei 250 euro l’anno per un’offerta sportiva particolarmente ampia.

Il sito ufficiale di Tring presenta diversi pacchetti terrestri, satellitari e OTT in lek albanesi e pubblicizza un catalogo di oltre cento canali nell’offerta online, con possibilità di utilizzo contemporaneo su Smart TV e dispositivo mobile.

Il calendario sportivo ufficiale conferma inoltre la presenza di partite italiane: nei prossimi giorni sono già elencate diverse gare di Coppa Italia sui canali Tring Sport.

Il nodo del satellite

Bloccare territorialmente un servizio satellitare è tecnicamente differente rispetto a limitare un normale streaming.

Un segnale satellitare può coprire un’area geografica molto più ampia dei confini del Paese per il quale sono stati acquistati i diritti. Proprio questa caratteristica viene indicata tra le ragioni che hanno favorito la diffusione di Tring anche fuori dall’Albania.

Per i servizi OTT esistono invece strumenti di geoblocking basati sull’indirizzo IP e sulla posizione dell’utente. Secondo le ricostruzioni pubblicate, proprio l’assenza o l’insufficienza di queste limitazioni sarebbe uno dei punti contestati.

Cosa rischiano gli utenti italiani?

Su questo punto serve prudenza dato che, a quanto pare, al momento pare sia solo uno scontro commerciale tra Lega Serie A e Tring, ma non possiamo affermare in modo generale e definitivo quale sia la posizione giuridica di ogni singolo utente italiano che utilizza un abbonamento regolarmente acquistato all’estero.

Il fatto che una piattaforma sia legale in Albania non significa automaticamente che ogni modalità di utilizzo da un altro territorio sia autorizzata dai contratti sui diritti audiovisivi. Allo stesso modo, la controversia contrattuale tra broadcaster e titolari dei diritti non può essere trasformata automaticamente in un’accusa di pirateria nei confronti degli abbonati.

Il punto certo, allo stato delle informazioni disponibili, è che la Lega considera la ricezione italiana incompatibile con la territorialità del proprio accordo e starebbe cercando di impedirla.

Un caso che può cambiare la lotta alla pirateria

Il caso Tring è particolarmente interessante perché modifica completamente lo schema classico.

Normalmente la battaglia riguarda IPTV illegali, siti che ritrasmettono partite senza autorizzazione o servizi che vendono accessi pirata.

Qui, invece, dall’altra parte c’è un partner ufficiale della stessa Serie A.

La Lega non deve quindi impedire a un soggetto abusivo di rubare il proprio prodotto, ma deve ottenere che un broadcaster regolarmente autorizzato rispetti concretamente i limiti territoriali previsti dagli accordi.

Ed è per questo che Tring può diventare uno dei casi più particolari della nuova stagione televisiva: una piattaforma perfettamente legale nel Paese per cui ha comprato i diritti, ma diventata un problema nel momento in cui quei confini sembrano non esistere più sullo schermo.

 
 
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