Il Napoli riparte, ma il mercato resta in attesa
Il Napoli di Massimiliano Allegri è entrato nella nuova stagione con una certezza e un problema. La certezza è il lavoro: il primo gruppo azzurro si è ritrovato al SSC Napoli Training Center per visite mediche e test atletici, aprendo ufficialmente la preparazione 2026/27. Il problema è il mercato, che per ora resta rallentato dalla necessità di sfoltire una rosa troppo ampia prima di inserire nuovi giocatori. Il club ha comunicato che il primo gruppo di lavoro era composto da Beukema, Contini, Giovane, Gutierrez, Rafa Marin, Lindstrom, Mazzocchi, Lucca, Meret, Milinkovic-Savic e Vergara.
Il nodo della giornata è proprio questo: il Napoli va verso il ritiro senza acquisti già aggregati. Il Corriere dello Sport ha scritto che gli azzurri partiranno per il Trentino senza volti nuovi e con un organico extralarge, fatto anche di rientri dai prestiti e giocatori da valutare. Secondo la stessa ricostruzione, De Laurentiis ha parlato di 47 giocatori sotto contratto e più di una decina non partiranno con il resto del gruppo.
È una situazione che dice molto della nuova fase azzurra. Allegri non eredita una squadra da rifondare completamente, ma un gruppo da modellare, alleggerire e rendere funzionale a una stagione molto impegnativa. Il tecnico lo ha detto chiaramente nella conferenza di presentazione: il Napoli deve essere competitivo su campionato, Champions League e Coppa Italia, arrivando a marzo ancora dentro tutti gli obiettivi.
Allegri e il principio della sostenibilità
Il Napoli ha scelto Allegri per portare esperienza, gestione e pragmatismo dentro una stagione speciale, quella del Centenario. Ma il tecnico ha già chiarito che non chiederà un mercato slegato dalle esigenze del club. Nella sua prima conferenza ha parlato apertamente della necessità di essere competitivi e sostenibili, aggiungendo che per lui essere “aziendalista” è un complimento.
Questa frase è fondamentale per capire il mercato del Napoli. Allegri non vuole una rosa ingestibile, piena di giocatori fuori progetto e con gerarchie confuse. Prima ancora dei nuovi acquisti, serve capire chi può restare, chi può essere recuperato e chi invece dovrà uscire. Il lavoro di Giovanni Manna, in questa fase, è quindi doppio: preparare gli innesti e liberare spazio tecnico, economico e numerico.
Il Corriere dello Sport parla infatti di mercato “sospeso”, non fermo in senso definitivo. Gli acquisti ci saranno, ma la tempistica sarà diversa rispetto ad altre estati. La priorità è snellire l’elenco, ridurre gli esuberi e permettere ad Allegri di lavorare con un gruppo più leggibile.
Zeballos aspetta: accordo con il giocatore, serve l’intesa con il Boca
Il nome più caldo resta Exequiel Zeballos. L’esterno argentino del Boca Juniors è il profilo che può dare al Napoli freschezza, dribbling e imprevedibilità sugli esterni offensivi. Secondo il Corriere dello Sport, Zeballos ha già l’accordo con il Napoli per un contratto da 1,3 milioni fino al 2031, mentre il club azzurro è pronto a offrire 9-10 milioni per convincere il Boca Juniors. La condizione, però, resta chiara: prima serve un’uscita nel reparto offensivo.
Questa impostazione è coerente con la linea dichiarata da Allegri. Il Napoli non vuole aggiungere giocatori a una rosa già affollata senza prima creare spazio. Zeballos è una pista concreta, ma non ancora ufficiale. Va quindi trattata come una trattativa preparata, non come un acquisto chiuso.
Dal punto di vista tecnico, l’argentino avrebbe senso perché il Napoli ha bisogno di esterni capaci di cambiare passo. Allegri può lavorare con sistemi diversi, ma in qualunque struttura serviranno giocatori in grado di saltare l’uomo, dare ampiezza e attaccare l’area con continuità. Zeballos risponde a questo identikit, ma la sua eventuale integrazione dipenderà anche dalle uscite e dalla composizione definitiva del reparto.
La fascia destra e l’alternativa a Di Lorenzo
Un altro tema riguarda la corsia destra. Il Napoli cerca un’alternativa a Giovanni Di Lorenzo, e il Corriere dello Sport ha indicato diversi profili: Dodò della Fiorentina resta un nome possibile, ma oggi sarebbe Costantino Favasuli del Catanzaro a scalare le gerarchie, con Niccolò Fortini della Fiorentina presente nella lista di Manna.
Qui la logica è diversa rispetto a Zeballos. Non si parla di un investimento offensivo per accendere la trequarti, ma di un innesto funzionale alla gestione della rosa. Di Lorenzo resta un riferimento, ma una stagione con campionato, Champions e Coppa Italia richiede profondità. Allegri lo ha ricordato nella presentazione: ci sarà bisogno di tutti, perché il calendario sarà ricco di impegni e ci saranno momenti meno semplici da affrontare con la forza del gruppo.
La scelta del vice-Di Lorenzo dirà molto anche sulla direzione del mercato. Un profilo giovane e italiano, magari non troppo costoso, permetterebbe al Napoli di coprire una necessità senza appesantire troppo il bilancio. Un nome più pronto e costoso, invece, indicherebbe la volontà di alzare subito il livello della rotazione.
Il capitolo portieri: Meret, Milinkovic-Savic e Falcone
Anche tra i pali il Napoli deve fare chiarezza. Il Corriere dello Sport scrive che Allegri ha chiarito la propria idea: un titolare e una sua alternativa. Meret può ribaltare le gerarchie, Milinkovic-Savic è in uscita, Falcone del Lecce viene indicato come opzione sempre più valida per il ruolo di dodicesimo, mentre resta nei radar anche Kovar del PSV. Prima, però, serve l’addio di Vanja Milinkovic-Savic, seguito dall’Hull City, con De Laurentiis che chiede 18 milioni.
È un passaggio molto importante perché Allegri ha sempre dato peso alla stabilità difensiva. Prima ancora dei grandi colpi offensivi, un allenatore come lui vuole sapere chi guida la porta, chi comanda l’area e chi può garantire affidabilità nei momenti complessi. Il portiere, nel calcio di Allegri, non è solo un interprete tecnico: è una figura di equilibrio.
Il ritiro come primo filtro tecnico
Il ritiro diventa quindi il primo vero filtro della nuova stagione. Il Napoli ha già ufficializzato il programma delle amichevoli estive: Arezzo il 22 luglio e Carrarese il 26 luglio a Dimaro, poi Osasuna, Celta Vigo e Aris Salonicco a Castel di Sangro. Le gare saranno disponibili in pay-per-view su DAZN, Sky Primafila e OneFootball al prezzo di 9,99 euro.
Queste partite serviranno ad Allegri per misurare il gruppo, non solo per costruire condizione. Il tecnico dovrà capire quali rientranti possono essere utili, quali giovani meritano spazio, quali esuberi possono rientrare almeno provvisoriamente nel progetto e quali reparti hanno davvero bisogno di interventi urgenti.
Un Napoli da costruire senza fretta apparente
Il Napoli, oggi, non è immobile. È in una fase di attesa strategica. Allegri ha ereditato una rosa che lui stesso ha definito competitiva, ma da conoscere e valutare gradualmente. Il club ha obiettivi di mercato già individuati, da Zeballos al vice-Di Lorenzo fino al portiere, ma non può completare le operazioni senza prima sbloccare le uscite.
La stagione del Centenario aumenta la pressione, ma anche la necessità di non sbagliare. Il rischio è arrivare tardi su alcuni rinforzi; l’opportunità è permettere ad Allegri di incidere davvero sulle scelte, evitando acquisti non funzionali. Per ora il Napoli parte senza regali nuovi, ma con una missione chiara: trasformare una rosa extralarge in una squadra sostenibile, profonda e pronta a reggere tre competizioni.
Il mercato azzurro, dunque, non è ancora entrato nella sua fase decisiva. Ma la direzione è tracciata: prima tagliare, poi inserire. E Allegri, più di chiunque altro, sa che una stagione si costruisce anche così.
