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La Lega Volley annuncia la scomparsa

Il mondo della pallavolo piange Alexeis Argilagos, ex schiacciatore della nazionale cubana morto a 51 anni. La Lega Pallavolo Serie A ha annunciato la sua scomparsa il 2 agosto 2026, esprimendo il cordoglio del Consiglio di amministrazione, dei club e dello staff e rivolgendo le condoglianze al figlio Bryan e alla famiglia.

Nel comunicato ufficiale non è stata indicata la causa del decesso. Non è quindi possibile stabilire pubblicamente se Argilagos sia morto per una malattia, per un evento improvviso o per un’altra condizione. In assenza di una comunicazione familiare o medica, qualsiasi ricostruzione sarebbe una speculazione.

La scomparsa arriva pochi giorni dopo il suo cinquantunesimo compleanno: il profilo ufficiale della Lega riporta come data di nascita il 28 luglio 1975 e come luogo di nascita Camagüey, a Cuba.

Sei stagioni e 145 partite nella Serie A2 italiana

Argilagos ha disputato sei stagioni nei campionati organizzati dalla Lega Pallavolo Serie A, tutte in A2. Il database ufficiale gli attribuisce 145 incontri, 65 vittorie e complessivamente 1.308 punti realizzati.

La sua carriera italiana lo ha portato a vestire le maglie di Isernia, Mantova, Castellana Grotte, Sora e Segrate. Il suo primo passaggio in Italia risaliva alla stagione 1998/99 con Salerno, mentre nel 2010 fu ingaggiato da Volley Segrate dopo l’esperienza a Sora.

Il profilo tecnico ufficiale lo indica come schiacciatore di 199 centimetri. Argilagos era un giocatore atletico e completo, capace di contribuire in attacco, ricezione e battuta. Nelle sei stagioni di A2 mise a referto 401 punti in attacco, 33 al servizio, 470 in ricezione e 28 a muro secondo le statistiche aggregate della Lega.

La generazione d’oro della pallavolo cubana

Prima dell’esperienza italiana, Argilagos aveva fatto parte di una delle generazioni più competitive della nazionale cubana. Cuba vinse la World League del 1998, il primo e unico successo del Paese nella competizione, e conquistò nello stesso anno la medaglia di bronzo ai Campionati mondiali disputati in Giappone.

Nel 1999 arrivarono l’argento in World League, l’oro ai Giochi Panamericani di Winnipeg e il secondo posto in Coppa del Mondo. Il percorso internazionale di Argilagos si concluse con la partecipazione ai Giochi olimpici di Sydney 2000, nei quali Cuba terminò al settimo posto.

Quei risultati collocano Argilagos all’interno di un periodo importante della storia del volley cubano. La squadra univa forza fisica, capacità di salto e aggressività al servizio, riuscendo a competere con le nazionali più forti del mondo.

Dall’attività da giocatore al lavoro come allenatore

Dopo le esperienze nei campionati professionistici, Argilagos ha continuato a frequentare il volley italiano anche nelle categorie inferiori. Nel 2017, a 41 anni, giocava ancora in Serie B con la PVL, mantenendo un ruolo importante come atleta esperto e riferimento per i compagni più giovani.

Successivamente ha lavorato anche come allenatore e formatore, mantenendo un forte legame con il territorio piemontese. La sua storia non si è quindi conclusa con l’ultima partita professionistica: il volley è rimasto il centro della sua attività e del suo rapporto con le nuove generazioni.

Il figlio Bryan prosegue la storia familiare

Il nome Argilagos è rimasto presente nella pallavolo italiana attraverso Bryan, figlio di Alexeis e giovane centrale inserito nel progetto di Perugia. La Lega lo descrive come figlio dell’ex giocatore della Serie A e della nazionale cubana medaglia di bronzo ai Mondiali del 1998.

Bryan ha rappresentato l’Italia nelle categorie giovanili, vincendo l’Europeo Under 17 del 2023 e conquistando l’argento continentale Under 18 nel 2024. Nel 2025 era stato inserito nel gruppo della prima squadra di Perugia, continuando un percorso iniziato nei settori giovanili italiani.

Il cordoglio rivolto direttamente a Bryan nel comunicato della Lega ricorda come la scomparsa riguardi prima di tutto una famiglia. Il racconto sportivo può ricostruire partite, medaglie e squadre, ma non deve invadere una dimensione privata sulla quale non sono stati diffusi ulteriori dettagli.

Un giocatore tra due culture sportive

Argilagos aveva ottenuto anche la nazionalità sportiva italiana, come riportato dal database della Lega. La sua carriera rappresenta così un punto di incontro tra la scuola cubana e la pallavolo italiana: da una parte la formazione atletica e tecnica della nazionale caraibica, dall’altra un lungo percorso nei club della penisola.

Il suo arrivo aveva anticipato un fenomeno diventato successivamente sempre più rilevante. Molti giocatori cubani hanno trovato nei campionati europei la possibilità di prolungare la carriera e confrontarsi con strutture professionistiche diverse da quelle disponibili in patria.

Il ricordo del volley italiano

Alexeis Argilagos lascia una carriera fatta di nazionale cubana, Giochi olimpici, World League e sei stagioni nella Serie A2 italiana. I numeri ufficiali raccontano 145 partite nel campionato italiano e più di 1.300 punti; i risultati internazionali ricordano invece l’oro del 1998 e il bronzo mondiale.

La causa della morte non è stata comunicata e deve quindi restare non confermata. Il dato certo è il cordoglio espresso dalla Lega, dai club e dagli ambienti nei quali Argilagos aveva giocato e allenato.

Il volley italiano saluta un atleta che aveva portato nei propri campionati il talento di una delle migliori generazioni cubane e che, una volta terminata l’attività di vertice, aveva continuato a trasmettere la propria esperienza.

 
 
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