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Quando il tennis si fa nervi e centimetri, Aryna Sabalenka diventa il barometro della notte di New York. La numero 1 del mondo ha rimontato Jessica Pegula in tre set (4-6 6-3 6-4) e si è qualificata per la finale degli US Open: un successo di potenza e gestione, arrivato dopo due giorni di attesa anomala — ai quarti era avanzata senza giocare per il ritiro di Marketa Vondrousova — e culminato davanti a un Arthur Ashe carico come poche volte. In finale, sabato, sfiderà Amanda Anisimova, che ha piegato Naomi Osaka in tre set in una semifinale finita poco prima dell’una locale.

Il match con Pegula: la svolta sul servizio

Sabalenka era partita a strappi, subendo la prima accelerazione dell’americana. La partita è cambiata quando la bielorussa ha alzato la resa della prima palla e “sporcato” i turni di servizio avversari con risposte più profonde sul rovescio di Pegula. Il 6-3 del secondo set ha rimesso il punteggio in equilibrio, il 6-4 del terzo ha certificato la superiorità negli scambi di forza. Tra i fotogrammi della serata, anche un momento storico per le tv americane: la semifinale di Sabalenka è stata l’ultima telecronaca US Open di Cliff Drysdale su ESPN, salutata in diretta dai colleghi.

Il percorso (e il paradosso del walkover)

La settimana era “scivolata” in semifinale senza colpire una palla: Vondrousova si è ritirata per un infortunio al ginocchio, consegnandole il pass. È un dettaglio che conta anche sul piano fisico: Sabalenka è arrivata alla penultima curva con energie più piene rispetto a molte rivali. L’organizzazione WTA e i principali media hanno sottolineato l’eccezionalità del caso (dal 1988 non capitava un walkover dai quarti in poi).

La finale: Sabalenka–Anisimova, orari italiani e tv

La finale femminile è in programma sabato 6 settembre alle 22:00 CEST (4:00 p.m. ET). In Italia la manifestazione è trasmessa da Sky Sport e in chiaro su SuperTennis; streaming su NOW, Sky Go e SuperTenniX. I palinsesti UK/US confermano slot e collocazione.

Le chiavi tecniche contro Anisimova

Anisimova arriva da una maratona contro Osaka (6-7 7-6 6-3), secondo sigillo pesante dopo i quarti contro Świątek: tennis in spinta, anticipi stretti, coraggio sulla prima. Per Sabalenka, due i cardini:

  1. Percentuali di prima sopra il 62–65% per tenere corto il punteggio;
  2. Attacco sul lato del rovescio di Anisimova con traiettorie “piatte” (servizio esterno/deuce + dritto inside-in) per togliere ritmo ai controtempi dell’americana. La storia di Flushing Meadows ci dice che Sabalenka, quando impone il “tempo” nei primi due colpi, tende a controllare le volate. Ma il trend psicologico racconta anche di finali recenti complicate per la n.1 (due perse nel 2025): gestione emotiva e scelte di shot selection resteranno centrali.

Dati e precedenti

Il testa a testa tra Sabalenka e Pegula dice 7-2 per la bielorussa prima della semifinale; il parziale aggiornato conferma l’inerzia recente sul cemento nordamericano. Con Anisimova, la statistica conta meno dei pattern: entrambe tendono a accorciare lo scambio e a cercare il vincente alla prima finestra utile — chi trasforma meglio le palle break può scappare.

 
 
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