La cronaca della partita
Golden State batte Phoenix 118–107 al Chase Center, guidata dai 28 punti di Stephen Curry (5 triple) e dai 24 dalla panchina di Moses Moody (5 triple). I Warriors spingono forte nei primi 24’ (68–49 a metà) e resistono al rientro Suns nel quarto periodo, chiudendo senza affanni grazie a gestione del ritmo e controllo dei rimbalzi difensivi negli ultimi possessi.
Rotazioni e impatto della second unit
La gara si spacca quando la second unit di Steve Kerr mantiene alto il rating offensivo nei minuti senza Curry: Moody cambia inerzia con spacing e “catch-and-shoot” rapido; Brandin Podziemski aggiunge 13 punti e ball-handling di qualità; Buddy Hield timbra 12 punendo i close-out in ritardo. Il dato è eloquente: 63–19 nei punti dalla panchina. Box score e recap ufficiali confermano trend e minutaggi.
Il piano partita (e l’aggiustamento dopo l’intervallo)
Phoenix si presenta “short-handed” e prova a rientrare spingendo su Devin Booker (38) e sull’uso del pick-and-roll per muovere la difesa dei Warriors. L’aggiustamento di Kerr nel secondo tempo è visibile: più “tag” dal lato debole sul rollante, aiuto e recupero sui tiratori, cambio selettivo per togliere l’angolo preferito a Booker. Nel clutch, Golden State alza il volume a rimbalzo e vive di possessi a bassa varianza (Curry ai liberi, set play per Hield in uscita).
