Un centimetro per diventare campione del mondo
Daniele Inzoli è il nuovo campione mondiale Under 20 del salto in lungo. A Eugene, in Oregon, il giovane azzurro ha conquistato la medaglia d’oro con un salto di 7,97 metri, precedendo di appena un centimetro l’australiano Mason McGroder, secondo con 7,96.
Una finale decisa praticamente all’ultimo respiro. Inzoli ha trovato la misura vincente già al secondo tentativo, con vento regolare di +0,7 m/s, dopo aver aperto la gara con un eccellente 7,93. Nessuno è poi riuscito a superarlo.
McGroder ha provato fino all’ultimo salto a strappargli l’oro, ma si è fermato a un solo centimetro dall’azzurro. Inzoli, invece, aveva anche realizzato al quinto turno un salto apparentemente superiore agli otto metri, annullato per un’infrazione millimetrica sulla pedana.
L’8,15 delle qualificazioni aveva anticipato il grande risultato
Il successo non arriva dal nulla.
Il giorno precedente Inzoli aveva impressionato già nelle qualificazioni atterrando a 8,15 metri, misura nettamente superiore al proprio accredito stagionale e indicazione chiarissima della condizione con la quale si era presentato negli Stati Uniti.
In finale non è stato necessario ripetersi sugli stessi livelli. La competizione è diventata soprattutto una sfida di nervi e continuità.
Il 7,97 del secondo turno è stato sufficiente per conquistare il titolo, anche se gli ultimi salti sono diventati progressivamente più difficili. Lo stesso Inzoli ha raccontato alla FIDAL quanto la parte conclusiva della gara sia stata mentalmente logorante.
Ventidue anni dopo Andrew Howe
Il risultato ha anche un importante valore storico.
Prima di Daniele Inzoli, l’ultimo italiano capace di conquistare il titolo mondiale Under 20 nel salto in lungo era stato Andrew Howe nel 2004, ai Mondiali di Grosseto. Sono trascorsi quindi 22 anni tra i due successi.
Il collegamento tra i due, però, va molto oltre una semplice statistica.
Inzoli ha spiegato che Howe ha avuto un ruolo importante nella preparazione della stagione. I due hanno lavorato insieme frequentemente a partire da maggio e il giovane lunghista ha potuto raccogliere consigli direttamente dall’ex primatista italiano e vicecampione mondiale assoluto del 2007.
Accanto a Howe ci sono Fabrizio Donato e Riccardo Longinari, indicati dalla FIDAL come gli allenatori di Inzoli.
Un oro pochi giorni prima dei 18 anni
Il dato anagrafico rende l’impresa ancora più interessante.
Daniele Inzoli compirà 18 anni mercoledì 12 agosto. Ha quindi conquistato il titolo mondiale quando è ancora formalmente minorenne.
Il suo percorso nell’atletica è relativamente recente. Il profilo FIDAL racconta che da bambino aveva praticato tennis e che ha iniziato con l’atletica nel 2019, allenandosi inizialmente al campo Saini di Milano. Sua madre Danielle, originaria del Camerun, aveva praticato sprint e salto in lungo prima di trasferirsi in Italia per studiare medicina.
Da allora la crescita è stata rapidissima.
Dal fondo della classifica mondiale all’oro
La storia recente di Inzoli rende il titolo di Eugene ancora più significativo.
Ai Mondiali Under 20 del 2024 aveva chiuso addirittura all’ultimo posto. Successivamente sono arrivati il bronzo europeo Under 18 e l’argento agli Europei Under 20, fino al titolo mondiale conquistato negli Stati Uniti.
È una progressione che lo stesso atleta ha ricordato dopo la vittoria: nel proprio percorso internazionale aveva già sperimentato praticamente ogni posizione sul podio, oltre alla delusione di una competizione mondiale completamente negativa. A Eugene è arrivato il risultato che mancava.
Il fratello Francesco e una famiglia da atletica
Daniele non è l’unico Inzoli impegnato nell’atletica di alto livello.
Il fratello Francesco si trovava contemporaneamente a Birmingham per gli Europei assoluti, mentre Daniele gareggiava ai Mondiali U20 di Eugene. Anche i genitori hanno organizzato un vero viaggio sportivo internazionale: dopo aver seguito Daniele negli Stati Uniti, avrebbero raggiunto l’Inghilterra per sostenere Francesco.
È uno degli elementi che aiuta a comprendere l’ambiente nel quale il giovane campione è cresciuto.
L’Italia vive una notte storica a Eugene
L’oro di Inzoli è stato soltanto uno dei risultati straordinari ottenuti dagli azzurri nella stessa giornata.
L’Italia ha conquistato tre ori in un solo giorno ai Mondiali Under 20: Serena Di Fabio nei 5000 metri di marcia, Inzoli nel lungo e la staffetta 4×100 mista formata da Edwin Fermin Galvan, Elisa Valensin, Francesco Pagliarini e Kelly Doualla.
La staffetta ha addirittura stabilito il record mondiale Under 20 in 41″21, precedendo Gran Bretagna e Stati Uniti. Per l’Italia si tratta della migliore edizione di sempre della manifestazione in termini di ori e medaglie complessive.
Il paragone con Furlani e il futuro del lungo italiano
L’oro di Eugene conferma la profondità raggiunta dall’Italia nel salto in lungo.
Inzoli rappresenta una generazione successiva rispetto ai protagonisti già affermati a livello assoluto e arriva al titolo mondiale giovanile con ancora enormi margini di sviluppo.
Il salto da 8,15 ottenuto in qualificazione è probabilmente il dato tecnico più interessante dell’intero weekend: dimostra che il 7,97 della finale non rappresenta il limite attuale dell’azzurro.
L’obiettivo nei prossimi anni sarà trasformare queste misure giovanili in continuità nel circuito assoluto, evitando di caricare un atleta non ancora diciottenne di aspettative premature.
Inzoli completa il percorso mondiale
Daniele Inzoli lascia Eugene con la medaglia d’oro al collo e con una finale che difficilmente dimenticherà.
Sette metri e 97 centimetri sono stati sufficienti. Un centimetro più dell’avversario australiano, mentre un salto superiore agli otto metri è sfumato per un nullo minimo.
Ma soprattutto l’Italia ritrova un campione mondiale U20 del lungo 22 anni dopo Andrew Howe.
E proprio Howe è stato uno degli uomini che hanno aiutato Inzoli a preparare questa stagione. È uno dei collegamenti più belli dell’impresa di Eugene: il campione del 2004 che contribuisce alla crescita del ragazzo capace di riportare l’Italia sul gradino più alto del podio nel 2026.
