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All’Olimpiade di Milano Cortina, certe storie esplodono non perché qualcuno le spinge, ma perché lo sport le rende inevitabili. È successo con Angela Romei: esclusa dalla squadra femminile italiana di curling, al centro di una contestazione che ha toccato il tema del favoritismo, e poi richiamata emotivamente in scena da Stefania Constantini dopo una medaglia.

La cronaca: la dedica di Constantini

Reuters racconta che Constantini ha dedicato il bronzo del mixed doubles alla ex compagna e amica Romei, in un momento emotivo al palazzetto di Cortina, andando anche sugli spalti ad abbracciarla mentre Romei stava commentando.

Il nodo: l’esclusione e il tema “nepotismo”

Secondo Reuters, Romei era stata “tagliata” e sostituita da Rebecca Mariani, figlia del direttore tecnico della nazionale. Romei aveva presentato ricorso parlando di favoritismi, ma l’appello è stato respinto.
ESPN (via Associated Press) e Washington Post riportano che il tribunale olimpico/CAS ad hoc ha rigettato la contestazione.

E soprattutto esiste un documento ufficiale: il PDF del CAS Ad Hoc con la decisione di rigetto dell’istanza.

Perché questa storia pesa

Perché parla di un punto delicatissimo: la fiducia nei criteri di selezione. Anche quando le federazioni sostengono motivazioni “tecniche”, il fatto che la sostituta sia legata a un dirigente crea inevitabilmente ombra.

La dedica di Constantini, quindi, non è solo amicizia: è anche un modo per dire “questa storia esiste”, proprio nel momento in cui l’Italia sale sul podio.

Sul piano legale la partita sembra chiusa (rigetto). Sul piano mediatico e reputazionale, invece, resta aperta: perché lo sport olimpico vive di credibilità, e ogni sospetto di corsia preferenziale erode consenso.

 
 
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