Ci sono ritorni che si annunciano in grande stile, e altri che bastano tre parole: “Final prep. See you in Hangzhou.” Con quel post su Instagram, Matteo Berrettini ha ufficializzato il rientro in campo all’ATP 250 di Hangzhou (Cina), in calendario dal 17 al 23 settembre 2025, dopo un’estate complicata tra stop e rinunce. È la prima vera ripartenza dopo il forfait agli US Open di fine agosto e il passaggio lampo a Wimbledon (ko al primo turno in cinque set con Kamil Majchrzak).

Dove e quando gioca: il quadro del torneo
L’Hangzhou Open è un ATP 250 su cemento outdoor che si disputa al Hangzhou Olympic Sports Expo Center. L’edizione 2025 si colloca nella classica finestra d’inizio swing asiatico: tabellone 28S/16D e campo iscritti di livello, con Medvedev, Rublev e Bublik fra i nomi di testa. Il sito ATP e la documentazione ufficiale sul calendario confermano collocazione e categoria; le entry list di testate specializzate includono Berrettini con ranking d’ingresso attorno alla 50–60 posizione.
Il contesto tv (Italia). Per l’Italia, i diritti ATP Tour 2025 sono in capo a Sky Sport (con NOW): è la piattaforma che ha seguito anche Hangzhou 2024; diverse guide tv 2025 indicano Hangzhou nel bouquet ATP di Sky. In alternativa, Tennis TV resta lo streaming ufficiale internazionale dell’ATP. In assenza di un palinsesto giornaliero definitivo, il riferimento resta Sky Sport Tennis / NOW per i match di Berrettini.
Come ci arriva: cronologia degli stop e perché Hangzhou è il punto giusto
Il 2025 di Berrettini era ripartito tra alti e bassi: ritiro a Roma per un problema all’obliquo, mancata partecipazione al Roland Garros, poi Wimbledon (unico match giocato post-Roma) chiuso all’esordio con Majchrzak. La scelta di fermarsi e poi saltare gli US Open è maturata a metà agosto, con comunicato ufficiale delle agenzie internazionali. L’obiettivo era chiudere il dolore residuo, riempire il serbatoio atletico e riallineare timing e fiducia su una superficie amica. Hangzhou, per calendario e condizioni (hard non troppo rapido, clima simile ad altre tappe cinesi), è una porta d’ingresso equilibrata: meno pressione mediatica di un 500/1000, livello alto per testarsi davvero.
Cosa aspettarsi (sul campo) alla ripresa
- Servizio e 1-2: quando sta bene, Berrettini costruisce percentuale con prime esterne e il dritto a uscire. Dopo gli stop, la prima voce da monitorare è la continuità sulla seconda (evitare picchi di doppi falli) e la profondità del dritto nelle prime fasi dei game.
- Piede dentro al campo: la differenza tra il Berrettini “in rodaggio” e quello “da seconda settimana” è nella presa di campo dopo la risposta: se riesce a toglier tempo, il suo tennis “fa volume” senza scambi infiniti.
- Gestione degli scambi lunghi: l’ATP 250 cinese porta avversari di ritmo costante (Rublev/Bublik/Medvedev in zona tabellone). Il test è saper variare (slice, back difensivo, palle alte sul rovescio rivale) quando la diagonale si appiattisce.
Classifica, corsa-punti e orizzonte asiatico
Al momento del forfait agli US Open, Berrettini navigava poco sotto la Top 60: niente panico, ma punti da difendere pochi e margine per risalire se piazza un quarto/semifinale fra Hangzhou e il successivo mini-blocco asiatico (Beijing/Shanghai). La scelta di ripartire qui fa rima con costruzione più che con “tutto e subito”: obiettivo chiudere l’anno in Top 40 per presentarsi a Melbourne 2026 con tabellone più amico. Le entry list aggiornate e i pezzi di scenario confermano che Hangzhou sarà anche il rientro mediatico: ottima vetrina senza il caos New York.
Il fattore mentale
Fuori dai proclami, i segnali social di queste ore — video di training, messaggio asciutto — restituiscono l’idea di un rientro sobrio: far parlare il campo. È la via più razionale per un giocatore che, quando ha ritrovato continuità (vedi 2021–2022), ha dimostrato di poter cacciare titoli anche nella finestra asiatica.
