C’è un obiettivo che vale una stagione: la maglia iridata. Tadej Pogačar ci arriva da campione in carica del Tour de France (quarto successo in carriera a luglio) e con un piano dichiarato: saltare la Vuelta per presentarsi al top ai Mondiali di ciclismo su strada 2025 (Kigali, 21–28 settembre). Lo sloveno ha confermato motivazioni e percorso di avvicinamento parlando alla stampa alla vigilia del trittico canadese (GP Québec/Montréal), step di rifinitura scelto per mettere qualità senza accumulare chilometraggio esasperato.
L’obiettivo “storico”: tentare la doppietta cronometro+corsa in linea
Non è un segreto: oltre alla prova in linea, Pogačar ha incrementato le ore sulla bici da cronometro per candidarsi anche alla maglia iridata a cronometro. “Ho passato più tempo del solito sulla bici da TT”, ha raccontato, chiarendo che il focus dura tutta la stagione e non nasce all’ultimo. La doppietta TT+linea in un’unica edizione sarebbe storica e allungherebbe la sua scia di risultati unici.
Kigali 2025: altimetrie “da scalatori” e quota
Questa edizione è storica per geografia e tecnica: per la prima volta l’iride in Africa, con percorsi ondulati e in quota. Il men’s elite prevede 267,5 km e 5.475 m di dislivello, numeri da classica-monumento con finale in altura; le cronometro hanno tratti tecnici e dislivello che richiedono ritmo variabile. Il sito UCI, quello del comitato locale e le guide internazionali convergono su profilo e date.
Il piano gara (e i rivali)
La Slovenia lo metterà al centro anche in chiave tattica: squadra corta attorno al leader, gestione “a imbuto” delle energie e scelta di non lavorare troppo presto davanti se non per scremare nei tratti più duri. Rivali? Evenepoel (doppio fronte TT+linea), Healy, i classici uomini da salita con punta di velocità; e, in ottica TT, il solito Ganna che su percorsi tecnici resta un fattore. Ma a Kigali, con quel dislivello, l’ultima ora di gara può diventare selettiva come uno Lombardia.
Calendario, orari e dove vederlo (Italia)
I Mondiali si corrono 21–28 settembre a Kigali (UTC+2). Domenica 21 le crono élite (donne 10:10, uomini 13:45), domenica 28 la linea élite uomini (partenza 09:45 locali). In Italia, copertura TV Rai (in chiaro) e Eurosport/Discovery+ (integrale). Warner Bros. Discovery ha annunciato ampia programmazione europea; più guide italiane confermano la presenza Rai.
Perché Kigali può esaltare Pogačar
- Dislivello enorme = terreno per chi produce watt in modo continuo e sa gestire il consumo.
- Quota e clima: incognite che premiano chi calibra carico e recupero (il team UAE ha storicamente pianificazioni meticolose per questi contesti).
- Finale da classica: con il suo modo di anticipare a 2–3 km dall’ultimo strappo, Pogačar è in grado di costringere gli altri a inseguire nonostante l’assenza di un treno.
L’insidia vera
La stagione lunga “mangia” brillantezza. Pogačar lo sa e infatti ha preferito Canada a un calendario pieno di tappe: due giorni, intensità alta e logistica più semplice. L’altra incognita è la gestione di due picchi (TT e linea) nello stesso arco di una settimana: per farlo servono gambe ma anche lucidità nelle 24–48 ore tra gli sforzi massimi.
