Resta comunque una stagione d’oro
Le giornate mondiali che non ti aspetti. A Tokyo Larissa Iapichino è stata eliminata in qualificazione nel salto in lungo, restando 13ª provvisoria prima dell’ultimo assalto e senza riuscire a rientrare nelle prime 12 per il pass alla finale. Il limite automatico era fissato a 6,75; l’azzurra si è fermata attorno a 6,52–6,56, dopo una serie nervosa e un ultimo tentativo sceso a 6,32. Lo riportano in diretta i principali media italiani; nel riepilogo internazionale delle prime sessioni, la long jump femminile conta l’accesso immediato di Tara Davis-Woodhall con 6,88 al primo salto, mentre Iapichino e Jazmin Sawyers restano fuori.

La fotografia della gara: margine, ritmo, asse di rincorsa
La chiave tecnica della mattinata è stata la rincorsa: il “timing” sul tavoletta non ha mai funzionato a dovere e il conseguente asse di stacco non ha liberato tutta la velocità orizzontale. In qualificazione ogni dettaglio pesa doppio: con tre soli tentativi, il margine d’errore si assottiglia e l’assenza di un 6,70+ ti espone alla lotteria dei centesimi. Da bordo pedana, la ricostruzione concorda: serie regolare ma non brillante, senza l’accelerazione finale che ha caratterizzato i migliori giorni dell’azzurra.
Il contesto che non va dimenticato: 2025 da fuoriclasse
La delusione di Tokyo arriva dopo una stagione di valore assoluto:
- Oro europeo indoor ad Apeldoorn 2025 (6,94), primo titolo senior internazionale.
- Vittoria della Finalissima Diamond League 2025 a Zurigo con 6,93 sulla campionessa olimpica Mihambo (6,92): un arrivo quasi al fotofinish che ha chiuso il circuito nel modo più autorevole possibile.
Questi capisaldi raccontano una saltatrice stabilmente d’élite. Se aggiungiamo la crescita del ranking (top-3 di specialità) e la continuità tra 6,80 e 6,90 nelle gare-chiave, il quadro resta quello di un’atleta che ha alzato il pavimento tecnico prima ancora del soffitto.
Perché è uscita? Tre spiegazioni tecniche (non alibi)
- Qualificazione “stretta”: tre salti, poco tempo per aggiustare l’approach quando il vento e l’emozione cambiano i riferimenti.
- Cut-off alto: con 6,75 come “Q” automatico e molte rivali vicine, una misura media non basta.
- Domino del primo salto: se l’apertura non libera la gamba, spesso il rischio è accorciare per sicurezza e perdere velocità.
Cosa cambia (e cosa no) dopo Tokyo
Nulla tocca la traiettoria di lungo periodo: il 2025 ha consolidato status, palmarès e self-belief. La rifinitura per l’ultimo scorcio di stagione passerà da tre lavori: stabilità di rincorsa (conteggio e penultimo appoggio), rifinitura delle uscite (tenere la linea di volo) e gestione dell’arousal nelle gare a tre tentativi. Sul piano mentale, la parola chiave è archiviare: anche i cicli vincenti hanno giornate “outlier”.
Le voci e la cronaca del giorno
Le dirette testuali italiane e internazionali hanno seguito attimo per attimo la sessione: Sky Sport ha marcato i tre salti e la posizione in tempo reale; Gazzetta e Repubblica hanno evidenziato la doccia fredda e la reazione della pedana, mentre il live del Guardian ha registrato i nomi qualificate e le escluse illustri.
