Ai Frost Bank Center i Golden State Warriors battono gli San Antonio Spurs 125–120. La partita ha un titolo grande: Stephen Curry rientra e spara 46 punti, mentre Victor Wembanyama e Stephon Castle firmano due triple-doppie che non bastano a portare a casa la vittoria. Lo confermano ESPN (game page con notizia AP) e il racconto della stampa locale.
Cronaca della partita: come si è spostata l’inerzia
Avvio Spurs, ritmo Curry. San Antonio parte con buona disciplina: corpo su Curry, contenimento sullo short-roll e rimbalzo offensivo per creare seconde opportunità. Golden State resta in scia grazie al two-for-one di fine quarti e alla gravità del suo numero 30, che costringe la difesa a collassare aprendo tiri piedi-per-terra per il supporting cast.
Il terzo quarto decide. Dopo l’intervallo, i Warriors alzano la fisicità sulla point-of-attack defense e costruiscono un break fatto di tre stop consecutivi e transizione secondaria: Curry segna 22 nel periodo (dato riportato dalla stampa locale), i tiratori si allineano, Draymond Green orchestra in regia difensiva togliendo a Wembanyama ricezioni profonde. Il vantaggio si consolida nonostante lo sforzo Spurs.
Volata. Nel quarto periodo Castle spinge, Wemby crea mismatch con spin e alzate, ma ogni tentativo di rientro è respinto da un canestro dal palleggio di Curry o da un extra-pass punito sul perimetro. 125–120 fotografa bene una gara a punteggi “alti” per San Antonio, ma dove l’efficienza esterna di Golden State ha fatto la differenza. I numeri di vertice – 46 di Curry e le due triple-doppie Spurs – sono ufficiali sul gamebook ESPN/AP.
Protagonisti e contro-mosse
Stephen Curry (46). È la classica prova “gravity + shotmaking”: il solo posizionamento produce spazio per i compagni, la mano è rovente nei pull-up, la gestione dei possessi corti nel finale è da closer.
Victor Wembanyama (tripla-doppia). Numeri “totali” (punti, rimbalzi, assist) con la solita influenza verticale. Quando Green gli nega la corsia centrale, il francese crea comunque vantaggi attaccando in face-up o rilasciando sul lato debole.
Stephon Castle (tripla-doppia). Perimetro solido, pressione al ferro, letture da veterano nel quarto periodo. Per Popovich è una conferma importante in ottica sviluppo.
Gli aggiustamenti di Kerr. Rotazioni “moderne” attorno a Curry: quintetti leggeri per aprire il campo, linee di passaggio ripulite e un lavoro difensivo più selettivo sui raddoppi. La stampa di San Francisco ha sottolineato il cambio di passo del terzo quarto rispetto al ko precedente: competitività ritrovata e identità più chiara.
Cosa significa per la serie ed il calendario
La serie stagionale si apre 1–0 Warriors. Rematch a breve distanza e altri due incroci già a calendario. Per San Antonio l’indicazione è duplice: ottima capacità di produrre (due triple-doppie non sono casuali), ma serve pulizia nei momenti in cui Golden State alza la pressione. Per i Warriors il messaggio è semplice: con Curry in campo e rotazioni con tiro, l’attacco torna top-tier e la difesa può permettersi di essere “situazionale” senza collassare. Dati, punteggio e box sono allineati a ESPN/AP.
