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Jared Gladwyn Butler, nato il 25 agosto 2000 a Reserve, Louisiana, è uno dei talenti “emergenti” su cui vale la pena tenere gli occhi aperti in questa nuova stagione NBA. Dopo aver scritto pagine importanti al college con Baylor — incluso il titolo NCAA 2021 e il premio di Final Four Most Outstanding Player — Butler ha spiccato il salto tra i professionisti con tappe altalenanti.

Dietro le quinte: i movimenti di mercato e il roster 2025

Una delle svolte recenti è il passaggio da Philadelphia ai Phoenix Suns. Butler ha firmato un contratto annuale con i Suns nell’estate 2025, dopo che i 76ers gli avevano rifiutato l’opzione squadra.

La mossa fa parte di un ridisegno del backcourt di Phoenix: con Devin Booker che rallenta il ritmo, e Jalen Green in parte out per infortunio (problema all’hamstring), Butler entra in scena come uomo di supporto e opzione di profondità.

Prima di questo trasferimento, Butler era approdato ai 76ers in quel celebre scambio con i Wizards nel febbraio 2025, che includeva Reggie Jackson e diverse prime scelte future. In seguito, i 76ers hanno convertito il suo contratto da two-way a un contratto standard biennale, secondo le fonti, per garantirgli maggiore stabilità.

Prestazioni recenti: esplosione da 35 punti vs Lakers

Una delle vetrine più brillanti del Butler versione Suns è arrivata in pre-season: nel match contro i Lakers, partendo da titolare (con i titolari tradizionali in riposo), Butler ha infilato una prestazione da 35 punti (14/26 FG), 9 assist, 7 rimbalzi in 34 minuti di gioco. È stata una prova che ha scosso l’attenzione dei tifosi e degli addetti ai lavori, mostrando che la fiducia della squadra può essere ben riposta.

Nei primi match di “training slide”, Butler è stato preferito come opzione offensiva rispetto a Jordan Goodwin, giocando in media 16,6 minuti per partita nei primi tre incontri di preseason (contro i 13 minuti del compagno).Questo piccolo vantaggio in usage e opportunità può essere cruciale in vista della selezione finale del roster.

Sfide tattiche e punti di domanda

Butler non è un rookie assoluto: nella stagione 2024-25 ha giocato 60 partite totali tra Wizards e 76ers, con medie rispettabili: 9,0 punti, 3,7 assist e 1,8 rimbalzi in 17,4 minuti di utilizzo.

Ciononostante, alcune criticità permangono:

  • La percentuale da tre: Butler ha bisogno di alzare la sua efficienza da fuori per guadagnarsi minuti costanti in un roster competitivo.
  • Coesistenza con Green e Booker: bilanciare l’uso del pallone senza impattare negativamente le gerarchie già stabilite.
  • Adattamento difensivo: le difese NBA sono prodighe di attenzione sul tiratore/guard multidimensionale, quindi il suo contributo difensivo dovrà essere credibile.

Cosa può aspettarsi la stagione 2025-26

Se tutto gira per il verso giusto, Butler può:

  1. Diventare una carta offensiva di rotazione: una “spalla” che sblocca momenti in cui i titolari entrano in difficoltà.
  2. Crescere come playmaker secondario: sfruttare l’esperienza per dirigere piccoli spaccati quando la palla non è in mano a Booker.
  3. Guadagnarsi spazio nei playoff (se i Suns vi accedono): in contesti high-tempo spesso servono scorciatori che prendano iniziative proprie.

Jared Butler vive una fase importante della carriera: da prospetto con oscillazioni a potenziale risorsa chiave nei Suns, grazie a una prestazione precampionato memorabile e a fiducia crescente. Se riuscirà a mantenere la spinta vista con Los Angeles e ad adattarsi positivamente al sistema di Phoenix, può diventare uno dei nomi utili al roster vincente.

 
 
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