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La notizia più importante è arrivata soltanto dopo gli esami in ospedale: Nicolò Bulega sta bene e non ha riportato fratture. Il leader del Mondiale Superbike è stato protagonista ieri, 16 settembre, di una violenta caduta durante la seconda giornata di test Ducati al Mugello con il prototipo MotoGP da 850 cc destinato alla stagione 2027. L’incidente è avvenuto all’Arrabbiata 2, uno dei punti più veloci e impegnativi del circuito toscano, dove Bulega è stato disarcionato da un highside.

Dopo l’impatto il pilota emiliano è stato trasferito in ospedale per accertamenti. Gli esami hanno escluso lesioni importanti e Bulega è stato dimesso in giornata con alcune contusioni. Resta invece da capire se sarà in grado di partecipare al prossimo test della nuova Ducati, previsto lunedì 21 settembre al Red Bull Ring dopo il Gran Premio d’Austria.

La caduta arriva in un momento particolarmente delicato e allo stesso tempo straordinario della sua carriera: Bulega sta sviluppando la MotoGP che guiderà nel 2027, ha già firmato con il Pertamina Enduro VR46 Racing Team e tra pochi giorni si preparerà al round di Cremona, dove può conquistare matematicamente il primo titolo mondiale Superbike della carriera.

L’incidente all’Arrabbiata 2

La dinamica ricostruita nelle ore successive parla di un highside avvenuto intorno all’ora di pranzo.

Bulega stava completando la seconda giornata di lavoro con il prototipo Ducati 850 quando ha perso il controllo della moto all’Arrabbiata 2. L’impatto ha immediatamente consigliato un trasferimento in ospedale per escludere conseguenze più serie, considerando velocità e caratteristiche di quel tratto del Mugello.

Prima della caduta, Sky Sport riferisce che il pilota aveva girato in 1’46”5, circa sette decimi più lentamente del proprio miglior riferimento ottenuto durante una precedente sessione sullo stesso prototipo.

I tempi dei test privati non hanno naturalmente il valore di una qualifica e vengono influenzati dai programmi di sviluppo, dalle gomme e dalla quantità di carburante. Ma confermano quanto Bulega sia diventato centrale nel lavoro Ducati sulla nuova moto.

Nessuna frattura: il primo sospiro di sollievo

Le immagini e le prime informazioni sulla violenza dell’highside avevano creato inevitabile preoccupazione.

Gli accertamenti hanno però escluso fratture e altre problematiche serie. Bulega ha riportato contusioni ed è già rientrato a casa.

Per Ducati è la migliore notizia possibile, soprattutto considerando il calendario.

Il prossimo impegno potenziale sarebbe già lunedì 21 settembre al Red Bull Ring, dove diverse MotoGP 850 dovrebbero proseguire il programma di sviluppo. La sua presenza, però, viene considerata in forte dubbio: non avrebbe molto senso forzare il recupero pochi giorni dopo un impatto così pesante, soprattutto con il round WorldSBK di Cremona alle porte.

La priorità potrebbe quindi diventare recuperare completamente in vista del weekend italiano del 25-27 settembre.

A Cremona può diventare campione del mondo

Ed è proprio questo a rendere ancora più delicata la gestione delle prossime giornate.

Bulega arriva a Cremona con 553 punti, contro i 407 del compagno di squadra Iker Lecuona. Il vantaggio è quindi di 146 lunghezze quando mancano tre round alla conclusione del campionato.

Il regolamento offre diverse possibilità per chiudere matematicamente il Mondiale già in Lombardia. Bulega sarebbe campione dopo Gara 1 se riuscisse a portare il proprio margine su Lecuona a 161 punti; potrebbe festeggiare dopo la Superpole Race con 149 lunghezze di vantaggio oppure al termine di Gara 2 mantenendone almeno 124.

Lo stesso Bulega aveva già indicato Cremona come il luogo ideale per conquistare il titolo.

Per lui sarebbe il completamento perfetto di una stagione praticamente irreale.

Ventisei vittorie in ventisette gare

I numeri del 2026 spiegano perché Ducati abbia deciso di promuoverlo definitivamente in MotoGP.

Bulega ha vinto 26 delle prime 27 gare disputate nella stagione WorldSBK. A Magny-Cours ha conquistato un’altra tripletta, imponendosi in Gara 1, Superpole Race e Gara 2 e portando a 46 il totale delle vittorie nella categoria.

Gli manca soltanto un successo per eguagliare il record di 27 vittorie in una singola stagione, stabilito da Álvaro Bautista nel 2023.

Se riuscisse a conquistare il titolo già in Gara 1 a Cremona, inoltre, diventerebbe campione proprio nella centesima gara della propria carriera in WorldSBK.

Sono statistiche che spiegano meglio di qualsiasi dichiarazione il livello raggiunto dall’italiano.

Il 2027 sarà l’anno del ritorno in MotoGP

Il futuro è già definito.

Dal 2027 Bulega correrà stabilmente in MotoGP con il Pertamina Enduro VR46 Racing Team, dove farà coppia con Fermín Aldeguer. Avrà a disposizione una Ducati Desmosedici GP e tornerà così nella struttura con la quale aveva iniziato la propria carriera nel Motomondiale.

Il passaggio è particolarmente interessante perché coinciderà con il più importante cambio regolamentare della MotoGP degli ultimi anni.

Dal 2027 le moto passeranno dagli attuali 1000 cc ai nuovi 850 cc e Pirelli sostituirà Michelin come fornitore di pneumatici. Bulega si presenterà quindi al debutto con un vantaggio molto particolare: conosce già la nuova moto Ducati e conosce profondamente gli pneumatici Pirelli grazie agli anni trascorsi in Superbike.

È proprio per questo che Borgo Panigale lo sta utilizzando così intensamente nello sviluppo.

Bulega è già uno dei piloti più esperti sulla Ducati 850

Il paradosso è evidente.

Quando inizierà la stagione 2027, Bulega sarà un rookie a tempo pieno in MotoGP, ma potrebbe contemporaneamente essere uno dei piloti con più chilometri alle spalle sulla nuova generazione di prototipi.

I report provenienti dai test privati hanno ripetutamente indicato l’italiano tra i riferimenti del programma Ducati, anche se i tempi ufficiali non vengono pubblicati e quindi qualsiasi confronto diretto deve essere trattato con cautela.

Pablo Nieto, team manager VR46, ha sottolineato proprio questo vantaggio: Bulega conosce già sia la nuova moto sia le gomme che verranno utilizzate nel 2027. Valentino Rossi ha espresso a sua volta grande fiducia nella scelta, evidenziando quanto il momento sia favorevole per il passaggio definitivo nella classe regina.

Un ritorno alla VR46 che chiude un cerchio

La scelta possiede anche una componente personale.

Bulega era cresciuto nella VR46 Riders Academy e aveva disputato con il team di Valentino Rossi le prime stagioni nel Motomondiale. Il rapporto si era poi interrotto prima del passaggio definitivo alle derivate di serie, dove la sua carriera è letteralmente rinata.

Nel 2023 ha conquistato il titolo mondiale Supersport con 16 vittorie. Nel 2024 e nel 2025 ha chiuso secondo nel Mondiale Superbike. Nel 2026 sta dominando.

Quando è stato ufficializzato il ritorno, lo stesso pilota ha spiegato che compiere il salto in MotoGP con persone che conosce da anni rende il passaggio più semplice anche dal punto di vista umano.

Non è quindi soltanto una promozione Ducati. È anche il ritorno nel luogo dal quale era iniziato il suo percorso internazionale.

Prima il titolo, poi la nuova vita in MotoGP

La caduta del Mugello interrompe momentaneamente una fase nella quale Bulega stava correndo praticamente su due binari contemporaneamente.

Da una parte deve completare il lavoro con Aruba.it Racing-Ducati e trasformare una stagione dominante nel titolo mondiale che manca ancora matematicamente. Dall’altra è già immerso nello sviluppo della Desmosedici che guiderà nel 2027.

Ducati stessa, annunciando la separazione dal team Aruba al termine della stagione, ha indicato come ultimo obiettivo comune proprio la conquista del Mondiale piloti Superbike.

Per questo nelle prossime ore la gestione fisica sarà fondamentale.

Un test può essere saltato. Un programma di sviluppo può essere modificato. Arrivare a Cremona in condizioni non ottimali sarebbe invece un rischio evitabile.

L’highside all’Arrabbiata 2 ha fatto paura, ma gli esami hanno dato a Bulega la risposta più importante: nessuna frattura. Ora Ducati può permettersi di proteggerlo. Tra pochi giorni può diventare campione del mondo Superbike; tra pochi mesi comincerà la sua seconda vita in MotoGP.

 
 
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