La cronometro è di Evenepoel, ma Pogacar resta padrone del Tour
La cronometro individuale del Tour de France 2026 ha dato un verdetto chiaro ma non definitivo: Remco Evenepoel ha vinto la sedicesima tappa, da Évian-les-Bains a Thonon-les-Bains, ma Tadej Pogacar ha conservato saldamente la maglia gialla. La prova contro il tempo, lunga 26,1 chilometri e con circa 500 metri di dislivello, si è disputata martedì 21 luglio, mentre oggi, mercoledì 22 luglio, il Tour riparte con la diciassettesima tappa Chambéry-Voiron. Il sito ufficiale del Tour indica la cronometro come tappa 16 e conferma che la tappa odierna misura 174,7 chilometri.
Evenepoel ha chiuso la prova in 32’19”, battendo Pogacar di 28 secondi e Mattias Skjelmose di 1’04”. La classifica ufficiale del Tour riporta proprio questo podio di tappa, con il belga della Red Bull-BORA-hansgrohe davanti alla maglia gialla della UAE Team Emirates XRG e al danese della Lidl-Trek.
Il dato sportivo più forte è il doppio livello della giornata. Evenepoel ha confermato di essere uno dei migliori cronoman al mondo, capace di battere Pogacar su un terreno misto e nervoso. Pogacar, però, ha perso solo 28 secondi e mantiene un vantaggio molto ampio nella generale. Reuters ha riportato che lo sloveno resta leader con 4’32” su Evenepoel, mentre Isaac Del Toro rimane terzo.
Evenepoel, una vittoria da specialista vero
La vittoria di Evenepoel non è casuale. Il sito ufficiale del Tour ha sottolineato che il belga ha conquistato la terza cronometro individuale al Tour in tre edizioni diverse, dopo i successi di Gevrey-Chambertin 2024 e Caen 2025. Il successo del 21 luglio ha avuto anche un valore simbolico, perché è arrivato nel giorno della festa nazionale belga: secondo il Tour, è stata la decima vittoria belga di tappa in questa ricorrenza e la prima dal successo di Rudy Matthijs sugli Champs-Élysées nel 1985.
La prova di Evenepoel è stata costruita sulla continuità. Reuters ha scritto che il belga è stato più veloce di Pogacar in tutti gli intertempi, riuscendo a rosicchiare secondi senza cali evidenti. Non si è trattato quindi di un singolo tratto favorevole, ma di una cronometro gestita con precisione, potenza e capacità di lettura.
Pogacar perde la tappa, non il controllo della corsa
Per Pogacar, la giornata può essere letta quasi come una piccola sconfitta utile. Non ha vinto, ma ha limitato i danni contro uno specialista puro. La maglia gialla ha già costruito un vantaggio importante nelle tappe precedenti e può affrontare la fase finale del Tour con margini ancora consistenti.
Il sito ufficiale del Tour ricordava alla vigilia che Pogacar era già uno dei maestri delle cronometro nella Grande Boucle, con successi a La Planche des Belles Filles nel 2020, Laval nel 2021, Nizza nel 2024 e Peyragudes nel 2025. Proprio per questo la vittoria di Evenepoel assume peso: battere Pogacar in una prova contro il tempo non è mai un risultato ordinario.
La generale, però, continua a parlare sloveno. Reuters indica Pogacar ancora davanti a Evenepoel di 4’32”, con Del Toro terzo e Paul Seixas in lotta per il podio e la maglia bianca.
Del Toro e Seixas, il duello giovane continua
La cronometro ha avuto conseguenze importanti anche per la classifica giovani. Isaac Del Toro ha difeso il terzo posto nella generale, ma Paul Seixas ha guadagnato qualche secondo e ha ridotto il distacco. Reuters riporta che il francese, quarto nella prova, ora è a 20 secondi dal messicano nella lotta diretta alle spalle di Pogacar ed Evenepoel.
Questo è uno dei temi più interessanti del Tour 2026. Del Toro corre nella squadra della maglia gialla e deve continuare a proteggere Pogacar, ma allo stesso tempo ha una classifica personale enorme da difendere. Seixas, invece, è il volto francese della nuova generazione, spinto anche dal pubblico di casa e da una crescita costante nella terza settimana.
Il caso Lipowitz e una giornata segnata dalle cadute
La cronometro non ha prodotto soltanto distacchi. Florian Lipowitz, che era quinto nella generale, è caduto ed è stato costretto al ritiro. Reuters ha riportato che l’incidente è avvenuto vicino al traguardo e che il corridore ha dovuto abbandonare la corsa, mentre altre fonti internazionali hanno parlato di frattura alla clavicola.
È un passaggio che pesa perché la terza settimana del Tour si decide anche sulla resistenza fisica e mentale. Una caduta in cronometro può sembrare meno probabile rispetto alle tappe di gruppo, ma il percorso di Évian-Thonon era tecnico, con cambi di ritmo, tratti in salita, discesa e curve da affrontare ad alta velocità. Per Lipowitz il Tour si è chiuso nel momento peggiore, mentre la classifica generale entrava nella fase decisiva.
Oggi il Tour riparte con Chambéry-Voiron
Dopo la cronometro, oggi il Tour non corre contro il tempo ma su una tappa in linea. La diciassettesima frazione, Chambéry-Voiron, misura 174,7 chilometri e presenta 2.200 metri di dislivello. Tour Magazin la descrive come una giornata adatta agli sprinter più resistenti o a una fuga, con quattro GPM nella prima parte e un finale tecnico, compreso un ultimo chilometro con tre curve a 90 gradi e diversi rallentatori.
La tappa odierna può quindi diventare una giornata-trappola. Non dovrebbe stravolgere la classifica come le Alpi, ma può consumare energie, creare tensione e offrire spazio a squadre ancora a caccia di una vittoria. Il Tour ufficiale indica poi la tappa 18 del 23 luglio come giornata di montagna verso Orcières, segno che la corsa sta entrando nell’ultimo blocco decisivo.
Il Tour entra nella fase in cui ogni secondo pesa
La cronometro ha confermato due cose. La prima: Evenepoel è ancora abbastanza forte da mettere pressione a Pogacar. La seconda: Pogacar è ancora abbastanza solido da non trasformare quella pressione in allarme. In mezzo c’è la lotta per il podio, con Del Toro e Seixas separati da margini ridotti e con la terza settimana pronta a cambiare ancora gli equilibri.
Il Tour oggi riparte da Voiron, ma si porta dietro il verdetto della cronometro: Evenepoel può vincere le giornate, Pogacar continua a controllare la corsa. Per ribaltare davvero la Grande Boucle servirà molto più di una prova contro il tempo. Servirà una crisi, un attacco lontano o una giornata fuori scala. Finora, però, la maglia gialla ha mostrato di saper perdere una tappa senza perdere il Tour.
