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Il caso che divide il tennis

24 agosto 2025 — A New York il suo US Open si è fermato al secondo turno di qualificazioni, ma Sachia Vickery è comunque uno dei nomi più discussi della settimana. Non per un colpo vincente, bensì per la scelta — rivendicata pubblicamente — di affiancare al circuito WTA un profilo OnlyFans che, parole sue, le sta garantendo «i soldi più facili che abbia mai fatto». La 30enne americana, ex n.73 del mondo e oggi attorno alla 500ª posizione, ha spiegato ai media come l’attività online sia “life-changing” e più redditizia del tennis, attirandosi consensi e critiche.

Sachia Vickery
© Fanpage

Il racconto passa dai dettagli economici alle scelte personali: abbonamento mensile intorno ai 12,99 dollari, contenuti “più piccanti di Instagram” ma non espliciti, e una linea di principio che ha fatto rumore anche oltre lo sport — l’idea di chiedere un contributo economico agli uomini che vogliono uscire con lei, come deterrente contro il “tempo perso”. È il lato più provocatorio di una strategia che i siti italiani hanno raccontato con titoli netti, enfatizzando il confronto fra guadagni sul web e premi in campo.

Sul fronte sportivo, la settimana di Vickery a Flushing Meadows si è chiusa il 22 agosto 2025 con il k.o. in due set contro Ella Seidel (1-6 2-6 in 72’): nelle qualificazioni aveva cercato minuti e ritmo dopo lunghi stop, senza però trovare la continuità necessaria sul cemento newyorkese. Le testate italiane hanno usato proprio l’uscita di scena come gancio per il “caso OnlyFans”, che nel frattempo ha monopolizzato la conversazione social. Il dibattito non si spegnerà presto: tra chi la considera una mossa di marketing legittima e chi la giudica incompatibile con l’immagine del tennis, Vickery ha scelto di non arretrare. «Non mi vergogno», ha spiegato negli ultimi giorni.

Cosa resta adesso? Un’agenda autunnale da ricostruire tra ITF e WTA 125 per riempire il contachilometri e risalire la classifica, mentre sullo sfondo continuerà la discussione sulla sostenibilità economica del tennis di seconda fascia. Nel bene e nel male, Vickery è diventata il simbolo di un doppio lavoro che sempre più atleti esplorano per finanziare la carriera.

 
 
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