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All’Delta Center di Salt Lake City i Los Angeles Lakers piegano i Utah Jazz 108–106 al termine di una partita a onde: vantaggio Lakers in doppia cifra, rimonta Jazz nel terzo periodo con un 20–4 che riaccende l’arena, poi contro-break finale firmato Luka Dončić. Decisivi gli ultimi 60 secondi: Lauri Markkanen colpisce da tre per il -1 a :41, Dončić fa 1/2 ai liberi e sull’ultima azione Keyonte George sbaglia la tripla del sorpasso sulla sirena. È la fotografia di una gara in cui i Lakers hanno tenuto la barra sull’execution nei possessi corti, mentre Utah ha pagato un attacco troppo “a strappi”.

Come hanno vinto i Lakers

I Lakers hanno messo in campo un piano essenziale: transizione aggressiva (26 punti in contropiede) per evitare la difesa schierata di Utah e half-court centrato sulle letture di Dončić. L’ex Mavs chiude con 33 punti, 11 rimbalzi, 8 assist, alternando step-back e penetrazioni per generare scarichi su Austin Reaves (22+10 rimbalzi) e tiratori d’angolo. LeBron James (17 e 8 assist) ha gestito i possessi “di servizio”, muovendo la difesa con post alto e short-roll. Il dato-chiave è la qualità del tiro: percentuali non stellari ma scelte coerenti nelle ultime tre esecuzioni, quando i Jazz si sono schierati con cambio sistematico. Il canovaccio è confermato da AP/ESPN e dagli approfondimenti locali.

Utah: cosa è mancato davvero

I Jazz hanno messo paura con George (27) e Markkanen (20), producendo il parziale del terzo quarto grazie a maggiore pressione sul punto palla e rimbalzo difensivo più pulito. Nel finale però è mancata la shot creation contro il cambio 1-5: troppi isolamenti statici, poca rim pressure per costringere L.A. a ruotare. La tripla del sorpasso sulla sirena è il simbolo di un attacco rimasto sul filo, senza la giocata di vantaggio che aveva riaperto il match. I recap di agenzia coincidono sul film della serata.

Per i Lakers è un successo pesante fuori casa e un segnale sulla convivenza tra l’uso palla di Dončić e la regia “di complemento” di LeBron: quando i ruoli sono chiari, l’attacco gira. Per i Jazz resta la crescita dei giovani, ma servono soluzioni più rapide contro i cambi: hand-off e tagli sul lato debole per non vivere e morire di triple contestate. I prossimi incroci diranno se Utah riuscirà a trasformare gli strappi in continuità.

 
 
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