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Il tracciato tra tradizione e “colpi di scena”

La Stage 21 del Tour de France 2025, in programma domenica 27 luglio 2025, propone un percorso di 132,3 km da Mantes-la-Ville ai Champs-Élysées di Parigi, ma con una novità d’impatto: tre ripetute ascese alle strade acciottolate di Montmartre, a meno di 15 km dall’arrivo. Pur mantenendo i canonici otto giri lungo il viale simbolo della Grande Boucle, questa scelta tattica—voluta per omaggiare le strade usate nelle Olimpiadi 2024—potrebbe favorire una piccola fuga di valore o addirittura regalare un trionfo rocambolesco a chi saprà gestire meglio attacchi e rilanci, piuttosto che il classico sprint di gruppo.

Lo “show” degli sprinter sotto esame

Tradizionalmente, l’ultima frazione è appannaggio dei velocisti, che si giocano l’ultimo alloro sulla celebre pavé parigino. Ma le pendenze fino al 7% di Montmartre rischiano di punire chi arriva con gambe limite. In passato, corridori come Mark Cavendish e Andre Greipel hanno dominato con velocità pura, ma ora nomi come Jasper Philipsen e Fabio Jakobsen dovranno dimostrare non solo rapidità, ma anche resistenza. Se la fuga di giornata manterrà un margine di 30–40 secondi, il gruppo maglia gialla potrebbe essere costretto a inseguire con maggiore decisione, concedendo un’opportunità ai corridori a fine carriera in cerca di gloria.

La certezza Pogačar e i “pupilli” in classifica

Anche se il maillot jaune di Tadej Pogačar sembra ormai blindato—con oltre 4’24” sul rivale Jonas Vingegaard—il leader dello UAE Team Emirates ha ammesso di “voler provare a vincere la tappa, se le gambe lo permetteranno”. Dietro di lui, il giovane Florian Lipowitz (maglia bianca) e lo sprinter Kaden Groves (che ha trionfato lo scorso Stage 20) cercheranno di sfruttare ogni occasione, mentre la classifica a punti (maglia verde) potrebbe essere decisa proprio da questa volata “poco ortodossa”.

Cosa aspettarsi: tattica e spettacolo

Fase iniziale: fuga da lontano

Appena partiti da Mantes-la-Ville, ci si aspetta un tentativo di fuga coraggioso da parte di corridori abili nelle brevi ascese e nei terreni misti: pensate ad attaccanti del calibro di Matej Mohorič o Wout van Aert, capaci di costruire vantaggi su piccoli strappi e falsopiani nei primi 40-50 km. Sarà fondamentale per il gruppo fare attenzione al ritmo imposto dal Team Jumbo-Visma e dall’UAE Team Emirates: un margine di 3–4 minuti sarà sufficiente a far lavorare i velocisti in “congiura silenziosa”, lasciando che la fuga sia tenuta d’occhio senza esaurire tutte le forze prima di Montmartre.

Montmartre 1 & 2: selezione naturale

Il vero banco di prova arriva sulle pendenze di Montmartre, affrontate per due volte nell’arco di 15 km. Qui, i professionisti delle brevi salite—come il recente vincitore della tappa 16, Valentin Paret-Peintre, o scalatori “light” tipo Tadej Pogačar stesso—potrebbero tentare scatti micidiali per fuggire al gruppo di inseguitori. Ogni ripetizione introduce cambi di ritmo, angoli stretti e pavé insidioso: chi arriverà più fresco e ben piazzato al piede dell’ultima ascesa potrà cogliere di sorpresa gli uomini di classifica, mandando in crisi i treni dei velocisti.

Finale sugli Champs-Élysées: volata d’onore

Dopo l’ultimo scollinamento, la discesa verso Parigi è un invito alla spettacolare volata di gruppo: freschi del trionfo di Montmartre, gli sprinter puri – da Jasper Philipsen a Arnaud Démare – coordineranno i loro treni per rientrare sulla fuga ormai ridotta a uno o due uomini. Gli ultimi 6 km sui viali degli Champs-Élysées manterranno intatta la tradizione: un susseguirsi di curve, rettilinei e pavé che premia chi avrà saputo dosare le energie, piazzarsi in testa al “pre-sprint” e lanciare lo scatto “da film” sul traguardo. Sarà il mix perfetto di storia, tattica e pura potenza umana.

 
 
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