formula 1
 

Dopo due anni in Australia è arrivata la prima netta sconfitta per la Mercedes grazie alla Ferrari e a Sebastian Vettel, e, anche se la corsa ha avuto un livello straordinario per dare inizio al mondiale, c’è qualcuno a cui sono saltati i nervi. È vero che i dominatori dell’ “epoca ibrida” ha iniziato con una sconfitta dalla Scuderia Ferrari e, sorgeranno molti più problemi quando la Red Bull migliorerà, ma ciò che preoccupa la FIA è che il divario tra questi team e il resto della griglia è uguale o peggiore di quello dell’anno scorso. Solo Massa, al sesto posto, è sfuggito dall’essere doppiato dal leader.

Sono un po’ nervoso perché c’è troppa differenza tra le vetture“, ammette Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale, ad Autosport, testata motoristica d’oltremanica. Poi aggiunge: “Onestamente, io sono un po’ preoccupato che tra il primo e il settimo on l’ottavo ci siano circa due secondi, la differenza è troppo grande. Sogniamo di avere le prime dieci vetture a sette o otto decimi, ma la discrepanza tra i bilanci tra le piccole squadre e quelle grandi è molto forte.

In effetti, come si può notare dalle qualificazioni di Melbourne, tra la pole e il sesto posto conquistato da Grosjean, ci sono quasi due secondi (1,88), basta guardare la classificazione del primo gran premio dell’anno per rendersene conto.

La Ferrari ha fatto un buon passo in avanti con la nuova normativa, è abbastanza impressionante. La Mercedes è ancora molto forte e non ho mai messo in dubbio che Bottas sarebbe stato molto competitivo. E la Red Bull sembra essere un po’i ndietro.

Il massimo dirigente FIA è preoccupato del fatto che più della metà della griglia sembra essere molto lontano dalle big, ma almeno sembra essere felice con l’aspetto e le prestazioni delle nuove monoposto: “Sembrano grandi. Probabilmente andare in avanti non sarà così facile come avevamo sperato, ma tutti volevano che le vetture fossero più difficili da guidare e capisco che lo siano“, dice.

In sostanza, il francese chiede che ci sia più equilibrio in Formula 1, dove l’elite sia accessibile anche a chi in passato non ha dominato le piste di mezzo mondo.

Fonte: Autosport

 

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