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Un minuto. È bastato questo a Francesco Nuzzi per trasformare il proprio debutto in UFC in una delle notizie più importanti dell’anno per le MMA italiane. Oggi, 29 agosto, il fighter pugliese ha battuto il cinese Xiao Long per TKO al primo round a UFC Shanghai, chiudendo il combattimento esattamente dopo 60 secondi e sfruttando nel modo migliore un’opportunità arrivata con appena dieci giorni di preavviso.

Nuzzi era entrato nell’ottagono da debuttante, contro un avversario di casa con 38 incontri professionistici alle spalle e dopo una settimana in cui tutto era accaduto a velocità impressionante. Ne è uscito da vincitore e con un’immagine difficile da dimenticare: Xiao in difficoltà sotto una raffica di colpi, l’arbitro Herb Dean che interrompe l’incontro e l’italiano che festeggia il proprio ingresso nella più importante organizzazione mondiale di arti marziali miste.

A rendere la storia ancora più particolare c’è il calendario. Nuzzi, nato il 28 agosto 1996, aveva compiuto 30 anni appena il giorno precedente. Il regalo è arrivato nell’ottagono, davanti al pubblico di Shanghai.

Nuzzi-Xiao Long, cosa è successo nel minuto decisivo

Il combattimento è partito a una velocità impressionante.

Xiao Long ha provato immediatamente a utilizzare il sostegno del pubblico e la propria aggressività. Nei primi secondi ha attaccato Nuzzi con una ginocchiata volante, riuscendo a portare momentaneamente l’italiano a terra. Nuzzi si è però rialzato senza mostrare conseguenze.

Pochissimo dopo il match è stato momentaneamente sospeso a causa di un colpo accidentale all’occhio subito dal cinese.

Alla ripresa, tutto è cambiato.

Nuzzi ha trovato spazio con il sinistro e ha scosso Xiao. Il cinese ha perso stabilità e l’italiano ha immediatamente capito che quello era il momento per chiudere. Ha aumentato il volume dei colpi, costringendo l’avversario ad abbassarsi e continuando l’azione fino all’intervento di Herb Dean.

Il cronometro segnava 1:00 del primo round.

Xiao ha inizialmente protestato per l’interruzione, ma appariva ancora instabile dopo lo stop. Per Nuzzi non c’erano invece dubbi: primo incontro UFC, prima vittoria e primo successo per TKO nell’organizzazione.

Dieci giorni per cambiare una carriera

La dimensione dell’impresa si capisce ancora meglio considerando come Nuzzi sia arrivato a Shanghai.

Il 24 agosto Cage Warriors aveva annunciato ufficialmente la firma dell’italiano con UFC. L’accordo era arrivato in short notice, con appena dieci giorni per preparare il combattimento contro Xiao Long. Il pugliese si presentava con un record professionistico di 11 vittorie, due sconfitte e due no contest e con un 72% di successi ottenuti prima del limite.

Non era quindi un debuttante nelle MMA professionistiche.

Era però un debuttante nel contesto completamente differente della UFC: maggiore esposizione mondiale, pressione mediatica, trasferta in Cina e un avversario sostenuto dal pubblico di casa.

Nuzzi ha cancellato tutto in sessanta secondi.

Con il successo di oggi, il suo record professionistico sale a 12 vittorie e due sconfitte, oltre ai due no contest.

Chi è Francesco Nuzzi, il “Berserker” delle MMA italiane

Dietro il minuto di Shanghai ci sono dieci anni di carriera professionistica.

Nuzzi combatte tra i pesi gallo ed è conosciuto con il soprannome di “Berserker”. Ha iniziato a praticare karate da bambino, a sei anni, e nel tempo ha sviluppato una preparazione molto più ampia: cintura nera di kickboxing e cintura marrone di jiu-jitsu brasiliano.

È passato attraverso numerose organizzazioni.

Ha combattuto nella Italian Fighting Championship, in Venator, Brave CF, PFL e più recentemente Cage Warriors. Nel 2018 conquistò un titolo professionistico in Italia e nel 2023 ottenne uno dei risultati che maggiormente contribuirono a far conoscere il suo nome all’estero: vittoria per KO contro Farbod Iran Nezhad nel main event di PFL Europe a Berlino.

Nel suo percorso figura anche un successo ai punti contro Bernardo Sopaj, successivamente approdato in UFC.

Nuzzi era insomma da tempo uno dei profili italiani più vicini a poter ricevere la chiamata della principale promotion mondiale.

Quando la telefonata è arrivata, non ha chiesto mesi di preparazione.

Ha detto sì.

Il no contest di Roma e l’occasione che sembrava sfumata

Il 2026 non era iniziato nel modo ideale.

L’11 aprile Nuzzi aveva avuto l’opportunità di combattere nel main event di Cage Warriors 204 a Roma, davanti al pubblico italiano, contro Manoel Silva. Il match era però terminato in modo anticlimatico con un no contest a causa di un colpo accidentale.

Per un fighter che cercava una prestazione capace di aprire definitivamente la porta della UFC fu una serata frustrante.

Quattro mesi più tardi, invece, la porta si è aperta senza preavviso.

La UFC aveva bisogno di completare il programma di Shanghai e Nuzzi ha accettato di affrontare Xiao Long.

L’occasione era rischiosa. Perdere dopo una preparazione così breve avrebbe potuto rallentare nuovamente la carriera. Vincere, invece, significava entrare immediatamente nei radar della divisione.

La modalità con cui ha vinto amplifica ulteriormente il risultato.

Un altro italiano nella UFC

Prima dell’incontro, UFC indicava Nuzzi come il terzo fighter italiano presente nell’attuale roster dell’organizzazione.

È un particolare importante per un movimento che storicamente ha avuto una presenza limitata nella promotion americana.

Da Alessio Sakara in avanti, soltanto un numero relativamente ristretto di atleti italiani è riuscito a entrare nell’ottagono UFC. Per questo ogni nuovo ingresso assume un significato che va oltre il singolo atleta.

Nuzzi ha fatto qualcosa in più: non si è limitato a entrare.

Ha prodotto uno dei debutti più rapidi che potesse immaginare.

Adesso la UFC dovrà scegliere il prossimo avversario

La vittoria modifica immediatamente il suo status.

Prima di Shanghai era un debuttante chiamato con dieci giorni di preavviso. Dopo Shanghai è un peso gallo con una vittoria per TKO in sessanta secondi e una reputazione da finisher ulteriormente rafforzata.

La sua scheda UFC, prima del match, riportava otto successi al primo round, cinque vittorie per KO e tre per sottomissione.

Oggi va aggiunto un altro stop.

È ancora troppo presto per capire quale sarà il prossimo incrocio e quando Nuzzi tornerà nell’ottagono. Molto dipenderà dai programmi della promotion e dalle condizioni fisiche dopo Shanghai.

Ma la cosa più difficile è già stata fatta.

A trent’anni appena compiuti, Francesco Nuzzi ha raggiunto la UFC dopo una carriera costruita attraverso il circuito europeo e ha impiegato soltanto un minuto per dimostrare di volerci restare.

 
 
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