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Fabio Quartararo arriva alla gara del Gran Premio di Aragón con più domande che certezze. Il sabato del francese è terminato nel modo peggiore: ritiro nella Sprint dopo un problema al motore della Yamaha M1, accompagnato da una vistosa fumata che lo ha costretto a fermarsi lungo il circuito del MotorLand. E il particolare più preoccupante è che il campione del mondo 2021 aveva capito in anticipo che qualcosa non funzionava.

La gara lunga partirà oggi, domenica 30 agosto, alle 14 italiane, ma Quartararo dovrà affrontarla dalla diciassettesima posizione della griglia. Una situazione difficile su una pista che non è mai stata tra le più favorevoli alla Yamaha e in un fine settimana durante il quale il francese ha ammesso di sentirsi quasi più un collaudatore che un pilota impegnato nella ricerca del risultato.

Il warm-up di questa mattina ha almeno restituito un segnale più positivo: Quartararo ha chiuso quinto, mentre Jorge Martín si è fermato al quindicesimo posto e Bagnaia al diciassettesimo. Un risultato che non cancella quanto successo sabato, ma suggerisce che la M1 possa avere qualche margine in più sulla distanza lunga.

Il motore si rompe dopo quattro giri

La Sprint di Quartararo è durata meno di metà gara.

Partito diciassettesimo, il francese aveva incontrato problemi fin dai primi metri. Una difficoltà con il dispositivo posteriore di abbassamento della moto aveva già compromesso lo scatto e, mentre altri piloti Yamaha riuscivano almeno a guadagnare qualche posizione, il numero 20 restava lontano dalla zona punti.

Poi, al quinto giro, la scena che nessuno nel box Yamaha voleva vedere.

La M1 ha iniziato a perdere potenza e poco dopo una densa fumata ha accompagnato la rottura. Quartararo ha rallentato immediatamente e portato la moto fuori dalla traiettoria, chiudendo la Sprint senza poter vedere la bandiera a scacchi.

Il pilota ha spiegato che i primi segnali erano arrivati praticamente subito: il motore non rispondeva normalmente e sul rettilineo la potenza stava progressivamente diminuendo. Aveva già sperimentato sensazioni simili durante i test in Thailandia e aveva quindi intuito cosa stesse per succedere.

Per Yamaha è un episodio particolarmente delicato perché si tratta della prima rottura di questo tipo durante un weekend di gara con la nuova configurazione V4.

La rivoluzione V4 non ha ancora risolto i problemi

Il 2026 avrebbe dovuto segnare una svolta tecnica.

Yamaha aveva annunciato il passaggio dal tradizionale quattro cilindri in linea al motore V4, una scelta storica per il progetto MotoGP della casa di Iwata. La decisione nasceva dalla necessità di ridurre il divario rispetto a Ducati, Aprilia e KTM soprattutto sul piano della potenza, della capacità di accelerazione e della gestione aerodinamica.

La strada, però, si sta rivelando lunga.

Il V4 aveva già mostrato problemi di affidabilità nei test invernali. La situazione di Aragón ha quindi riaperto un tema che Yamaha sperava di avere progressivamente superato.

Quartararo stesso non sa con precisione quanti chilometri avesse percorso l’unità utilizzata sabato, ma ha espresso la speranza che si trattasse di un motore già molto sfruttato. Yamaha gode delle concessioni regolamentari e può utilizzare più motori rispetto ai costruttori di fascia superiore, ma ogni rottura resta comunque un campanello d’allarme.

L’affidabilità, oltretutto, è soltanto una parte del problema.

“Questo weekend sono quasi un test rider”

Le parole diffuse dal team Yamaha dopo la Sprint raccontano bene il momento.

Quartararo ha spiegato che nel corso del fine settimana sono state provate numerose soluzioni tecniche, passando da un telaio all’altro e modificando continuamente la configurazione della moto. Il risultato è stato un weekend nel quale costruire riferimenti costanti è diventato molto complicato.

Ad Aragón Yamaha ha portato infatti nuovi componenti, compreso un telaio aggiornato.

Il francese, però, non ha nascosto la propria insoddisfazione: la moto è rimasta lenta e la necessità di continuare a confrontare materiale diverso ha trasformato prove e gara breve in una sorta di sessione di sviluppo allargata.

È un approccio comprensibile pensando alla necessità di ricostruire il progetto tecnico, ma particolarmente frustrante per un pilota abituato a lottare per pole position e vittorie.

Dal titolo mondiale al quindicesimo posto in classifica

La situazione del Mondiale fotografa bene la difficoltà.

Dopo la Sprint di sabato, Quartararo occupa il quindicesimo posto della classifica con 55 punti. Il leader Jorge Martín ne possiede 245.

Il confronto non serve tanto per immaginare una battaglia iridata ormai inesistente, quanto per misurare quanto Yamaha sia lontana dalla zona nella quale il suo pilota di riferimento vorrebbe competere.

Il campione del mondo 2021 ha dimostrato ripetutamente di poter ancora produrre giri velocissimi quando trova le condizioni giuste. Il problema riguarda la costanza.

Su alcune piste la M1 riesce a permettergli di sfruttare completamente le proprie qualità in ingresso curva. Su altre, soprattutto quando il grip diminuisce e serve accelerazione, le difficoltà diventano molto più visibili.

Aragón appartiene alla seconda categoria.

Il quinto posto nel warm-up apre una piccola speranza

Questa mattina il quadro è apparso almeno parzialmente diverso.

Marco Bezzecchi ha dominato il warm-up, seguito da Pedro Acosta e Marc Márquez, ma Quartararo è riuscito a salire fino al quinto tempo.

Dieci minuti non possono cancellare un weekend.

Possono però fornire indicazioni sull’assetto scelto per la gara e sulla possibilità di disputare una domenica meno complicata rispetto a quella immaginata dopo la rottura del sabato.

Partire diciassettesimo rimane un handicap enorme.

Quartararo dovrà affrontare il traffico nelle prime curve e cercare sorpassi su un circuito nel quale recuperare posizioni senza consumare eccessivamente le gomme non è semplice.

L’obiettivo realistico diventa quindi risalire il gruppo e raccogliere punti.

La pazienza di Quartararo viene ancora messa alla prova

Da anni il rapporto tra Quartararo e Yamaha ruota intorno a una promessa: tornare insieme ai vertici.

Il francese ha scelto di credere nel progetto anche quando le offerte e le possibilità di cambiare costruttore non mancavano. In cambio ha chiesto a Yamaha investimenti, velocità nello sviluppo e una moto capace di permettergli nuovamente di giocarsi vittorie con continuità.

Il passaggio al V4 è stato la risposta più radicale.

Ma costruire una MotoGP completamente diversa richiede tempo, e il 2026 sta mostrando quanto il processo possa essere doloroso.

Una rottura del motore nel mezzo di una Sprint non è semplicemente uno zero in classifica. Rappresenta un altro problema da analizzare proprio mentre gli ingegneri cercano contemporaneamente prestazione, guidabilità e affidabilità.

Quartararo, nel frattempo, deve continuare a correre.

Aragón diventa una gara di reazione

Alle 14 scatterà quindi una delle gare più complicate della sua stagione.

Davanti partiranno Bezzecchi, Marc Márquez e Alex Márquez. Quartararo sarà soltanto diciassettesimo, in una zona della griglia nella quale il primo giro può diventare caotico.

Non potrà realisticamente pensare al podio salvo eventi eccezionali.

Può però trasformare la gara in una sessione utile per verificare le soluzioni provate durante il weekend e capire se il quinto tempo del warm-up rappresenti qualcosa di più di un semplice giro veloce.

Per Yamaha, ogni dato raccolto ha un peso.

Per Quartararo, però, esiste anche la necessità di tornare a sentirsi pilota e non soltanto collaudatore.

Il fumo visto sabato ha reso perfettamente visibile la fase difficile attraversata dal progetto. Oggi il numero 20 proverà almeno a trasformare la diciassettesima posizione di partenza in una rimonta, mentre a Iwata dovranno capire perché il nuovo V4 abbia dato segnali di cedimento proprio nel momento in cui Yamaha sta cercando di costruire il proprio futuro.

 
 
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