atp
Tempo di lettura stimato: 3 minuti
   

Una sconfitta che pesa, ma non cancella il torneo

Felix Auger-Aliassime è uscito da Wimbledon dopo una battaglia che resterà nella storia recente del torneo. Novak Djokovic lo ha battuto nei quarti di finale con il punteggio di 7-6(10), 3-6, 6-3, 6-7(4), 7-6(10-4), al termine di cinque ore e quindici minuti. Wimbledon ha definito il match il quarto di finale più lungo mai giocato nel torneo, chiuso alle 22.52 sul Centre Court.

La notizia, però, non è soltanto la vittoria del serbo. È anche la conferma di un Auger-Aliassime finalmente competitivo fino in fondo sull’erba londinese, capace di trascinare uno dei più grandi giocatori della storia dentro una partita di nervi, resistenza e dettagli. Reuters ha raccontato il successo di Djokovic come una prova di “racchetta e cuore”, sottolineando anche il valore della prestazione del canadese, arrivato a un passo dall’eliminare il sette volte campione di Wimbledon.

Il percorso fino ai quarti

Auger-Aliassime era arrivato al confronto con Djokovic dopo un altro match durissimo, vinto agli ottavi contro Alejandro Davidovich Fokina. Wimbledon ha riportato il successo del canadese in cinque set: 6-7(4), 7-6(6), 6-3, 6-7(2), 6-1.

Questo dato è importante perché racconta il peso fisico accumulato prima del quarto. Auger-Aliassime ha giocato due partite consecutive di enorme intensità, dimostrando una tenuta mentale che negli anni era stata spesso messa in discussione. La sua carriera è sempre stata accompagnata da aspettative altissime: potenza al servizio, atletismo, colpi pesanti, talento da top player. A Wimbledon 2026, pur senza arrivare in semifinale, ha mostrato una versione più matura.

Il duello con Djokovic e la gestione dei momenti decisivi

Contro Djokovic, il canadese ha avuto il merito di restare nella partita anche quando l’inerzia sembrava sfuggirgli. Ha perso il primo set al tie-break dopo una lotta lunghissima, ha reagito vincendo il secondo, ha ceduto il terzo, poi ha trovato ancora energie per portare il match al quinto. È proprio questa capacità di rientrare emotivamente nella partita che rende la sconfitta diversa da molte altre.

Djokovic, però, ha ancora una qualità che nei grandi tornei pesa più di ogni statistica: sa giocare i punti decisivi con una lucidità superiore. Nel super tie-break finale, il serbo ha trovato la precisione e la gestione emotiva necessarie per chiudere. Il programma ufficiale di Wimbledon conferma il risultato del match e il successo di Djokovic sul canadese nel quarto di finale maschile.

Cosa resta ad Auger-Aliassime

La sconfitta fa male perché l’occasione era enorme. Battere Djokovic a Wimbledon, in cinque set, in un quarto di finale storico, avrebbe cambiato il peso della stagione e forse anche la percezione della carriera di Auger-Aliassime. Ma proprio il modo in cui è arrivata l’eliminazione offre una lettura meno negativa.

Il canadese ha dimostrato di poter reggere il massimo livello su una superficie che premia servizio, aggressività e coraggio. Ha tenuto fisicamente, ha accettato lo scambio, ha spinto nei momenti difficili. Non ha vinto, ma non è uscito ridimensionato. Anzi, il suo Wimbledon dice che il margine per tornare stabilmente nelle fasi finali degli Slam esiste ancora.

Una nuova base per il futuro

Auger-Aliassime resta un giocatore da valutare non solo attraverso il risultato, ma anche attraverso il percorso. A Wimbledon 2026 ha battuto avversari complicati, ha superato maratone, ha portato Djokovic al limite. Il salto successivo sarà trasformare queste prestazioni in vittorie contro i grandi nei momenti decisivi.

Il tennis maschile vive una fase in cui Sinner, Alcaraz e Djokovic continuano a rappresentare riferimenti fortissimi. Inserirsi davvero in quel gruppo richiede continuità, non soltanto picchi. Auger-Aliassime ha ancora bisogno di ridurre le pause, gestire meglio alcuni passaggi al servizio e trovare maggiore concretezza nei tie-break più pesanti.

Wimbledon, però, gli consegna una certezza: il suo tennis può funzionare anche nelle partite più lunghe, più dure e più esposte. La semifinale è sfumata per pochi punti, ma la prestazione resta. E per un giocatore spesso giudicato più per ciò che avrebbe dovuto diventare che per ciò che ha già costruito, questa sconfitta può diventare un punto di ripartenza.

 
 
Tempo di lettura stimato: 3 minuti
 
 

Leggi Anche

Loading...