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Il Mugello come punto più basso

Fabio Quartararo è uscito dal Gran Premio d’Italia con parole durissime e una classifica che fotografa la crisi Yamaha. Il francese ha chiuso il weekend del Mugello al 18° posto nella gara lunga, dopo una Sprint già complicata, mentre Aprilia dominava con Marco Bezzecchi e Jorge Martin davanti a Francesco Bagnaia. Reuters ha raccontato la domenica italiana come una festa Aprilia e una sconfitta simbolica per Ducati, ma nel fondo della classifica c’è anche il caso Yamaha.

La dichiarazione più forte è arrivata dopo la Sprint. A GPOne, Quartararo ha detto che Yamaha è “completamente perduta”, spiegando di non vedere miglioramenti e di considerare ormai insufficiente il semplice lavoro di assetto. Secondo il francese, servono parti nuove: la moto è sostanzialmente la stessa da mesi e non sta offrendo progressi reali.

“L’importante è non farsi male”

Il passaggio più preoccupante non riguarda solo la performance, ma la sicurezza e la motivazione. Quartararo ha spiegato che l’obiettivo principale, in un weekend come quello del Mugello, diventa evitare di farsi male. Ha aggiunto di voler preservare la propria forma per il futuro, ammettendo che anche entrare in zona punti sarebbe stato difficile.

Dopo la gara lunga, il tono non è cambiato. FormulaPassion ha riportato le parole del francese: nei primi giri sentiva di poter spingere, poi le sensazioni sono peggiorate in alcune curve e ha deciso di rallentare per evitare cadute e ridurre i rischi.

La caduta del venerdì e una fiducia mai trovata

Il Mugello era già cominciato male. Sky Sport ha mostrato la caduta di Quartararo nelle pre-qualifiche, con la bandiera rossa e pezzi della Yamaha sparsi in pista. In un circuito veloce, fisico e impegnativo come quello toscano, perdere fiducia davanti diventa un problema enorme.

Quartararo è un pilota che ha costruito la sua grandezza sulla frenata, sulla sensibilità d’avantreno e sulla capacità di portare velocità in curva. Se la Yamaha non gli dà feeling, il suo punto di forza si trasforma in un rischio. E quando un campione del mondo decide consapevolmente di rallentare per non cadere, la crisi non è più solo di classifica.

L’intervista a Moto.it: Bagnaia, Yamaha e il futuro

Il 2 giugno Quartararo ha aggiunto altri passaggi importanti in un’intervista esclusiva a Moto.it. Ha smentito di aver consigliato Pecco Bagnaia sul futuro, spiegando che non avrebbe senso chiedere a un pilota di un’altra marca un parere su una decisione così personale. Ha poi detto che non è vero che Bagnaia non sia andato in Yamaha per colpa sua.

Nella stessa intervista, Quartararo ha ammesso che oggi è facile giudicare l’ultimo rinnovo con Yamaha come un errore, ma che nel momento della firma non lo vedeva così. Ha aggiunto che, con il motore dell’anno precedente, Yamaha avrebbe potuto fare meglio nel 2026, anche se il progetto V4 era già stato scelto.

Safety Commission e piloti: “Bagnaia o Marini vanno benissimo”

Quartararo ha parlato anche della Safety Commission, spiegando di non partecipare perché in passato, secondo lui, molte richieste non venivano ascoltate o venivano applicate troppo tardi. Alla proposta di Luca Marini di individuare Bagnaia come figura di riferimento dei piloti, il francese ha risposto che Bagnaia o Marini andrebbero benissimo.

È un dettaglio interessante perché mostra un Quartararo meno isolato sul tema sicurezza che sul tema tecnico Yamaha. Sulla moto è quasi una voce solitaria e frustrata; sulla rappresentanza dei piloti, invece, riconosce il ruolo di chi partecipa con continuità al confronto istituzionale.

Yamaha davanti a un bivio

Il problema Yamaha non può essere risolto con un singolo weekend. Quartararo ha detto chiaramente che non basta cambiare regolazioni: servono sviluppi. Il dato sportivo è crudele: dopo tre GP chiusi in zona punti e un quinto posto a Barcellona, la M1 è crollata al Mugello, con il francese fuori dalla zona punti e costretto a correre in difesa.

Per Yamaha, la situazione è delicata anche sul piano politico. Avere in casa un campione del mondo che parla apertamente di moto “perduta” significa dover rispondere non con promesse, ma con pezzi, test, aggiornamenti e risultati. Il progetto tecnico deve dimostrare rapidamente di avere una direzione.

Il campione che non vuole più esporsi inutilmente

La frase più importante è forse la più semplice: Quartararo vuole vincere un altro Mondiale. Lo ha ribadito a Moto.it, indicando quel sogno come il vero obiettivo sportivo dopo il titolo del 2021.

Il punto è capire se potrà farlo con Yamaha. Le ultime dichiarazioni raccontano un pilota stanco, lucido e sempre meno disposto a coprire i limiti tecnici con il proprio rischio personale. Al Mugello non ha perso soltanto posizioni. Ha perso fiducia. E in MotoGP, quando un pilota come Quartararo smette di fidarsi della moto, il problema diventa strutturale.

La stagione non è finita, ma il messaggio è chiarissimo: Yamaha deve reagire subito. Perché Fabio Quartararo può accettare la fatica di ricostruire. Non sembra più disposto ad accettare l’idea di correre senza vedere una strada.

 
 
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