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Certe storie attraversano decenni e rimangono appese a un’immagine: un peso massimo alto, asciutto, che incassa e non cede davanti al più grande di tutti. Joe Bugner se n’è andato a 75 anni in una casa di cura a Brisbane, e con lui un pezzo di boxe europea e australiana. Lo ha reso noto il British Boxing Board of Control, notizia ripresa in pochi minuti dalle principali agenzie internazionali.

Nato in Ungheria e cresciuto nel Regno Unito dopo la fuga della famiglia nel ’56, Bugner costruì una carriera lunghissima (32 anni) e mai banale: 83 incontri, 69 vittorie (41 KO), 13 sconfitte, tre volte campione d’Europa e detentore dei titoli britannico e del Commonwealth. Per molti resterà soprattutto l’uomo capace di andare alla distanza con Muhammad Ali e Joe Frazier nel 1973, per poi sfidare di nuovo Ali a Kuala Lumpur nel 1975 per le cinture WBA e WBC.

Joe Bugner - Muhammad Ali
© Gazzetta dello Sport

A metà anni Ottanta la svolta: il trasferimento in Australia, dove diventa “Aussie Joe”, abbraccia la seconda parte di carriera e conquista anche il titolo nazionale nel 1995. Nel Paese che lo adotta, Bugner diventa volto popolare, tra ring, tv e cinema, senza mai rinnegare la radice britannica. Le ricostruzioni delle testate australiane parlano di un campione amato e rispettato, segnato negli ultimi anni da problemi di salute.

Se i KO non raccontano tutto, la resilienza contro i miti sì: il Bugner “contabile” delle distanze, il jab economico ma costante, la tenuta atletica. Con Henry Cooper firmò nel 1971 una vittoria epocale che gli valse il triplete nazionale (British, Commonwealth, European). A fine carriera, chiude nel 1999, lasciando un’eredità fatta di longevità e disciplina, e la rara dignità di chi seppe riconoscere quando fermarsi.

Le reazioni: messaggi di cordoglio da promoter, leghe e media internazionali. ESPN, Reuters e ABC tracciano il ritratto di un professionista serio, capace di attraversare più ere dei pesi massimi senza perdere identità.

Forse non è mai stato considerato tra i migliori pugili di sempre, ma di sicuro li ha intimoriti.

 
 
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