Wimbledon
 

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Mgliaia di eventi cancellati o rinviati per colpa del Covid-19, c’è chi riuscirà a contenere le perdite grazie a una copertura assicurativa. Stiamo parlando di Wimbledon: dietro alla cancellazione del più prestigioso torneo di tennis del mondo, infatti, c’è anche la tutela degli interessi dell’All England Club, pronto a incassare oltre 113 milioni di euro. Nel 2003, quando il mondo era attraversato dalla paura per l’epidemia di Sars, gli organizzatori aggiunsero ai contratti di assicurazione una clausola che li tutelasse in caso di annullamento per pandemia. A fronte di un premio annuale di poco più di 1.700.000 euro, Wimbledon si trova così i propri conti almeno parzialmente tutelati.

Tutela parziale

Gli organizzatori hanno infatti ammesso che la cancellazione provocherà comunque una perdita. Difficile quantificarla con esattezza, ma si sa che l’edizione del 2018 aveva fruttato oltre 288 milioni di euro. Dal totale vanno scorporati i 45 milioni di euro messi a bilancio come premi per i partecipanti, che ovviamente que- st’anno non saranno corrisposti. Il torneo londinese è il solo dei quattro dello Slam ad avere un’assicurazione che copre contro l’annullamento da virus. Per questo motivo la federazione francese non ha potuto mettere in conto la possibilità di cancellare il Roland Garros ed è stata costretta a tentare di riprogrammarlo tra settembre e ottobre, unica via per evitare una perdita finanziaria che si aggira sui 260 milioni di euro. Wimbledon ha anche ritenuto non percorribile l’ipotesi di disputare le partite a porte chiuse: tra atleti, coach, arbitri, raccattapalle e addetti alla tv si è calcolato in 5000 il numero di persone che avrebbero comunque gravitato nel quartiere di Londra.

Intanto la Lawn Tennis Association (Lta) ha stanziato oltre 27 milioni di euro per sostenere il movimento britannico: una parte di questi soldi andranno ai giocatori tra il 101° e il 750° posto nel ranking mondiale (anche ai doppisti piazzati tra il 101° e il 250° posto) ma, più in generale, l’aiuto è rivolto ai circoli sparsi nel territorio. «Vogliamo aiutare chi è stato colpito maggiormente dalla pandemia. Il nostro sport non è per nulla al riparo dall’impatto del coronavirus, una minaccia che può mettere a rischio il futuro stesso del tennis» si legge in un comunicato della Lta. Dopo la cancellazione di Wimbledon e del Queen’s, l’associazione ha anche deciso di tagliare del venti per cento il compenso per i propri dirigenti.

Golf

La cancellazione resta un’opzione aperta anche per un evento immediatamente successivo al torneo di Wimbledon, l’Open Championship di golf a Royal St. George (16-19 luglio), anch’esso simbolico per il calendario sportivo mondiale a anch’esso tutelato da un’assicurazione. Si fa avanti però anche l’ipotesi di un rinvio dell’evento nella settimana che va da lunedì 14 a domenica 20 settembre, cioè quella che precede la Ryder Cup, prevista dal 25 al 27 settembre a Whistling Straits, Wisconsin. Per lo Us Open si parla di uno spostamento da giugno a ottobre, mentre il Masters di Augusta potrebbe essere disputato perfino a novembre.

 
 

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