basketball
 

Tempo di Lettura: 7 minuti

La decisione che era nell’aria e che molti degli addetti ai lavori cestistici auspicavano arrivasse oggi, è arrivata. La Federbasket ha da poco comunicato la sospensione ufficiale a tempo indeterminato dei campionati di Serie A e Serie A2 maschili, gli unici tornei rimasti formalmente aperti, dopo che dalla B in giù si è fermato tutto (Comunicato Ufficiale FIP) al pari dei campionati femminili (Comunicato Ufficiale FIP).

È di fatto lo stop definitivo della stagione 2019- 2020, un atto che si rende inevitabile alla luce delle ripercussioni dell’emergenza Coronavirus. È diventato sempre più complicato pensare di chiudere la stagione entro il 30 giugno, deadline fissata dal presidente della LegaBasket Umberto Gandini. Come sottolineato nei giorni scorsi dallo stesso presidente federale Gianni Petrucci, l’ostacolo principale è rappresentato dalla difficoltà di tornare in Italia per gli stranieri del nostro campionato che hanno deciso di tornare, d’accordo con le rispettive società, nei propri paesi d’origine. La maggior parte di loro dovrebbe comunque rimanere ferma 14 giorni in quarantena prima di riprendere gli allenamenti. L’ultimo in ordine di tempo ad aver preso un aereo verso casa è il virtussino Vince Hunter, tornato nella natia Detroit perché il papà potrebbe aver contratto il virus come annunciato dal coach bianconero Sasha Djordjevic in un’intervista.

OPPOSIZIONE

Proprio le due bolognesi, Virtus e Fortitudo, si sono mosse con una lettera inviata alla LegaBasket nella quale invitavano caldamente a non fermare il campionato. Era tuttavia una posizione non condivisa dalle altre società, che già nell’ultima assemblea avevano bocciato il progetto della Segafredo di completare questa stagione con un playoff a 16 e prevedere la prossima serie a venti squadre.

Al di là delle intenzioni dei club felsinei, si procederà dunque con la cancellazione e a quel punto ci sarà da parlare di scudetto e retrocessioni. Fermo restando che nel momento in cui si fermerà definitivamente la A a far testo sarà la classifica del girone d’andata, unico momento in cui le 17 squadre si sono trovate con lo stesso numero di partite disputate . Alle due questioni ci si approccerà in modo diverso.

La Virtus campione d’inverno non ha chiesto ufficialmente il tricolore né, a giudicare dalle parole del suo ad Luca Baraldi, pare intenzionata a fare la guerra affidandosi dunque al Consiglio Federale. Sulle retrocessioni, invece, bisognerà ragionare insieme alle leghe minori in un’ottica di sistema.Da più parti è stato rivolto un appello a sfruttare la crisi per cambiare le regole vigenti e se per quelle proprie “basterà” un dibattito interno, per le norme tipo Legge 91 sul professionismo o Legge Melandri sui diritti tv bisognerà rapportarsi con il Governo e il Parlamento. Solo un basket italiano unito, compatto e con le idee chiare può avere chance di trovare terreno fertile.

Questo il comunicato ufficiale della FIP:

Il Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci, considerata la determinazione della LBA di demandare ogni e qualsivoglia decisione in merito alla chiusura anticipata della stagione 2019/2020 e sentito per le vie brevi il Consiglio Federale, dichiara concluso il Campionato di Serie A.

Tale decisione è stata presa a seguito della perdurante emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale.

La FIP è determinata a tutelare la salute di atleti, tecnici, arbitri, dirigenti, di tutti coloro che partecipano all’organizzazione delle gare dei campionati e delle loro famiglie.

Considerato che dai DPCM e dalle Ordinanze emesse, fino a questo momento, dal Governo e dalle Regioni non emergono date certe circa la possibilità di ripresa dell’attività sportiva in condizioni di totale sicurezza, non si può pensare che si svolgano gare di basket sul territorio nazionale, ed in particolare nelle zone geografiche più colpite dall’epidemia.

Dal Governo, dalle Regioni e dalla scienza, inoltre, arrivano precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale. Misure impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro.

E’ noto, altresì, che molte Società hanno autorizzato la partenza verso il loro Paese di origine di molti atleti di cittadinanza straniera. E’ dovere, quindi, della FIP assumere ogni iniziativa che possa tutelare le proprie affiliate ed i propri tesserati.

Dichiarare conclusa l’attuale stagione sportiva permette ai club ed ai tesserati di adottare tutti quei comportamenti necessari ad evitare ulteriori costi da sostenere in assenza di attività.

La FIP ritiene di adottare questo provvedimento anche in considerazione dell’impossibilità di disputare le gare alla presenza di migliaia di appassionati, patrimonio fondante del movimento cestistico italiano.

Queste sono le ragioni poste alla base della decisione di dichiarare concluso il Campionato di Serie A maschile per la stagione 2019/2020.

 
 

Tempo di Lettura: 7 minuti

 

Ultime dalla Piazzetta

Pallavolo: stilato il protocollo per il ritorno della Serie A

L’uomo che ha scritto l’inno della Champions League

Marcelo e altri campioni che hanno scelto un orologio Casio

Il film hard sui Mondiali di Cicciolina e Moana Pozzi

Il Ministro Spadafora e il pubblico negli stadi, ecco quando si ritornerà a tifare

Serie D, presunta combine tra Picerno e Bitonto

Loading...