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Nella babele di New York, Anna Kalinskaya ha ricordato a tutti che le etichette passano, i colpi restano. Agli US Open 2025 la russa ha spinto Iga Świątek ai limiti nel terzo turno, avanti 5–1 nel primo set prima di cedere 7-6(2) 6-4 alla n.1 del mondo. Una sconfitta che dice molto: sulla qualità attuale del suo tennis, sul carattere nei momenti caldi e sulla sensazione — condivisa dai report ufficiali — che le manchi pochissimo per stare stabilmente tra le migliori sedici.

Anna Kalinskaya
© Fanpage

La fotografia di classifica (e perché è “giusta”)

Alla vigilia dell’Asian swing, Kalinskaya è n.32 WTA (dato WTA/ESPN), con un bilancio stagionale 21–17 in singolare. Classifica in linea col 2025: buoni picchi, qualche passaggio a vuoto, ma trend in risalita dopo i problemi fisici che avevano frenato il 2024.

La stagione in quattro snodi

  1. Primavera: sprazzi a Charleston (ottavi, vittoria su Madison Keys), solidità a Miami fino a una sconfitta al tie-break del terzo con Jessica Pegula. Segnali di ritmo sul cemento.
  2. Terra: stop al Roland Garros (1° turno con Bouzkova), oscillazioni tra Madrid e Roma: la continuità non c’è ancora, ma il colpo “pulisce” la polvere.
  3. Estate Nordamericana: finale a Washington (Citi DC Open) persa con Leylah Fernandez; a Toronto ottimi quarti di doppio con Cîrstea. La forma cresce.
  4. US Open: prestazione di spessore contro Świątek, con vantaggi non chiusi e qualche rimpianto. Lì, più che altrove, si misura la sua proiezione.

Che tennis ha (oggi): tre chiavi tecniche

  • Piede dentro al campo: costruisce con il dritto piatto sulla palla esterna e cerca la chiusura anticipando il rimbalzo.
  • Rovescio affidabile: cross “teso” per aprire il lungolinea, soprattutto su palle medie; è il colpo che le regge gli scambi lunghi.
  • Servizio “da set-up”: non devastante a livello assoluto, ma preciso nelle traiettorie (wide da destra) per aprire il 1-2.

Perché il contesto extra-campo non deve dettare la lettura

Nelle ultime ore alcuni media hanno rilanciato contenuti “pop” attorno a DM e retroscena personali. È rumore di fondo. La parte verificabile e utile al lettore è sul campo: ranking, risultati e un tennis che, quando sta fisicamente bene, può muovere la classifica. (Per policy, riportiamo la cronaca sportiva e evitiamo di amplificare elementi non tecnici se non corroborati da fonti primarie).

Cosa aspettarsi da qui a fine stagione

  • Asian swing: superficie favorevole al suo tempo palla; con tabelloni aperti può arrivare a seconda settimana (QF di doppio a Toronto con Cîrstea).
  • Obiettivo ranking: chiudere top 25 è realistico se porta a casa uno fra: un 500 con quarti in singolare, oppure una semi in un 250 ben frequentato.
  • Lavoro fisico: la gestione degli strappi (coscia e avambraccio nella passata stagione) resta la bussola della continuità.
 
 
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