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Fermín Aldeguer aveva bisogno soprattutto di una cosa: tornare a sentirsi un pilota capace di lottare stabilmente nelle posizioni che contano. Il Gran Premio di San Marino disputato a Misano gli ha restituito esattamente quella sensazione. Lo spagnolo della Gresini ha chiuso quarto, a poco più di sei secondi dal vincitore Marc Márquez, completando un fine settimana nel quale era riuscito anche a conquistare la prima fila in qualifica. Un risultato ancora più significativo considerando quanto sia stata complicata la sua stagione 2026, segnata da due infortuni importanti e da diverse gare saltate.

Sul circuito romagnolo Aldeguer ha preceduto Jorge Martin, uno dei due uomini che stanno giocandosi il Mondiale, e ha accompagnato il secondo posto del compagno Alex Márquez con un’altra prestazione pesante per la Gresini. Marc Márquez ha vinto davanti al fratello Alex e a Pedro Acosta; alle loro spalle il numero 54 ha portato la propria Ducati al quarto posto, chiudendo a 6”027 dal vincitore.

Dalla Q1 alla prima fila: il sabato che ha cambiato il weekend

Il fine settimana di Aldeguer non era cominciato nel migliore dei modi. Nelle prove del venerdì lo spagnolo era rimasto fuori dalla top ten dopo avere accusato un problema all’anteriore della moto proprio quando sembrava vicino alla qualificazione diretta alla Q2. Il pilota aveva comunque spiegato di sentirsi progressivamente meglio dal punto di vista fisico, pur ammettendo di non essere ancora tornato al cento per cento.

Il sabato ha però trasformato completamente il suo weekend. Aldeguer è passato attraverso la Q1 e, una volta entrato nella sessione decisiva, ha firmato il terzo tempo, alle spalle soltanto di Marco Bezzecchi e Marc Márquez. Bezzecchi ha stabilito il nuovo record assoluto di Misano in 1’29”982, diventando il primo pilota a scendere sotto il muro dell’1’30 sul circuito, mentre Aldeguer ha completato una prima fila di altissimo livello.

Per un pilota reduce da mesi complicati, partire accanto a due dei grandi protagonisti del Mondiale aveva già il sapore di una piccola vittoria. Non si trattava soltanto della posizione in griglia, ma della conferma che velocità e sensibilità non erano state cancellate dagli infortuni.

Una stagione iniziata con la frattura del femore

Il 2026 di Aldeguer era cominciato nel peggiore dei modi. Durante la preparazione invernale, un incidente in allenamento a Valencia gli aveva provocato la frattura del femore sinistro, obbligandolo a un intervento chirurgico e a saltare i test di Buriram e il primo Gran Premio stagionale in Thailandia. Il rientro era arrivato soltanto in Brasile.

Nonostante una preparazione praticamente inesistente, Aldeguer era riuscito progressivamente a ritrovare competitività e aveva anche conquistato un secondo posto in Catalogna. Poi, ad Assen, è arrivato un altro incidente pesante: durante le prove del GP d’Olanda è caduto alla curva 11 riportando la frattura della vertebra T7. I medici lo avevano dichiarato non idoneo a proseguire il weekend e il recupero lo ha costretto a fermarsi nuovamente.

Aldeguer ha così saltato anche il Sachsenring e ha dovuto utilizzare la pausa estiva per recuperare. La stagione che avrebbe dovuto rappresentare la naturale conferma dopo l’ottimo debutto del 2025 si è trasformata in una continua rincorsa alla condizione.

È proprio alla luce di questo percorso che il quarto posto di Misano assume un valore differente. Non cancella le difficoltà, ma dimostra che quando riesce ad avere continuità il suo potenziale resta quello di un pilota capace di stare vicino ai migliori.

Il 2025 aveva già mostrato quanto può essere forte

Aldeguer aveva debuttato in MotoGP nel 2025 dopo essersi imposto come uno dei talenti più interessanti della Moto2. La prima stagione nella classe regina aveva superato molte aspettative: tre podi, il titolo di Rookie of the Year e soprattutto la prima vittoria in MotoGP, arrivata in Indonesia.

Quel successo lo aveva reso il secondo pilota più giovane della storia a vincere una gara nella categoria regina. Aveva inoltre chiuso la stagione tra i primi dieci del Mondiale, convincendo Ducati di avere tra le mani uno dei profili sui quali investire nel medio periodo.

Il secondo anno avrebbe dovuto consolidare quella crescita. Gli infortuni l’hanno rallentata, senza però modificare il giudizio che Borgo Panigale sembra avere sullo spagnolo.

La dimostrazione più evidente è arrivata durante l’estate.

Dal 2027 Aldeguer passerà alla VR46

A partire dal 2027 Fermín Aldeguer correrà con il Pertamina Enduro VR46 Racing Team. L’accordo è già ufficiale e avrà durata biennale. La parte più importante dell’operazione riguarda però lo status tecnico: Aldeguer diventerà pilota ufficiale Ducati Corse e disporrà di una Desmosedici GP factory.

Il passaggio coincide inoltre con uno dei cambiamenti più importanti della storia recente della MotoGP. Nel 2027 entreranno in vigore i nuovi regolamenti tecnici, con motori da 850cc e un nuovo fornitore di pneumatici. Iniziare quella fase con materiale ufficiale rappresenta quindi un’opportunità enorme per il giovane spagnolo.

Aldeguer ha spiegato di considerare speciale la possibilità di entrare nella squadra di Valentino Rossi, da sempre uno dei suoi riferimenti. Il suo obiettivo dichiarato è utilizzare l’esperienza di VR46 e il supporto diretto degli ingegneri Ducati per puntare con continuità alle prime cinque posizioni.

Anche Alessio Salucci e Pablo Nieto hanno sottolineato come la scelta sia legata soprattutto al talento già mostrato dal pilota nonostante la giovane età.

Con Bulega nascerà una VR46 tutta nuova

Il progetto 2027 ha assunto contorni ancora più interessanti negli ultimi giorni con l’annuncio di Nicolò Bulega, che lascerà il Mondiale Superbike per diventare il nuovo compagno di squadra di Aldeguer. VR46 presenterà quindi una coppia completamente rinnovata, con due piloti fortemente legati a Ducati e chiamati a sviluppare la moto della nuova generazione.

Per Aldeguer questo significa assumere immediatamente una responsabilità importante. Non sarà più semplicemente il giovane della Gresini al quale concedere tempo per crescere, ma uno degli uomini attraverso i quali Ducati proverà a costruire il proprio futuro tecnico.

Il 2026 diventa quindi una lunga preparazione a quel passaggio.

Misano come segnale per il finale di stagione

Dopo la Sprint del sabato Aldeguer occupava la decima posizione nel Mondiale con 92 punti. Il quarto posto della domenica gli ha permesso di aggiungerne altri 13 e soprattutto di ritrovare un risultato di peso nel momento in cui la stagione entra nella propria fase conclusiva.

La MotoGP tornerà immediatamente in pista al Red Bull Ring, con il Gran Premio d’Austria in programma dal 18 al 20 settembre. Sarà un altro test importante per verificare se Misano sia stato soltanto un fine settimana particolarmente favorevole oppure l’inizio di una seconda parte di stagione completamente diversa.

Per Aldeguer, comunque, la priorità non è più dimostrare di avere talento. Quella risposta era già arrivata durante il 2025 e Ducati l’ha confermata affidandogli una moto ufficiale per il futuro. Adesso deve dimostrare di riuscire a trasformare quel talento in continuità.

Il quarto posto di Misano non vale un podio, ma probabilmente vale qualcosa di altrettanto importante in questo momento della sua carriera: la conferma che, dopo un femore e una vertebra fratturati nello spazio di pochi mesi, Fermín Aldeguer è tornato abbastanza vicino ai migliori da poter ricominciare a guardare davanti anziché pensare soltanto al recupero.

 
 
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