Indice
- Leclerc quarto dopo aver guidato per 32 giri
- Il vero problema secondo Leclerc è il sabato
- Hamilton, gara finita dopo sette giri
- Hamilton terzo nel Mondiale, ma Antonelli è ormai lontanissimo
- Una Ferrari che ha già dimostrato di poter vincere
- Dopo il disastro di Monza serviva una risposta diversa
- Affidabilità e qualifica, due problemi differenti
- Mercedes a +145, il titolo costruttori si allontana
- Ora Baku, pista che non perdona il sabato
La Ferrari lascia Madrid con dodici punti, un quarto posto di Charles Leclerc e il primo ritiro stagionale di Lewis Hamilton. Il bilancio del Gran Premio di Spagna 2026 è molto meno incoraggiante di quanto lasciasse immaginare una qualifica nella quale le due SF-26 avevano occupato la seconda fila. Leclerc ha mostrato un ritmo gara competitivo e per 32 dei 57 giri è rimasto addirittura al comando grazie a una strategia molto lunga sulle gomme hard, ma il podio è nuovamente sfuggito. Hamilton, invece, ha dovuto parcheggiare la monoposto dopo appena sette giri a causa di un problema all’impianto frenante.
Il risultato rende ancora più evidente la distanza nel Mondiale costruttori: Mercedes ha raggiunto 503 punti, Ferrari è seconda a 358 e il distacco è salito a 145 lunghezze. McLaren, terza, è invece a 306.
Più che una singola gara negativa, Madrid ha quindi evidenziato il paradosso della Scuderia 2026: la SF-26 possiede spesso un ritmo domenicale da podio, ma troppo frequentemente non riesce a creare le condizioni per sfruttarlo.
Leclerc quarto dopo aver guidato per 32 giri
Charles Leclerc è stato l’unico ferrarista a raggiungere il traguardo e ha concluso quarto, a poco più di 29 secondi da Kimi Antonelli.
La Ferrari aveva differenziato le strategie. Leclerc è partito con gomme hard e ha allungato enormemente il primo stint, rimanendo in pista fino al giro 48. L’idea era mantenersi aperta la possibilità di sfruttare un’eventuale Safety Car negli ultimi giri.
Quella neutralizzazione non è arrivata nel momento utile alla Ferrari e il monegasco ha dovuto effettuare la propria sosta in condizioni normali, tornando in pista fuori dal podio.
Leclerc non ha però criticato la scelta del muretto. Dopo la gara ha spiegato che rifarebbe esattamente la stessa strategia, perché un approccio tradizionale soft-hard lo avrebbe probabilmente portato comunque al quarto posto. La strategia alternativa almeno offriva una possibilità di ottenere qualcosa in più qualora la gara fosse stata neutralizzata nel momento giusto.
È un’analisi importante perché sposta la questione dalla strategia alla prestazione pura.
Il vero problema secondo Leclerc è il sabato
Leclerc ha individuato nella qualifica uno dei limiti principali della Ferrari. A Madrid Hamilton era quarto e lui quinto, rispettivamente con 1’32”013 e 1’32”019, mentre Lando Norris aveva conquistato la pole in 1’31”824.
Il distacco assoluto non era enorme, ma su una pista nella quale superare si è rivelato molto complicato partire dietro Mercedes, McLaren e Red Bull ha condizionato l’intera gara.
Il monegasco ha spiegato che Ferrari continua a perdere parte dei risultati della domenica proprio perché non riesce a massimizzare il sabato. Il passo gara è spesso sufficientemente competitivo, ma non abbastanza superiore da consentire sorpassi facili su circuiti dove la posizione conta moltissimo.
È un problema già emerso in altre tappe della stagione e Madrid lo ha reso ancora più evidente.
Hamilton, gara finita dopo sette giri
La domenica di Lewis Hamilton è stata ancora più breve. Il britannico era partito dalla quarta posizione e nelle prime curve aveva anche provato a inserirsi nella lotta con Max Verstappen. Poco dopo, però, ha iniziato ad accusare problemi all’impianto frenante.
Ferrari lo ha richiamato ai box e la monoposto è stata ritirata al settimo giro. Si è trattato del primo DNF di Hamilton nel 2026.
Il sette volte campione del mondo ha descritto l’episodio come particolarmente frustrante proprio perché la vettura aveva mostrato un buon livello durante il fine settimana. L’obiettivo era un risultato importante dopo un periodo già complesso, ma il problema tecnico ha cancellato qualsiasi possibilità.
Il guasto assume ancora più peso perché Hamilton resta il ferrarista meglio posizionato nel Mondiale piloti.
Hamilton terzo nel Mondiale, ma Antonelli è ormai lontanissimo
Dopo Madrid Kimi Antonelli guida la classifica con 292 punti, seguito da George Russell a 211. Hamilton è terzo a 191, davanti a Norris a 186 e Leclerc a 167.
Il distacco del ferrarista dalla vetta è quindi salito a 101 punti.
Hamilton stesso ha riconosciuto dopo il Gran Premio che fermare Antonelli e Mercedes appare ormai estremamente difficile. L’italiano ha vinto otto delle prime quattordici gare e Mercedes ha costruito un vantaggio enorme anche nel Mondiale costruttori.
La Ferrari è seconda tra le squadre, ma non sta realmente riuscendo a mettere sotto pressione la capolista con continuità.
Questo è probabilmente il dato più duro della stagione.
Una Ferrari che ha già dimostrato di poter vincere
La SF-26 non è una macchina priva di potenziale. Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Barcelona-Catalunya a giugno, mentre Charles Leclerc si è imposto a Silverstone.
Proprio per questo i risultati recenti producono maggiore frustrazione.
A Madrid la vettura ha mostrato un’eccellente gestione degli pneumatici. Leclerc ha completato uno stint di 48 giri sulle hard mantenendo un passo competitivo, un dato che conferma quanto la monoposto riesca a esprimersi bene sulle lunghe distanze.
La difficoltà sta nel trasformare quel potenziale in un pacchetto completo per l’intero weekend.
Ferrari non sale sul podio da quattro Gran Premi e nella doppietta italiana-spagnola ha raccolto molto meno di quanto sperato.
Dopo il disastro di Monza serviva una risposta diversa
Madrid arrivava appena una settimana dopo un Gran Premio d’Italia estremamente complicato.
A Monza Charles Leclerc era finito fuori gara al secondo giro dopo il contatto e la battaglia iniziale con Hamilton, mentre il britannico aveva concluso soltanto sesto. Nei giorni successivi i due piloti avevano parlato per chiarire quanto accaduto e Leclerc aveva ammesso di poter gestire meglio il duello.
La Ferrari arrivava quindi in Spagna con la necessità di reagire.
Il sabato aveva offerto indicazioni positive: Hamilton quarto, Leclerc quinto, entrambi a meno di due decimi dalla pole.
La domenica, però, ha prodotto ancora una volta un risultato inferiore alle aspettative.
Affidabilità e qualifica, due problemi differenti
Madrid lascia sul tavolo due questioni separate.
La prima riguarda Hamilton e l’affidabilità del sistema frenante. Ferrari dovrà comprendere esattamente la causa del problema prima del prossimo appuntamento.
La seconda è più strutturale e riguarda la capacità di ottenere il massimo dalla SF-26 sul giro secco.
Leclerc è stato molto esplicito: il ritmo della domenica non basta se ogni gara viene iniziata da una posizione che obbliga poi a inventare strategie alternative o a dipendere dagli episodi.
Ferrari non necessita necessariamente di trasformare completamente la vettura. Deve trovare quei decimi che permettano a Hamilton e Leclerc di partire davanti, perché il livello mostrato in gara suggerisce che la monoposto potrebbe poi difendere quelle posizioni.
Mercedes a +145, il titolo costruttori si allontana
Dopo quattordici Gran Premi la classifica costruttori dice Mercedes 503 e Ferrari 358. Il margine di 145 punti è enorme.
Matematicamente il Mondiale è ancora aperto, ma sportivamente la dinamica appare sempre più favorevole alle Frecce d’Argento.
Antonelli continua a vincere, Russell porta quasi sempre punti pesanti e Ferrari alterna weekend molto competitivi ad altri nei quali almeno una vettura non riesce a massimizzare il potenziale.
Per recuperare servirebbe una sequenza quasi perfetta, accompagnata da qualche passaggio a vuoto Mercedes.
Ora Baku, pista che non perdona il sabato
Il prossimo appuntamento sarà il Gran Premio dell’Azerbaijan a Baku, dal 24 al 26 settembre.
Su un circuito cittadino, dove la posizione in griglia e la fiducia in frenata sono fondamentali, i due problemi emersi a Madrid diventano immediatamente centrali.
Ferrari ha una settimana e mezza per analizzare il guasto di Hamilton e cercare risposte sul giro secco.
La SF-26 ha già dimostrato di poter vincere e Leclerc ha dimostrato a Madrid che il passo domenicale è ancora competitivo. Ma la Formula 1 non premia il potenziale teorico: premia chi riesce a trasformarlo in pole, podi e vittorie.
La Ferrari è ancora seconda nel Mondiale costruttori, ma Madrid ha confermato che essere la prima inseguitrice della Mercedes non basta più. Se vuole riaprire almeno il finale di stagione, Maranello deve risolvere ciò che accade prima della domenica.
