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Australia e Zimbabwe tornano uno di fronte all’altro oggi, 15 settembre 2026, nel primo ODI della serie di tre partite in programma all’Harare Sports Club. È una sfida che sulla carta vede nettamente favoriti gli australiani, ma la storia recente suggerisce molta più prudenza: Zimbabwe ha vinto gli ultimi due confronti tra le due nazionali nei formati white-ball e arriva all’appuntamento con la convinzione di poter ancora sorprendere una delle grandi potenze del cricket mondiale. L’Australia, invece, utilizza questo tour soprattutto come primo vero laboratorio in vista del Mondiale ODI 2027, che si disputerà proprio nell’Africa australe.

La partita è iniziata alle 9.30 locali, stesso orario italiano, e l’Australia ha scelto di battere per prima dopo il toss. Il match inaugura una serie che proseguirà il 18 e il 20 settembre, sempre ad Harare, prima che la nazionale di Mitchell Marsh si sposti in Sudafrica per altri tre ODI.

Australia-Zimbabwe, non è più una sfida da considerare scontata

Per molto tempo Australia-Zimbabwe è stata considerata una delle partite più prevedibili del cricket internazionale. I precedenti complessivi restano fortemente favorevoli agli australiani, ma le ultime sfide hanno cambiato la percezione.

Nel loro più recente confronto ODI, giocato a Townsville nel 2022, Zimbabwe vinse per tre wicket grazie soprattutto alla straordinaria prestazione di Ryan Burl, autore di 5 wicket concedendo soltanto 10 run. Ancora più pesante è stato ciò che è accaduto nel febbraio 2026 durante il T20 World Cup: Zimbabwe ha battuto l’Australia di 23 run, risultato che ha contribuito all’eliminazione prematura degli australiani dalla competizione. In quella occasione Blessing Muzarabani chiuse con 4/17, mentre Brian Bennett segnò 64 run senza essere eliminato.

Nathan Ellis ha parlato apertamente di una piccola rivalità nata proprio attraverso questi risultati, spiegando che l’Australia cerca anche una forma di rivincita. Il fast bowler ha però sottolineato soprattutto un concetto: nel cricket internazionale moderno non esistono più avversari da considerare automaticamente battuti.

Il dato è ancora più interessante pensando ad Harare. L’ultima volta che Australia e Zimbabwe disputarono qui una partita da 50 overs, nel 2014, furono proprio i padroni di casa a vincere per tre wicket.

Brendan Taylor supera Sachin Tendulkar

La prima partita della serie porta con sé anche un record storico. Scendendo in campo oggi contro l’Australia, Brendan Taylor è diventato il giocatore con la carriera ODI più lunga nella storia del cricket internazionale, superando Sachin Tendulkar.

La carriera del 40enne dello Zimbabwe si estende ora per oltre 22 anni e quattro mesi. Tendulkar aveva mantenuto il primato con una carriera ODI durata 22 anni e tre mesi.

Taylor aveva debuttato nel 2004 e nel corso della propria carriera ha segnato 11 centinaia in ODI, record nazionale dello Zimbabwe. Dopo essersi ritirato nel 2021 e aver successivamente scontato una squalifica per violazioni delle normative ICC in materia di anticorruzione e antidoping, è tornato al cricket internazionale nel 2025.

Il suo ritorno non ha quindi soltanto un valore simbolico. Zimbabwe vuole sfruttare esperienza e conoscenza delle condizioni locali per prepararsi al grande appuntamento del prossimo anno.

Uno Zimbabwe pieno di veterani

Taylor non è l’unico giocatore esperto della formazione africana. Il capitano Sikandar Raza, Craig Ervine e Graeme Cremer completeranno la serie avendo raggiunto o superato i quarant’anni. Cremer, in particolare, torna nel gruppo ODI dopo un’assenza di otto anni.

La fascia di capitano è passata temporaneamente a Raza perché Richard Ngarava, nominato recentemente skipper del formato, è fermo per un problema alla schiena. Anche Clive Madande e Tanaka Chivanga non sono disponibili, mentre Taylor è stato richiamato anche per offrire copertura nel ruolo di wicketkeeper.

La rosa resta comunque competitiva. Blessing Muzarabani rappresenta la principale minaccia con la palla e arriva dalla grande prestazione contro l’Australia al Mondiale T20. Brian Bennett è uno dei battitori più interessanti del gruppo, mentre Burl ha già dimostrato di poter mettere in enorme difficoltà l’ordine di battuta australiano.

Zimbabwe ha inoltre vinto 2-1 la serie ODI contro il Bangladesh disputata ad Harare a luglio, l’unica affrontata nel 2026 prima del confronto con l’Australia.

Australia verso il Mondiale: tanti posti ancora da assegnare

La prospettiva australiana è completamente differente. Il 2027 World Cup dista poco più di un anno e il tour africano rappresenta una delle ultime vere opportunità per sperimentare nelle stesse condizioni nelle quali si giocherà il torneo.

L’Australia disputerà sei ODI consecutivi tra Zimbabwe e Sudafrica. Il Mondiale del 2027 sarà organizzato proprio da Sudafrica, Zimbabwe e Namibia, rendendo questa trasferta particolarmente preziosa anche dal punto di vista dell’adattamento.

Mitchell Marsh guida la squadra in assenza di Pat Cummins, mentre Mitchell Starc raggiungerà il gruppo soltanto per la serie successiva in Sudafrica. Josh Hazlewood è invece presente già ad Harare.

Il vero tema riguarda soprattutto il batting order. I ritiri di Steve Smith, Glenn Maxwell e Marcus Stoinis hanno lasciato migliaia di run e un’enorme quantità di esperienza da sostituire.

Marsh e Travis Head sembrano destinati a formare la coppia di apertura, mentre Cameron Green e Josh Inglis rappresentano punti abbastanza solidi nel middle order. Intorno a loro, però, la concorrenza resta apertissima.

Connolly, Peake e Davies: il futuro australiano passa dall’Africa

Tra i giocatori maggiormente osservati c’è Cooper Connolly, reduce da un 149 contro il Bangladesh nell’ultimo ODI disputato. L’allrounder può diventare una delle soluzioni principali per il numero 3, posizione rimasta particolarmente aperta dopo l’uscita di scena di Smith.

Ci sono poi Oliver Peake e Joel Davies, due giovani ai quali i selezionatori vogliono concedere esperienza internazionale prima di prendere decisioni definitive sulla rosa mondiale.

Anche Alex Carey deve giocarsi il proprio spazio. Josh Inglis rimane il wicketkeeper preferito negli ODI, ma Carey ha dimostrato in passato di poter essere utilizzato come specialista del middle order. Le sue ultime prestazioni nel formato sono state però meno convincenti e la concorrenza aumenta.

La situazione è simile tra i fast bowler. Nathan Ellis, Spencer Johnson, Billy Stanlake e Xavier Bartlett devono dimostrare di poter entrare nel gruppo che al Mondiale dovrebbe comprendere Cummins, Starc e Hazlewood.

Zampa a due wicket da quota 200

Un altro traguardo può arrivare già durante questa serie. Adam Zampa è a due wicket da quota 200 negli ODI e diventerebbe il settimo australiano a raggiungere quella cifra. Mitchell Marsh, invece, è a una presenza dalla centesima partita ODI con la nazionale.

Sono numeri che sottolineano bene il momento di transizione dell’Australia: accanto a uomini ormai consolidati ci sono giocatori alla ricerca della prima vera occasione.

Ecco perché il risultato contro Zimbabwe conta, ma non è l’unico parametro attraverso il quale verrà giudicato il tour.

Harare prova generale del Mondiale 2027

L’Harare Sports Club sarà anche una delle sedi del prossimo Mondiale e ospita cricket ODI dal 1992. L’Australia ha vinto sette delle dieci partite giocate qui, ma la sconfitta del 2014 resta un precedente abbastanza recente da evitare qualsiasi sottovalutazione.

Le condizioni africane saranno uno degli aspetti più studiati. Gran parte dello Zimbabwe si trova sull’altopiano e l’aria più rarefatta può modificare il comportamento della palla e favorire colpi più lunghi. L’Australia vuole raccogliere informazioni proprio su questi dettagli prima di tornare nel continente per difendere il titolo mondiale conquistato in India nel 2023.

Australia-Zimbabwe è quindi molto più di una serie di settembre. Per i padroni di casa rappresenta la possibilità di dimostrare che gli ultimi successi contro gli australiani non sono stati episodi isolati. Per Marsh e compagni è invece l’inizio concreto della selezione che porterà al Mondiale.

Ad Harare si gioca oggi il primo ODI, ma il vero obiettivo di entrambe le squadre è già fissato al 2027.

 
 
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