L’ex campionessa Flavia Pennetta è stata tra i primi tedofori del percorso della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026. A 10 anni dal trionfo agli US Open 2015, continua a essere una delle voci più autorevoli del tennis italiano.
Dal cemento di Flushing Meadows alle strade di Bari. Flavia Pennetta ha corso pochi metri ma simbolici, portando la torcia olimpica nel tratto pugliese del percorso di Milano-Cortina 2026. L’immagine — sorridente, fasciata nella tuta tricolore — ha fatto il giro dei social e dei telegiornali: un omaggio a una carriera leggendaria e a un’eredità che ancora ispira.
«È un privilegio — ha detto Pennetta — essere parte di un evento che unisce il Paese. Lo sport resta la mia casa, anche se non gioco più.»
Una carriera che ha cambiato la storia
Nel 2015 vinse gli US Open tutto-italiani contro Roberta Vinci, primo titolo Slam in singolare femminile per il tennis azzurro. Poche settimane dopo annunciò il ritiro, ma non si è mai allontanata dal circuito: collabora con eventi federali, partecipa al Festival dello Sport di Trento, sostiene la crescita del settore giovanile.
L’eredità e il messaggio
Pennetta incarna l’equilibrio perfetto tra talento e disciplina. Da allora nessuna tennista italiana ha ancora eguagliato la sua impresa in singolare Slam.
Nel suo percorso da testimonial ha insistito spesso su tre parole chiave: pazienza, dedizione e consapevolezza — valori che ripete anche alle nuove generazioni.
A Trento, solo pochi giorni fa, ha detto:
“Il tennis mi ha insegnato che la forza non è solo nei colpi, ma nella calma con cui impari ad aspettare il tuo momento.”
