Brutta tegola per lo slalom azzurro: Marta Rossetti si è infortunata durante un allenamento sulla Leo Gurschler in Val Senales. La FISI conferma: rottura del LCA e lesione del menisco mediale al ginocchio destro. Operazione in arrivo e stop per tutta la 2025/26.

La notizia è di quelle che tolgono il fiato all’ambiente: Marta Rossetti, 26 anni, Fiamme Oro, una delle tecniche più affidabili del gruppo, ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore con annessa lesione meniscale al ginocchio destro. L’infortunio è avvenuto nell’ultima giornata di raduno della squadra femminile di Coppa del Mondo in Val Senales. L’annuncio ufficiale è arrivato dalla Federazione Italiana Sport Invernali, che ha anche precisato come l’atleta fosse già passata — in passato — da un infortunio analogo al ginocchio sinistro. Tradotto: stop totale e addio alla stagione che porta verso l’Olimpiade 2026.
Cosa è successo e quali sono i tempi di recupero
La dinamica rientra nella “classica” inforcata/derapata di uno slalom di allenamento. L’esito strumentale ha tolto i dubbi: LCA rotto e menisco mediale lesionato. Il protocollo standard prevede:
- Intervento chirurgico (ricostruzione del LCA e sutura/meniscectomia selettiva),
- Riabilitazione progressiva (range articolare → forza → propriocettiva),
- Rientro sulla neve graduale dopo 6–8 mesi, con pieno agonismo spesso oltre i 9–10 mesi nei casi con menisco coinvolto.
La FISI ha già chiarito che salterà l’intera stagione; eventuali aggiornamenti sui tempi verranno dopo l’operazione.
Perché l’assenza pesa sulla squadra azzurra
Nel 2024/25 Rossetti ha fatto vedere continuità: top-15 iridato a Saalbach nello slalom e ottime uscite in Coppa del Mondo (specialista in salita negli ultimi due inverni). Nel gruppo tecnico femminile è un riferimento: parte spesso da pettorali medio-alti, ma ha dimostrato di saper scalare la classifica quando il feeling con la neve è giusto (top-15 e top-20 con frequenza crescente). Ora alla Nazionale mancherà una scorer di punti in slalom e una presenza esperta per le staffette interne.
Il profilo dell’atleta (e perché crede nel rientro)
Bresciana, classe 1999, slalomista pura, Rossetti è nel giro FIS dal 2015, ha esordito in Coppa del Mondo a Zagabria 2019 e ha raccolto i primi punti a Flachau 2020. In Coppa Europa ha vinto a Zell am See (2020) e in Valle Aurina (dicembre 2024), con un totale di 5 podi continentali in carriera; in Italia è stata campionessa tricolore di slalom 2024 e 2025. Curriculum e mentalità parlano di un’atleta capace di tornare: ha già affrontato un crociato (al ginocchio sinistro) e si è riportata su buoni livelli.
L’effetto sulla corsa a Milano-Cortina 2026
L’infortunio arriva a ridosso dell’inverno pre-olimpico. Per essere valutata nel 2026, Rossetti dovrà chiudere al meglio la rieducazione e tornare a gareggiare nella seconda parte della prossima stagione — scenario che dipende da chirurgia e risposta clinica. La finestra temporale è stretta ma non impossibile: molti atleti hanno qualificato un’Olimpiade con rientri tra dicembre-gennaio, ma serve un percorso senza intoppi. Nell’immediato, lo staff tecnico dovrà ridisegnare rotazioni e pettorali: spazio extra a giovani e compagne di reparto per consolidare il contingente slalom.
La vicenda ricorda la fragilità del gesto tecnico nello slalom moderno: velocità elevate, angoli estremi e margini di errore ridotti. La prevenzione (forza/controllo neuromuscolare) resta chiave, ma l’imprevisto non è eliminabile del tutto. La resilienza mostrata da Rossetti nel rientrare da un crociato e ritrovare competitività è il precedente a cui guardare. E il messaggio della Federazione — vicinanza e tempi lunghi — aiuta a riportare il dialogo sui fatti: cura, pazienza, ritorno graduale.

